venerdì 26 febbraio 2010

Antica Pizzeria EstEstEst

dove: via Genova 32, Roma (cioè qui)
quando ci son stato: il 25 di febbraio scorso;
come ho mangiato: mmmmmh leggete poi;
quanto si spende: il giusto per una pizzeria;
quando ci torno: quando cambia il pizzaiolo?

Giovedì, serata di coppa, la Roma incontra il Panathinaikos per il ritorno dei sedicesimi di coppa uefa... no aspettate... ho sbagliato tema... ricomincio: giovedì, serata nella quale dopo mesi ci si vede con Marica!

I dieci convitati si riuniscono intorno ad un tavolo della Antica pizzeria ("antica" fa parte del nome) EstEstEst, che, come si potrà intuire, in origine aveva come bevanda topica proprio il vino Est Est Est. Il filo che lega gli invitati è il lavorare allo stesso studio di ingegneria, perciò... la stragrande maggioranza degli invitati è dunque ingegnere... armato di santa pazienza, dotato di bù al seguito (ed eri a bordo), arriviamo alla pizzeria, e ci uniamo agli altri, quasi tutti già arrivati e seduti al tavolo.

Il locale è molto molto bello, in questo si vede che è antico: le pareti sono rivestite di legno scuro, come anche i tavoli di bel legno massiccio. Lungo tutte le pareti, a circa due metri da terra, è inchiodata al legno una mensola fatta di listarelle di metallo che fa pensare un po' ai portabagagli dei treni di inizio '900. Sopra a questo, c'è un grosso specchio, almeno due metri per uno, messo in posizione orizzontale, ed inclinato a 45°. La mia ipotesi è che permettano ai camerieri di vedere quando i commensali hanno i piatti vuoti. chissà...

Dopo aver ordinato una Peroni Gran Riserva, arrivano i fritti e le bruschette. Le bruschette sono nella norma, i fritti molto molto buoni, sia le mozzarelline (ordinate a palate dalle ingegnere), sia i classici fiori di zucca, olive all'ascolana, baccalà. Buoni (ma non eccellenti) anche i supplì, che arrivano bollenti con la mozzarella filante come dovrebbe essere sempre.

questo è quello che ci si aspetta quando si ordina una pizza. ma...


Poi le pizze (PALO!). A parte il fatto che chiamano margherita un misto fra margherita e marinara (cioè aggiungono l'origano spezie sopra la margherita), le pizze... beh... quando arrivano i piatti (dopo un bel po' di attesa, ma le abbiamo ordinate tardi), sono un po' stupito... Il condimento sembra molto molto buono, io ho la pizza primavera, cioè bufala zucchine e pachino. MA...

Ma la pasta della pizza (che in effetti è l'unica cosa che si possa sbagliare) è... è tonda... ma tonda precisa, fatta sicuramente da una macchina. E fin qui ancora ci si poteva stare, è il sapore che conta. Il problema è che la pasta sembra tal quale quelle delle speedy pizza dei bei tempi andati, sapore incluso! Cioè liscia, tutta dello stesso colore marroncino sbruciacchiato, spessa più o meno un centimetro... insomma.. na bella ciofeca!

Si potrebbe pensare che magari il punto di forza del posto sia un altro (sebbene si chiami pizzeria), che abbiamo sbagliato ad ordinare... solo che di cucinato non facevano altro (uno di noi ha provato a chiedere un piatto di pasta ma gli hanno detto che facevano solo le pizze), quindi quella ciofeca andava proprio presa, non c'era scampo! La prossima volta che sento criticare la pizza del quagliaro je tiro questa addosso per compensazione!

Riguardando su, ho scritto "quando ci torno: quando cambia il pizzaiolo?", ma più correttamente dovrei scrivere "quando assumono un pizzaiolo!!".

questo risto ed altri sull'apposita mappa.

mercoledì 24 febbraio 2010

Ruth's Chris

dove: 148 West 51st Street, New York City, NY 10019 (cioè qui)
quando ci son stato: giugno 2008;
come ho mangiato: seduto!
quanto si spende: 'na cifra!
quando ci torno: ci tornerei, ma ci son tanti altri posti da provare prima.

