lunedì 28 settembre 2009

un sabato a Scai

Partiamo venerdì sera, dopo cena. Stanchi dalla settimana appena passata. Montiamo in macchina, salaria, autostrada, salaria, km 128.100 e giriamo.
Fa freddo, si sente nell'aria, e nella macchina...
Arriviamo, e poco dopo a nanne. Dobbiamo riposare in previsione di quello che sarà il giorno dopo.
Colazione e subito a lavoro!
Mamma fa il jolly della casa, pulisce, cucina, aiuta qui, aiuta lì.
gG e papà finiscono di montare il tetto sopra la cucina, foto:

io e Sara invece sistemiamo e montiamo il quadro mancante:


notare la finezza:
nella parte superiore della scala ci sono le tre caravelle al tramonto (sanguigna su sfondo giallino), datato 1998
nella parte inferiore c'è il fondo del mare con tanto di tartaruga e delfini (blu su sfondo ceruleo), datato 2009

stanchi morti ceniamo e poi ripartiamo per Roma, verso il caldo, ma soddisfatti!

domenica 27 settembre 2009

Scotland trip - Day eight

il racconto day by day del viaggio di quest'estate (foto)

Secondo giorno di sveglia a Badicaul. Vista la chiacchiera di Janet e del marito, li abbiamo avvertiti già dalla sera prima che alle 11.35 abbiamo il traghetto da Armadale a Maillag, e tocca stare lì mezz'ora prima almeno.

Verso le classiche 8.00 siamo a colazione, Eri adocchia del formaggio nel cestino davanti al posto della Rumena. Visto che nè la rumena nè il crucco erano ancora arrivati, Eri quasi quasi sta per fregare un simil-baby bel... Io per fortuna la fermo, visto che dopo quando arrivano, scopriamo che la rumena non avrà il buon piatto con salsiccia uova bacon facioli etc etc!! Liscio!

Usciamo dunque presto, e tanto presto che alla fine stiamo alle 9.18 all'imbarco (17144mi)!!! Fortuna vuole che stiano imbarcando il traghetto precedente, che ci sia posto, e che ci facciano salire senza problemi! Un'ora e mezza risparmiata, olè!

Il traghetto è abbastanza grande, e il tratto di strada che deve fare non è poi molto, ma la cosa carina è che nel tragitto vedo dei delfini che lo seguono (Eri no perchè era in bagno)!

Alle 10.40 il traghetto atterra in gran bretagna, e noi prendiamo la strada da Maillag verso Glenfinnan. La strada è lungo il percorso di un tratto di ferrovia noto perchè è ancora percorso da un treno storico con locomotiva a vapore, della quale intravediamo il fumo durante il viaggio (odora di legna!), e che è il treno (e la linea) filmati nei vari erri potter!!

Arriviamo a glenfinnan dove c'è il glenfinnan's monument, monumento a bonny prince charlie (che non ce frega gnente) ed un ponte molto bello su cui passa la ferrovia, il glenfinnann's viaduct, ritratto anche sul retro delle nuove banconote scozzesi. Peccato non aver potuto beccarci il treno a vapore che passava sopra!

Ripartiamo poi per qualche miglio fino ad arrivare a Fort William, luogo che la guida dice essere perennemente affollato. Motivo? è un paesino sul mare ma ai piedi della montagna più alta della gran bretagna... che come altre montagne scozzesi, invece che una montagna sembra più un sasso appoggiato lì, per quanto sono bruschi e scoscesi i crinali.



Appena arrivati a Fort William, mollo Eri in macchina al parcheggio e mi avvio al Tourist Office; faccio un po' di fila e alla fine prenoto una stanza ad Oban per la sera, annunciando che arriveremo verso le 18. In questo modo la giornata la possiamo passare in giro con tranquillità. Torno in macchina, Eri mi accusa di averla abbandonata (ci ho messo 10 minuti lordi a fare tutto), e facciamo due passi per Fort William, che, sebbene sul mare, sembra un paesino della foresta nera. Mangiamo ad un fish&chips abbastanza zozzo delle patatine (sulle quali disgraziatamente metto lo zucchero invece del sale), e compriamo ad un negozio "tutto a 99 pence" un blocco per appunti nero (sullo scontrino invece dell'indirizzo del negozio di FW, c'è un indirizzo di Perth... mah). Poi, si riparte!

Dove andiamo? Alla Neptune's Staircase (sebbene Eri nn so perchè non ci voglia andare), la scalinata di nettuno, una serie di 8 chiuse che chiudono il canale di caledonia con il quale si può attraversare tutta la scozia (passando per loch ness). Ci tenevo a vederle perchè sono uno dei luoghi descritti nel libro il cerchio celtico (grazie jack), che mi piacque molto.

