giovedì 28 gennaio 2010

...falling down...

Una passeggiata nel centro di Londra

è sabato! un giorno pieno pieno a londra!

Che fare? Ven sera facciamo la lista dei desiderata: Forbidden Planet, Fortnum&Mason e Waterstone's per i negozi, Camden Town o Borough Market per i mercati, un desiderio di fare due passi a Londra senza metro...

Il piano è dunque questo: Camden Town scartato (la fermata della metro è chiusa, ci vuole troppo ad arrivarci e probabilmente c'è poca roba), la mattina parte con una passeggiata verso Piccadilly.

Colazione? Abbiamo sostanzialmente tre scelte: da Paul's, da Patisserie Valerie o da Starbucks. Scegliamo "la secònda" che ho scritto, la Patisserie Valerie. E' una catena di cafè (come anche Paul's) sparsi per l'inghilterra, di stampo francesizzante. Devo dire che ci è piaciuta veramente tanto: la prima mattina io ho preso un cappuccino (che più o meno è bevibile ovunque nel mondo) e "Brioche French Toast with Maple Syrup", cioè toast con sopra sciroppo d'acero, spettacolare!, Eri ha preso un bel muffin al cioccolato con una cioccolata calda, pavel la medesima cioccolata e poi macedonia di frutta.

Ristorati e rincuorati, passeggiamo su marylebone street fino a oxford street. Entriamo in HMV, dove eri cerca dei vinili dei Queen, ne trova solo due, e decidiamo di provare a cercarli a soho la sera (torneremo a mani vuote a roma...).


Proseguiamo su oxford street, la strada degli acquisti londinesi, e giriamo a destra su regent street. Qui diamo una occhiata al negozio della ferrari (leggasi "io e paolo andiamo a sbavare sulla monoposto di formula 1"), e, poco più avanti, buttando per caso un occhio in un ristorante/pub, pavel nota che seduto a mangiare ci sta... paolobonolis! Maledetto mondo microscopico...



Arriviamo infine a Piccadilly circus, insieme ad una masnada di persone, passeggiamo verso Leicester Square e da lì verso Covent Garden. Qui di seguito trovate una foto classica a Piccadilly ed una ad un minchione che faceva il cane nella cuccia vicino a Covent Garden.


Oltrepassiamo Covent Garden, e andiamo verso fleet street. Subito troviamo un negozietto che sembra uscito da una fiaba (o da un film di tim burton), hope and greenwood. Ecco lo streetview:

All'interno ci sono (oltre ad una infinità di dolci incartati in carta rossa e bianca) due ragazzi con occhiali con la montatura spessa nera e vestiti con una camicia a quadri anni '50, con leccata di capelli intonata. Compro un etto di pezzetti di fudge di tipi differenti, meno burrosi del fudge che avevo preso in scozia ma molto buoni.

Proseguiamo verso fleet street, dove notiamo la statua con il drago e l'edificio di grazia e giustizia, ma saltiamo totalmente la temple church (PALO!). Proseguiamo fino alla st. Paul's Cathedral, dove passiamo il tamigi sul millennium bridge.



Il millennium bridge è (ovviamente) stato progettato da Norman Foster & Partners, ha un sacco di particolarità che... vi dirà magari eri...





Io e Pavel sentiamo Eri disquisire del ponte (in realtà me ne ricordo ma ora son troppo stanco per scriver tutto), e lo attraversiamo con destinazione... borough market!


Il borough market è un mercato affollatissimo, dietro la Tate Gallery, nel quale ci sono una miriade di bancarelle gastronomiche. Noi mangiamo un biustelone in una bancarella crucca, e poi io un hamburger con pancetta e cipolle, eri un hamburger con l'uovo fritto e pavel un hamburger con... non mi ricordo...


Soddisfatti e pasciuti, lasciamo il market (non prima di aver comprato due bocce di sidro per la sera), e prendiamo la metro a Monument, uscendo nuovamente a Piccadilly. Il pomeriggio va via fra una pausa da Starbucks, poi da Watersone's, Fortnum & Mason (sia io che pavel compriamo una coppia di tè), Forbidden Planet. In quest'ultimo Eri compra il volumetto di Wizard of Oz, Watching The Watchmen (firmato e a 9.99£, APPLAUSI), the legend of sleepy hollow, Edgar Allan Poe's Tales of Death and Dementia; io invece Grandville (anch'esso firmato) e il numero 4 di Okko (pescato a caso nello scaffale). Pavel esplora spaesato un mondo che non gli appartiene...

Vaghiamo poi un po' per Soho, fra teatri con paillette, sulle insegne, sexy shop e... frocioni in giro (è il quartiere gay :) ). Cerchiamo un negozio di dischi, ma o non li troviamo, o sono chiusi. Facciamo due passi, poi ci buttiamo a cena (ci sarà il post appost), e poi casa, piano (difficile) per il giorno dopo, con un po' di sitro, e buonanotte!

1 commento:

  1. ahahah
    mannòò: i due ragazzi del negozio di dolci li descrivo io:
    Uno era il tipico english: biondo, capelli di lato, pelle chiara, naso appuntito, niente occhiali, slanciato. Una camicia sul celestino, jeans e il grembiulino intonatissimo con l'interno del negozio (molto carino, nel complesso).
    L'altro era + basso, + cicciottelloso, moro moro moro, con occhiali alla Austin Power, camicia bianca a quadretti e stesso grembiulino.

    Ero lì che mi domandavo: due ragazzi in un negozietto tanto "rosa"? Essì, perché praticamente tra dolci, caramelle e confezioni era per lo più rosa [e non rosso: gG avrai notato solo l'esterno e le scatole rosse già pronte (di giààà?) per s.valentino...].
    Insomma ero lì che cercavo di far quadrare questi due ragazzi col grembiulino e mi son venuti in mente i manga per ragazze...

    ho problemi, si, lo so...

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