Questa recensia la comincio in modo differente; sono andato sul sito di ruth's chris, ci ho navigato un po', e poi ho trovato fra gli altri deliri legalesi anche questo:
If you are interested in creating hypertext links to this web site, you must contact RCSH, Inc. in writing at 500 International Parkway, #100 Heathrow, FL 32746-5500 to obtain permission before doing so. Any hypertext link authorized by RCSH, Inc. shall not represent in any way that you have received the endorsement, sponsorship or support of this web site or RCSH, Inc., including its respective subsidiaries, affiliates, franchisees, licensees, employees, agents, directors, officers and shareholders.


...cioè secondo loro per mettere un link al loro sito devo mandargli una richiesta cartacea... machivvesencula! Per questo non ci saranno link diretti al sito del ristorante suddetto (cmq non è nascosto).

Ma torniamo a noi. Io e rick, dopo l'esperienza Peter Luger, spettacolare ma non proprio il prototipo della bisteccheria usa come uno se la immagina, ci riproviamo. La guida consiglia questa bisteccheria in zona Times Square, noi siamo da quelle parti e ci proviamo.

Entriamo e... altro che bisteccheria tipicamente usa! Questo è un posto fighetto tipicamente NY! Uno di quelli in cui si deve andare vestiti bene! Io ovviamente sono in pantaloncini corti, ma di quelli che hanno la zip e diventano lunghi...

Perciò, dopo che aspettiamo qualche minuto in sala d'aspetto e ci fanno accomodare, applico le prolunghe ai pantaloni e diciamo che ci siamo.

La sala è molto chic, moquettona se non ricordo male blu e tavoli in legno scuro. Poca gente, noi siamo in una zona dove i tavoli sono tutti vuoti (c'hanno ghettizzato?). Dopo una breve scorsa ai menù ricordo che optiamo per il menù fisso, visto anche i prezzi tostarelli del luogo fighetto.

Si parte con delle salads, poi dal menù mi sparo il Petite Filet, cioè un pezzo di filetto (sì, petit, PICCOLO, ma piccolo per gli standard usa, quindi ce se magnava bene), che arriva in un piatto a temperatura solare pieno di un dito di burro sfrigolante. YUMMMME!

Rick si prende una grigliata mista con incluso credo anche un gambero, comunque una cosa molto buona. Ci sono inclusi anche i contorni, che smezziamo da bravi compagni di viaggio, mi pare di ricordare delle buone patate.

Chiudo con una ottima cheesecake, di quelle che solo a NY puoi mangiare, e poi... poi per alleviare la tensione il negrone che ci serviva, mentre rassettava un tavolo alle nostre spalle sbraca un bicchiere per terra (mmmh forse non c'era la moquette)... auguri!
Ecco il conto:



questo risto ed altri sull'apposita mappa.

martedì 23 febbraio 2010

gG basisce: ...mmazza quanta ggente!

Qualche giorno fa mi sono guardato un po' in giro per vedere cosa offrivano in giro i servizi di statistiche di accesso ai siti. Mi piaceva l'idea di avere una mappetta con i dettagli geografici di chi accede al blog.

Dopo un breve giretto, ho deciso che mi piaceva ClusterMaps, http://www.clustrmaps.com/, di cui vedete qui a destra la mappettina/gadget; qui di seguito vi beccate invece l'ingrandimento di questa mattina:


ClusterMaps è di rapida consultazione, ma non dà molti dettagli, compone la mappa ed elenca i totali per nazione, stop.

Allora ho provato ad attivare anche google analytics (domenica prima di pranzo), e qui sotto potete vedere la mappetta degli accessi di ieri:

che dire... un sacch'e'ggent!

Ho qualche idea di chi sia a comporre st'Italia col morbillo (pare anche un po' la pimpa), ma non son mica sicuro di tutti! ...del londinese invece sono sicuro :P.

In ogni caso, bentrovati!

lunedì 22 febbraio 2010

Vinci

Vinci è un fumetto francesce, opera di Gilles Chaillet (dessinateur) e Didier Convard (scénariste).

Sono due volumi:
Vinci 1 - L'ange brisé (L'angelo spezzato), 2008
Vinci 2 - Ombre et lumière (Ombra e luce), 2009



Avevo letto la recensione su Gotham Library e mi ero fatta contemporaneamente due idee:
- la storia non mi sarebbe piaciuta, visto che non sembra tenere il lettore in suspance
- avrei apprezzato i disegni

Non è stato proprio così.
La storia mi è piaciuta assai, nonostante si sentano le "lacune" che sono state messe in evidenza da Gotham Library. Forse gli autori non sono dei provetti sceneggiatori di storie fitte di mistero, però non posso dire che la storia non mi abbia stuzzicato.
Per i disegni... beh... che dire!
Non avevo letto (a parte Asterix) fumetti francesi fino ad oggi.
Gli scenari, i dettagli, la realtà dello spazio... sublime. Attenzione e cura in ogni aspetto lasciano intendere la mole di lavoro e il tempo che vi è stato speso... la passione, l'amore per il fumetto...

