martedì 15 settembre 2009

Scotland trip - Day five (seconda parte)

il racconto day by day del viaggio di quest'estate (foto)

Alle 15.15 si riparte kirkwall, sulla strada facciamo due tappe per vedere il ring of brodgar e le standing stones of Stenness, due cerchi di pietre il cui utilizzo non è chiaro, ma siccome in origine comprendevano il primo 60 pietre ed il secondo 12 pietre, immaginare che fossero un calendario settimanale e mensile non è così bizzarro. Intravediamo poi dal bus maeshowe, mound funerario con una particolarità spettacolare: la luce del tramonto del solstizio d'inverno passa per un foro praticato su una pietra posta a circa 100 metri, attraversa l'ingresso della tomba ne illumina l'interno! Se potevano beccare il solstizio d'inverno, che ce vò a fare il calendario dei mesi!




Ritorno a Kirkwall
Finiti i vari giri, torniamo a Kirkwall, dalle 16 alle 18. Guidando guidando, l'autiere ci ha intanto raccontato che le Orkney sono state per molta parte della loro storia una parte della Norvegia, e vennero affidate temporaneamente alla Scozia come anticipo su una dote, anticipo che poi non fu più saldato. Ancora oggi si sentono molto vicini ai Norvegesi (vedi la bandiera delle Orkney), alcuni bambini parlano norvegese, e le festività e l'architettura sono del tutto vichinghe.

Ci racconta inoltre che nelle Orkney non ci sono praticamente alberi (e infatti non ne abbiamo visti) a causa dei frequenti cicloni (che dagli stati uniti meridionali si fanno tutta la corrente del golfo e vengono a morire qui) che non permettono agli alberi di crescere, tanto che una delle scuole ha cresciuto fra edifici e colline un piccolo boschetto a scopo didattico, per far sperimentare ai giovani cosa voglia dire camminare fra gli alberi.

Altre notizie sono che oggi (vado a memoria), nelle 72 isole dell'arcipelago ci sono 150mila mucche, 50 mila pecore e 20mila persone, ma non è sempre stato così: negli anni '40 e '50 la produzione principale era di uova, tanto che bastava per tutta la Scozia del nord, con milioni di galline che vagavano nei prati. Sfiga volle che arrivò un ciclone inaspettato e potente, e così in una sola giornata... puff... tutte le galline nel mare del nord... tempo qualche mese gli scozzesi di terra si attrezzarono con le loro galline, e quindi gli Orcadiani cambiarono mercato, virando su mucche e pecore.



Atterrati a Kirkwall incrociamo, anticipati da frastuoni e clacson, due camion scoperti, uno pieno di giagazze, uno di giagazzi, entrambi con tamburi, bottiglie, etc. Interrogato al riguardo, l'autista ci ha spiegato che è il modo orkneyano di festeggiare l'addio al nubilato/celibato.

Il caso vuole che anche quel giorno ci sia un matrimonio nella chiesa di Kirkwall, becchiamo la macchina degli sposi davanti alla chiesa, e gli sposi con testimoni che fanno le foto poco distante, vestiti di tutto punto... non potevo esimermi da fotografarli anche io, vicino ad un palazzetto in rovina che è una delle attrazioni di Kirkwall (e che noi vediamo da fuori)!


La cattedrale è nota anche perchè a Natale e a Capodanno ospita il Ba' game: un gioco in cui gli abitanti di Kirkwall si dividono in due squadre (quelli di monte e quelli di mare), si contendono una palla lanciata proprio dalle scale della cattedrale, e la devono far arrivare al rispettivo obiettivo (quelli di monte in mare, quelli di mare su un muro nella parte a monte della cittadina). Non ci sono regole, e raccontava l'autiere che spesso la palla passa di cortile in cortile, dentro le case, seguita da centinaia di persone, e che non sono rare (ovviamente) le risse. Si aspetta che gli animi si tranquillizzino e poi si ricomincia.

Nota di colore interessante, fino agli anni '20 del secolo scorso c'era anche la gara femminile, che però fu interrotta perchè... troppo violenta!!!!


Acquisti a Kirkwall:
- Eri NON ha comprato l'anellino con le rune che le piaceva (e che costava uno sproposito);
- un quadernino per gli appunti di viaggio;
- assaggiato il celeberrimo orkney ice cream (che forse è una influenza degli italiani alle orkadi), vaniglia per Eri, cheesecake e Toffee Swirl per me;
- una bottiglia di birra SkullSplitter

Poco prima delle 18 siamo di nuovo in pulman, aspettiamo le 18 precise perchè spesso qualche orkneyano lo usa per avere un passaggio verso il traghetto. Dopo un quarto d'ora di viaggio arriviamo alla italian chapel. Questa cappella è il risultato di anni di lavoro di alcuni dei prigionieri di guerra italiani (vedi primo giorno). Non avendo un luogo di preghiera, gli vennero dati due container per allestirci un piccolo altare. Quella che si vede oggi invece è una chiesetta veramente sorprendente, con dipinti e decorazioni che fanno dimenticare i container originari.


Dopo una sosta di un quarto d'ora riprendiamo il pulmone per l'ultima volta. Saluti dell'autiere, che ci dice che è raro trovare un pulmone di persone che si divertono e non rompono come noi (chissà se lo dice a tutti...), e alle 19 parte il Ferry. Ancora foche (ciao foche!), dopo un bel po' d'onde si attracca sulla terra "ferma".

Arrivati a j o' G, andiamo all'unico ristorante, dove mangiamo salmone e haddock al forno, molto molto buoni. Il fatto che accanto a noi ci siano solo tavoli di italiani (fra cui una famiglia che non parla mezza parola di inglese... mah), non aiuta, ma riusciamo a non farci caso. Dopo un po' passa davanti alla finestra del locale un camion scoperto con sopra un 20ina di persone con tute gialle. Usciti dal ristorante, un tanfo incredibile: quei 20 erano un gruppo di pescatori che si erano rifugiati al pub, mollando le tute nell'ingresso. How funny!

usciti alle 22.00 dal ristorante, alle 22.03 parcheggiamo la macchina (non saremo andati troppo lontani?)!

Ecco il tragitto del giorno (mappa)!

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