lunedì 8 febbraio 2010

Taro

dove: 61 Brewer Street London W1F9 (cioè qui)
quando ci son stato: in occasione della visita al sor Pavel a fine gennaio scorso
come ho mangiato: mediamente bene
quanto si spende: una 20ina di £ a testa
quando (se) ci torno: vediam di tornare a londra, poi dio provvede.
La seconda sera di permanenza a Londra, Pavel ci porta a mangiare dal signor Taro.

Come scritto sul suo sito, il giovane Taro arrivò a Londra nel 1978 dal Jappone con un sogno: aprire un suo ristorante. Nel 1998 riuscì nel suo intento, e tale fu il successo che dopo poco aprì un secondo ristorante.

Noi siamo andati al primo storico locale a Soho, quello dove ancora si aggira. Nel nostro peregrinare serotino, ci siam passati davanti verso le 7 PM, ed era mezzo pieno. Ci siamo ripassati davanti verso le 7.40PM, stufi di camminare, ed era già pieno!! Dopo una paziente attesa, non più di un quarto d'ora, ci han dato un tavolino per due, ma eravamo in tre...

Allora Pavel, anche forte del fatto che è cliente affezionato, ha rimediato un tavolo per quattro dove ci siamo accomodati. Il locale è molto carino, ci sono tavoli di simil legno inchiodati a terra, e la cucina a vista, nella stanza, con una serie di jappi che armeggiano fra pentoloni e pesce crudo. Sempre sui tavoli, siccome sono inchiodati a terra, quando devono fare diventare due tavoli da due vicini un unico tavolo da quattro, portano una sorta di tassello di legno e metallo che infilano nello spazio tra i due e.. magia! il tavolo s'è allungato...

Tecnica di ordine piatti? pochi e dilazionati nel tempo. Infatti il signor Taro si aggira come uno squalo fra i tavoli, facendo segni ai prossimi clienti in attesa indicandogli il loro prossimo tavolo e i minuti che attenderanno per sedersi. Per figurarvelo, immaginatevi un signore jappo fra i 50 e i 60, bassotto ed in carne, con la faccia identica al logo del risto che vedete qui in alto, solo con meno capelli (o più pelata, fate vobis).



Noi mangiamo una porzione di gyoza, un chicken ramen, una manciata di maki, qualche nighiri di salmone e del tempura di gamberi, con biretta e tap water annessi. La qualità del pesce non è eccelsa, ma non è per quella che siamo venuti. Il resto della cucina è buono, e l'atmosfera pure. Sembra che sotto poi ci sia un locale simil-night come usa in jap, dove i clienti possono intrattenersi a parlare con le signorine jappe... un'altro mondo proprio.



Arrivati alla conclusione del pasto, dopo che per qualche istante non c'era più roba da mangiare sul tavolo, la nostra avventura da taro termina, e vedo il buon jappo passare accanto al nostro tavolo, indicarlo e mostrare la mano aperta verso la porta, a significare che... 5 minuti e poi sto tavolo se libbera!

...un saluto a Taro!

questo risto è segnato sull'apposita mappa.

2 commenti:

  1. 2 ragazzi ed una ragazza... e chi paga alla fine?
    io, ovviamente.......

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  2. ..il bello della parità fra i sessi no?

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