Questo è quello che ho letto io.
Forse non sarò obiettiva se non ho letto mai altri fumetti francesi.
Forse sarò io che ammiro profondamente il Da Vinci.
Forse... beh, forse mi sarà piaciuto e basta!
:D

Lo consiglio? Si, l'ho fatto leggere a gG e a mio papà.
Chissà se sono del mio stesso parere...

domenica 21 febbraio 2010

historical earth

Domenica scorsa con rick ci siam divertiti a vedere le foto vecchie di Roma

Da Porta Salaria che non c'è più (cattivi!), a piazza istria con le baracche con sullo sfondo sant'agnese appoggiata sui prati.

Stamattina invece vediamo le foto vecchie di roma dall'alto. Come annunciato sul blog ufficiale, sono state aggiunte le immagini scattate dagli alleati alle città europee,
"the very best of RAF, Luftwaffe and USAF aerial photography flown during 1939 to 1952"
come dice il geoinformation group che è la società che possiede queste foto.

Basta aprire google earth (in una qualche versione recente), andare sopra roma (o sopra qualche altra città europea), cliccare sull'icona a forma di orologio in alto, e selezionare dicembre '43.

Magicamente viale libia diventa un prato, gli alberi di corso trieste diventano dei nanetti, qualche palazzo scompare (tipo il nuovo edificio di fisica, per dirne uno a caso...), la stazione di ostiense perde un paio di binari, e poi.. e poi vado a vedere conca d'oro, che non esisteva per niente a parte.. a parte i palazzi di val melaina, quelli di "ladri di biciclette", ecco una foto confronto:

ed ecco lo streetview de noantri da youtube:

che fissa!(cit.)

mercoledì 17 febbraio 2010

musica?

oramai è qualche mese che sono orfano di last.fm, che ha deciso (con una iniziativa legittima ma discutibile) di offrire i suoi servizi di radio digitale free solo a USA, UK e Deutschland, e farli pagare (poco, per carità) altrove, ad esempio, che so, in itaglia.

Chiaramente last.fm non è il solo servizio online che offre l'ascolto di playlist generate automaticamente, no, ce ne sono anche altri (spotify?), senza trascurare le radio "classiche"... insomma, alternative ce ne sarebbero... però fino ad oggi nessuna mi ha convinto.

Poi oggi scopro youtube disco, che, pur in forma molto più limitata e rozza, fa quel che mi piaceva del vecchio last.fm, cioè... scrivi un gruppo e lui ti fa la playlist! Dopo un rapido test (tre ricerche, led zeppelin, rory gallagher, kyuss), e dopo aver passato una giornata (a fare editing) con youtube-disco in sottofondo, forse posso dire di avere trovato pace! speriamo!

giovedì 11 febbraio 2010

buzzzzzzz

Che sia una pezza per lo scarso utilizzo di wave, che sia un passo per incrementare l'attività intorno a gmela, ieri un po' a tutti è stato attivato google buzz, per una volta sembra contemporaneamente un po' a tutti.

Ancora devo capire quanto sia e sarà catalizzante/distraente (visto che ad oggi ho fatto a meno di tuitter e feisbuk), però la primissima fase mi ha lasciato un po' perplesso, soprattutto su un tema molto delicato su cui gughel sembrava aver fatto attenzione ma stavolta secondo me ha un po' sbagliato.

Una volta attivato google buzz, nel profilo utente (il gughel account pe capisse), nelle opzioni, è attivata quella che mostra tutti i contatti che stai seguendo. Mi sarebbe piaciuto che questa opzione fosse disattivata di default... vedremo come prosegue!

america's cup 2010

A me non è mai interessata tanto la coppa america, mi ricordo che al liceo c'era gente che si faceva le nottate a sentire cino ricci sulla sette che parlava di spinnaker e andature dibolina...

Poi oggi mi son visto un po' di filmati delle barche che gareggeranno quest'anno... e sono rimasto veramente a bocca aperta; il regolamento, scritto come sempre dal difensore del trofeo (come diceva poco fa il cronista su radiorai, funziona un po' come da piccoli a pallone, le regole le fa il proprietario della palla), quest'anno fa sì che le imbarcazioni siano catamarani.

