venerdì 2 aprile 2010

si va nella città dolente

In mattinata Cesare entra finalmente nella città.
Se l'era immaginata grandiosa, splendente, magnifica. Di primo impatto, appena varcate le porte, la vede piccolina, stanca, cadente.
Un generale lo accompagna in un giro sommario tra le stradine.
I danni sono più di quelli che aveva pensato. Più di quelli che si era prefigurato leggendo il resoconto della coppia di delegati di qualche giorno prima. Più di quelli che il generale gli stava facendo notare in quel momento.
I danni dovuti alla guerra, anche senza che guerra ci sia stata, sono davvero notevoli.
Cesare non vuole pensare che i cittadini abbiano ridotto in quelle condizioni la loro amata cittadella.
Lasciata a sé stessa, torturata, invecchiata. Dolente.

Non si perde d'animo. Viene accompagnato nel palazzo principale dove inizia a studiare con il generale un piano di massima per la ricostruzione della città.
Le cose da fare sono tante. Ma prima di tutto vanno ristabilite le condizioni base affinché una cittadella possa sostenersi. Poi si penserà a farla progredire. Acquedotti, strade, alcuni muri di cinta, termae, piazze.
Molte risorse andranno messe in campo, molti denari dovranno essere versati.

Andranno studiate soluzioni e ottimizzazioni.

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