Per nostra fortuna, appena arriviamo passano delle barche (una delle quali anche molto bella)! ecco le foto del passaggio nelle prime chiuse (ci mettono un'ora e mezza a fare tutte e 8 le chiuse).


Io ne approfitto per rimorchiarmi la bionda che sta manovrando le chiuse:


Continuiamo il viaggio verso sud e, approfittando del fatto che sappiamo dove andremo a dormire, allunghiamo verso est per andare a vedere il castello "copertina" della Lonely planet, il Kilchurn Castle, affascinante perchè è in un campo al termine di un loch, completamente lasciato a sè stesso. Non mi sento di dire che sia abbandonato perchè c'è un cancelletto all'ingresso e perchè i percorsi all'interno sono segnati, ma a parte questo... è abbandonato! Per arrivarci si passa in un campo di erba alta, e tornando verso la macchina... sento un fruscio... guardo alla mia destra.. e a meno di due metri, completamente nascosta nell'erba.. una pecora!! ma sono proprio dappertutto!!



Poi andiamo dall'altra parte del loch per fare una foto come quella della copertina della lonely, ma la foto + meritevole di essere mostrata è invece:


Riprendiamo la macchina e andiamo verso Oban! Abbiamo la mappetta stampatami a Fort William per arrivare, e infatti riusciamo con facilità, anche se poi dobbiamo girare un attimo per trovare posto.

Il B&B è molto carino, sono 5 stanze al primo e secondo piano di questa casetta tipicamente british, e per la tromba delle scale pendono, appesi per lunghi fili, ogni sorta di ammenniccoli, aerei di legno, lampade, uccellini, etc. etc. La stanza è al 2o piano, molto carina e attrezzata, l'unica bizzarria è che il bagno, privato, ha l'accesso tramite il pianerottolo... dobbiamo quindi uscire dalla stanza per andare nel nostro bagno!

Facciamo quindi una passeggiata per Oban, visto che poi il giorno dopo partenza presta per trovare un posto dove dormire ad Edinburgh. Oban è una cittadina tutta costruita intorno al porto, con case costruite con mattoni di pietra molto caratteristiche.


Il "colosseo" nella terza foto è una costruzione dell'inizio del novecento, quando, in conseguenza di una crisi finanziaria molto forte, molti muratori di Oban si trovavano senza lavoro. Un facoltoso banchiere allora, con evidentemente molti + soldi di quanti gli servissero per videre, decise di dare lavoro a queste persone costruendo un mausoleo per la sua famiglia. Bontà sua...

Menzione d'onore per le targhe personalizzate inglesi:


Sulla via del ritorno, ci fermiamo ad un fish&chips che ha i tavolini, ci sediamo e mangiamo (hamburger Eri, Fish&Chips io, niente alcol da bere, sigh) vicino a tre signore di una certa età very very english, che mangiano i fritti come se sorseggiassero del tè...

Ecco il tragitto del giorno (mappa)!

mercoledì 23 settembre 2009

Scotland trip - Day seven

il racconto day by day del viaggio di quest'estate (foto)

Il giorno sette è dedicato totalmente all'isola di Skye: l'origine del nome non è certa, ma una ipotesi è che derivi da nuvola, isola delle nuvole quindi; ho come l'impressione che non ci sarà tempo bellissimo...

First things first: la sveglia! Mi sveglio ed ho una curiosità: vedere chi ci ha dormito nella stanza sopra di noi: la notte prima so stati colla tv accesa a palla su un film di guerra a schiamazzare... che strazz...

alle 8.30 usciamo dalla stanza, e di fronte a noi oltre l'ingressino c'è Janet seduta in poltrona che guarda il meteo, e ci fa entrare nella saletta da pranzo con il tavolino. Ci sediamo e ci comincia a portare il solito ben di dio. Arrivato il piattone con la solita colazione, io chiedo: posso avere della brown sauce? Janet mi guarda, ed esclama: "oooh, a real englishman!" poi va in cucina e fa al marito qualcosa del tipo "ma lo sai che mi ha chiesto la brown sauce? a real englishman!" e avanti così. Scendono poi anche i vicini, e sono una coppia stranamente assortita formata da un tedesco sulla 40ina, vagamente pelato e con gli occhialetti, ed una romena, che vivono a Madrid.

Abbastanza sportivi, stanno facendo passeggiate sulle five sisters. Mentre mangiamo facciamo due chiacchiere, e scopro che lui lavora per una grande multinazionale dell'elettronica (un nome famoso che mo nn me viè), e ha fatto dei test di una apparecchiatura ad Avezzano i giorni prima del terremoto, trovando una città praticamente fantasma... piccolo il mondo... Eri battezza la lei in un modo che... ve lo scrive nei commenti va...