Lo sfidante, BMW Oracle, ha propone un trimarano, e... le immagini le ho trovate veramente spaventose.. eccovi un primo filmato (per i più anglofoni, notate l'accento neozelandesissimo di colui che parla):


La barca ha delle statistiche... impressionanti!

La vela principale è lunga più del doppio di quelle di un boeing 747, con una la superficie di 650 m2 (un campo da basket e mezzo)! la barca in sè invece misura circa 90 m2, ma... la cosa che più mi fa impressione è, una volta compreso quanto il babbasone sia gigante, vedere la stabilità che ha nell'andatura inclinata su uno solo dei tre scafi, con quello centrale che "levita" stabilmente a qualche cm dal pelo dell'acqua...



se notate si vede sugli scafi laterali una parte verticale bianca, la deriva, che per lo scafo che tocca l'acqua è totalmente immersa, e per quello "volante" rimane più o meno sollevato per variare l'assetto... marvellous!

Beh ancora non sono riuscito a vedere un filmato in cui si veda una virata, aspetterò che facciano la prima regata!

martedì 9 febbraio 2010

gG basisce: all'hospital

Stasera siamo passati in ospedale con altri del lavoro a far visita ad un collega che ha avuto, diciamo così, una settimana un po' difficile (un BEL po').

Insomma, saliamo in ascensore, a 3 a 3. Io salgo con i primi tre eroi, ed essendo l'ascensore lento come solo gli ascensori degli ospedali sanno essere, nei 4-5 minuti di attesa del secondo gruppetto mi sono guardato attorno e ho notato che il distributore di patatine/bibite in realtà... non era un distributore di patatine/bibite, ma di prodotti per l'igiene personale!


Come vedete dalle due foto che ho scattato col busto-cell per immortalare l'evento (nella seconda si legge anche), ci sono dalle mutande ai detergenti... una cosa civile!! Incredibòl!



In questa seconda imago potete anche notare un cartello in stile Stefano Benni che mi ha fatto scompisciare... che ce dovranno fa alla stanza 326!!

lunedì 8 febbraio 2010

Taro

dove: 61 Brewer Street London W1F9 (cioè qui)
quando ci son stato: in occasione della visita al sor Pavel a fine gennaio scorso
come ho mangiato: mediamente bene
quanto si spende: una 20ina di £ a testa
quando (se) ci torno: vediam di tornare a londra, poi dio provvede.
La seconda sera di permanenza a Londra, Pavel ci porta a mangiare dal signor Taro.

Come scritto sul suo sito, il giovane Taro arrivò a Londra nel 1978 dal Jappone con un sogno: aprire un suo ristorante. Nel 1998 riuscì nel suo intento, e tale fu il successo che dopo poco aprì un secondo ristorante.

Noi siamo andati al primo storico locale a Soho, quello dove ancora si aggira. Nel nostro peregrinare serotino, ci siam passati davanti verso le 7 PM, ed era mezzo pieno. Ci siamo ripassati davanti verso le 7.40PM, stufi di camminare, ed era già pieno!! Dopo una paziente attesa, non più di un quarto d'ora, ci han dato un tavolino per due, ma eravamo in tre...

Allora Pavel, anche forte del fatto che è cliente affezionato, ha rimediato un tavolo per quattro dove ci siamo accomodati. Il locale è molto carino, ci sono tavoli di simil legno inchiodati a terra, e la cucina a vista, nella stanza, con una serie di jappi che armeggiano fra pentoloni e pesce crudo. Sempre sui tavoli, siccome sono inchiodati a terra, quando devono fare diventare due tavoli da due vicini un unico tavolo da quattro, portano una sorta di tassello di legno e metallo che infilano nello spazio tra i due e.. magia! il tavolo s'è allungato...

Tecnica di ordine piatti? pochi e dilazionati nel tempo. Infatti il signor Taro si aggira come uno squalo fra i tavoli, facendo segni ai prossimi clienti in attesa indicandogli il loro prossimo tavolo e i minuti che attenderanno per sedersi. Per figurarvelo, immaginatevi un signore jappo fra i 50 e i 60, bassotto ed in carne, con la faccia identica al logo del risto che vedete qui in alto, solo con meno capelli (o più pelata, fate vobis).



