martedì 30 marzo 2010

prime informazioni

Oggi gli ambasciatori , un uomo di lex accompagnato dalla consorte, sono entrati nella cittadella.
Cesare si fida di loro. Sanno svolgere le loro mansioni con intelligenza ed onestà. Avranno certamente stilato su un papiro le loro osservazioni. Un buon metodo per non dimenticare nulla.
Sono tornati presto, ma Cesare non li ha ancora incontrati. Si sta occupando delle lande circostanti.
Probabilmente questo non è quello che avrebbero fatto altri al posto suo. Ma preferisce che tutto si svolga nel migliore dei modi. E questo è il suo modo di attuare il suo obiettivo.
Girano molte voci tra i legionari. Saranno per lo più veritiere, scartando le esagerazioni.

Qualche danno è stato fatto. Inevitabile.

L'avvicinarsi della guerra scatena sempre qualche animo irrequieto.
Sicuramente qualche mascalzone ne avrà approfittato per arraffare i beni altrui per poi dileguarsi e nascondersi dietro l'ombra del nemico.
Così come è inevitabile sacrificare parte della cittadella per usarla come sbarramento durante la battaglia. Modifiche, cambiamenti, rinforzi alle mura.

Ma Cesare ha un grande piano. La cittadella dovrà essere libera da questi vincoli dettati dalla guerra. Dovrà divenire un'appendice della Capitale, ma senza esserne soggetta.
Il sogno di Cesare prevede molte cittadelle di questo tipo. Una rete di città connessa da strade che portano a Roma.

Un Grande Impero.

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