Finito di armeggiare in cucina, esce fuori Janet e poi sempre di più il marito, e si mettono di buzzo buono a fare chiacchiere, toccando a mia memoria i seguenti argomenti (in ordine sparso):
la casa, ereditata dal padre del marito di Janet, che è un antico edificio in pietroni, proprio come i castelli, e quelli nelle fondamenta sono grandi come un tavolo da pranzo;
i celti ed i kilt, con il marito (originario della zona) che spiega che lui il celtico lo capisce ma non lo parla, che a edinburgh non lo capiscono neanche (Janet è di edinbara); il kilt, che deriva dal tartan de na vorta, che era niente più di una coperta su cui dormire quando ci si fermava, e che nell'800 è stato separato in due parti. Ci spiega anche che secondo lui c'è bisogno del "fisico" per portare il kilt (la panza);
ci raccontano dell'old man of Storr, che andremo a vedere, e della kilt stone;
Poi due chiacchiere su edinbara, ci consigliano di cercare un B&B un po' fuori, verso l'aeroporto, dicendoci che l'indomani ci spiegheranno bene dove guardare.
Dette queste cose (e molte altre), verso le 10:00 (un'ora e mezza dopo essere usciti dalla stanza) usciamo per l'isola!

Janet ed il marito ci prestano molto gentilmente una cartina stradale molto dettagliata di Skye, vecchia (non c'era ancora il ponte che è in funzione dal '95) tutta sgangherata con scotch ingiallito, ma che servirà all'uopo.

Passiamo di nuovo a Kyle of Localsh, e poi sul ponte! L'idea è di spizzarsi un bel po' di paesaggi, verde e natura. La giornata parte con un tempo abbastanza uggioso, nuvoloni belli carichi che solcano il cielo. Il primo tratto verso la parte nord ci porta verso la cittadina di Broadford (che non abbiamo neanche attraversato), e poi dopo un po' di curve fra prati verdi e insenature di mare verso Portree (che deriva da "porto del re" in gaelico, e secondo me pure in italiano). A Portree ci facciamo giusto una foto.



La prima tappa è all'Old Man of Storr: una spettacolare pietrona alta una cinquantina di metri, nient'altro che il condotto di lava (pietrificata) di un antico vulcano. Il tempo è messo a "drizzle", piovaschi di pioggia molto leggera che ogni tanto diventano veri e propri diluvi, e davanti a noi abbiamo una passeggiata (in salita) di una 40ina di minuti (ma questo a Eri non lo dico sennò col cavolo che ci si arriva). L'inizio della passeggiata è in un sentiero in un bel bosco, che ogni tanto si apre in radure (la prima è quella aperta per far passare la linea elettrica), dove il sentiero diventa ben fangoso. A circa metà del tragitto, in corrispondenza di una collina erbosa e verde, il bosco si interrompe, il paesaggio diventa quello di alta montagna, il sentiero diventa una sasso-scala, Eri si ferma e io continuo su, mentre continua a piovere. Arrivato in cima, guardo l'old man perso nella nebbiolina, torno indietro e ci reincamminiamo per il giro sull'isola.

Prima, una tappa ad una cascata, con una bella scogliera a picco sul mare.


Tappa successiva, la kilt stone: il marito di Janet ci ha raccontato che fino a poco tempo fa la pietra a piombo sul mare non aveva parapetti, ma poi... un indiano si sposa a Skye, e con la moglie va a fare le foto proprio sulla kilt rock. La sposa veste un sontuoso sari, che... fa da vela e la trascina giù!! I maligni raccontano che l'indiano avesse intestata una ottima assicurazione sulla vita della moglie... ma fatto sta che il pietrone che si affaccia sul mare ora ha le transenne! Qui per la cronaca m'è caduta la macchinetta ma per fortuna non s'è fatta quasi niente a parte qualche graffio, olè!




Il tragitto continua sostanzialmente in macchina, nel percorso che trovate linkato giù in fondo. Il tempo dal lato nord/est dell'isola è buono, e quindi la giornata è andata liscia. Facciamo una piccola tappa al Dunvegan castle (pranzo? biscotto!), ma non entriamo perchè costa troppo. Ecco una manciata di foto del giro:


Passiamo oltretutto per un ridente paesino:


A fine giornata passiamo ad Armadale per prendere i biglietti del traghetto del giorno dopo, e la sera passiamo per Kyleakin, unica parte di Skye che avevo già visto, e dove ho perso (dimenticato) la mia macchinetta fotografica 9 anni fa. Una breve sosta, cena al Saucy Marys Lodge (Hamburger Eri, non mi ricordo che io), dove c'è la wifi e mando un paio di messaggi via gciat a Marica. Infine, udite udite, guido io fino a casa!



Ecco il tragitto del giorno (mappa)!