Noi mangiamo una porzione di gyoza, un chicken ramen, una manciata di maki, qualche nighiri di salmone e del tempura di gamberi, con biretta e tap water annessi. La qualità del pesce non è eccelsa, ma non è per quella che siamo venuti. Il resto della cucina è buono, e l'atmosfera pure. Sembra che sotto poi ci sia un locale simil-night come usa in jap, dove i clienti possono intrattenersi a parlare con le signorine jappe... un'altro mondo proprio.



Arrivati alla conclusione del pasto, dopo che per qualche istante non c'era più roba da mangiare sul tavolo, la nostra avventura da taro termina, e vedo il buon jappo passare accanto al nostro tavolo, indicarlo e mostrare la mano aperta verso la porta, a significare che... 5 minuti e poi sto tavolo se libbera!

...un saluto a Taro!

questo risto è segnato sull'apposita mappa.

domenica 7 febbraio 2010

Georgie

Alzi la mano chi non conosce Georgie attraverso la sua sigla!
Va bene anche nelle molteplici versioni riviste (la più famosa credo sia quella dei Gem Boy):

"Georgie che corre felice sul prato
nel suo bel mondo che pare fatato
cade e ad un tratto non è più bambina
ma si rialza sieropositiva!"

Ok, ok: torno seria.


Georgie è un manga di Man Izawa (sceneggiatore) e Yumiko Igarashi (disegnatrice) del 1983.

Sul sito "NekoBonBon" trovate la recensione di Lady Georgie, del manga e una scheda dei personaggi. (Mi piace questo sito: ci sono belle immagini e gli autori sono davvero molto informati!)

Il tratto è riconoscibilissimo: pizzi, merletti, fiocchi, boccoli biondi, occhi grandi e "pelosi" (come dice gG), tanti fiori, molto romantico. Il segno leggero, molto attento ai dettagli, colori pastellosi (quando ci sono).

E' una storia un pò complessa. Sostanzialmente si può riassumere in poche parole: una ragazza australiana alla ricerca delle sue origini, tra gioie e dolori della vita.
Certamente questa frase banalizza un pò la storia.
Beh, allora ne accenno un pò la trama, a grandi linee.


La dolce e sempre sorridente Georgie cresce libera e serena con i suoi due adorati fratelli nelle verdi e soleggiate distese australiane. In realtà non è la vera sorella, ma la figlia di un "deportato" inglese. Lo scoprirà solo quando la madre la caccerà di casa (gelosia dei suoi figli). Partirà quindi alla volta dell'Inghilterra, abbandonando così l'infanzia spensierata per affrontare la dura vita da adulta.
I fratelli, che conoscevano la verità, si innamorano entrambi di lei. E la seguono.
Lei nel frattempo si è innamorata del nobile Lowell (a me non piaceva affatto, invece!) e scapperà con lui.


Il resto non ve lo dico, altrimenti svelo tutto...
Cmq, la trama è piena di colpi di scena e contrattempi. Di sicuro non vi annoiereste!


Per quanto Georgie non sia tra i miei preferiti, il manga mi è piaciuto, ma lo consiglio solo ai più stretti amanti del genere.
Non so come spiegare. Potreste rimarere delusi dalla fine, totalmente diversa da quella dell'anime...

...maledetta partizione...

...che venerdì ha deciso di abbandonarmi...

la cronistoria della vicenda va più o meno così:
torno a casa, accendo il pc, parte Vista. Puff, sbuffo, riavvio in linucse.

Faccio per montare la partizione windows (ci scarico roba anche stando su linux), ma niente. Non ne vuole sapere. Ri-sbuffo. Apro il terminale, faccio le solite prove di routine. Niente. ...mmhm.... Tri-sbuffo...

Famo così, riavvio windows e se la vede windows, alla fine la partizia è la sua... Ma... invece di windows, compare uno schermo nero à la dos, con frase laconica e un suggerimento:
"ctrl+alt+del"
Ah, annamo bene! (e quadri-sbuffo).

Riavvio, carico zio linux, e provo:
  • a fare la copia carbone della partizione su disco esterno. Tempo previsto? 15 ore. Mmmmmh, lassamo perde;
  • chiedo a zio gughel qualche metodo per recuperare una partizia ntfs, ma niente.
Allora... approfitto che nel frattempo è tornato lillo, prendo il dvd con windows 7, lo avvio in modalità ripristina e tento il vecchio chkdsk /F c:. Risultato? millemila errori, partizione montabile, ma dati... ZERO!

Annamo popo bene... (Penta-sbuff)... Torno da zio linux, installo testdisk, che si porta dietro una piccola utility che promette di recuperare i dati cancellati dalle partizioni. La avvio, frulla gran parte della nottata e.... Al mattino mi trovo con una serie di cartelle (un migliaio) ognuna con all'interno 500 file che sono nient'altro che... i vari pezzetti dei file, pari pari come stavano scritti nella partizione....

Stasera proverò altro, ma la morale è:
per quanto mi sforzi di ricordare ciò che avevo nella partizione, quello che ho perso sono giusto salvataggi di giochi, qualche film/serie, e.. vista... ma vista è meglio perderlo che trovarlo... Da cui la morale... fate li beckup!!!!!

giovedì 4 febbraio 2010

bir&fud

dove: via Benedetta 23, Roma (cioè qui)
quando ci son stato: il 3 febbraio
come ho mangiato: bene, pizza e antipasti, ma soprattutto ottime birre
quanto si spende: a voler esagerare 30 euri, ma scoppi all'uscita
quando (se) ci torno: ci torno? massì, son passate delle cose dalla cucina che mi incuriosiscono troppo!

Accanto alla birreria Trilussa (che dal solito casino che ce sta davanti pare l'unica birreria de Roma), c'è una vetrinetta che è l'ingresso di Bir&Fud. Con Rick stasera siamo andati a testare con palato questa pizzeria che offre molte birre italiane alla spina.

Entriamo nel locale, e subito sulla sinistra c'è il bancone con le varie spine. Lo spillante ci chiede subito per pietà se ci chiudiamo dietro di noi la porta che sta morendo di freddo... Detto fatto, ci avviamo verso la cassiera, abbiamo prenotato, e Rick fa subito una carrambata: uno dei camerieri fa il dottorato al suo Istituto. Gioia e stupore, ci accompagnano al tavolo, dall'altra parte della sala, non grandissima, che comprende anche il bancone con il forno per le pizze. La sala tra l'altro ha il soffitto che pare... un piumone! Evidentemente è una sala decappottabile e l'estate la aprono.

Ci sediamo e diamo una occhiata al menù: scarno, di primi ci sono solo delle pappe al pomodoro e poi le pizze, ma... gli antipasti ci mettono veramente in difficoltà! Scegliamo un tris di antipasti, vale a dire tre differenti crocchettine di riso, una alla gricia (pancetta però, ahiahiahi), una alla amatriciana (come prima) ed una alla carbonara. Tutto sommato il bizzarro allestimento è piacevole. Poi, sempre di antip., ci smezziamo delle "fatatine" alla liquirizia. EEH? Si, sono patatine con sopra una spolverata di... liquerizia... Che dire... difficilmente ad un ristorante mi si aprono orizzonti così ampi per il mio futuro percorso di vita, ma devo dire che questa scoperta sarà un punto miliare! L'accostamento è strepitoso, anche la salsina di accompagnamento (sospettiamo pomodoro+zucchero+aceto, un "checiap" come scrivono sul menu) è spolverata di liquerizia e ci sta da favola!


Sorpresi e soddisfatti, attacchiamo poco dopo le pizze, due "trifolate", cioè funghi melanzane bufala e basilico. Altra foto, sempre di cellulare, ma si capisce che il soggetto merita!

Fin'ora vi ho descritto solo il Fud, ma io e Rick abbiamo apprezzato anche le Bir, due a testa (tanto mamma atac ci riporta a casa!):
Rick una reAle prima ed una Vù-dù poi, io una Panada prima ed una Bran poi. Entrambe le nostre prime scelte sono birre leggere, da pasto, poco amare ma molto saporite, sembravano quasi dei cocktail tanto era intenso l'aroma di frutta.
Le seconde scelte sono state due birre, la mia una scura simile alla Newcastle, con sapore, guarda un po', di liquerizia, quella di Rick una ambrata alla Franziskaner che non ha deluso.

Nel mentre ci passavano intorno degli antipasti fantascientifici, come ad esempio la melanzana stracotta che diventa quasi un purè o le varie bruschette, oltre a quelli dai nomi assurdi come ad esempio arancina meccanica...

Devo dunque dire che per quello che abbiamo mangiato è valsa ampiamente la pena, potrebbe valere la pena bissare per concentrarsi sugli antipasti bizzarri e la pappa al pomodoro, rimanendo così relativamente leggeri...

questo risto è segnato sull'apposita mappa.

mercoledì 3 febbraio 2010

brrr

ma che è?
fa freddo... fa davvero tanto freddo!

ho le mani congelate... speriamo non mi tornino i geloni!
SIGH!