lunedì 18 aprile 2011

un tranquillo ritorno a casa di paura

disclaimer: questo post è scritto con la tecnica del flusso di coscienza alla gG, vale a dire l'antica scusa per scrivere mettendo la punteggiatura a piffero e scrivere senza pensare. Il risultato è come sempre una cosa gigante che se rileggessi cancellerei. Quindi probabilmente sarà una lettura gradevole, ma non so. Si consiglia di spegnere il cervello durante la lettura.

che vabè, sto ritorno inizia, che sono ancora davanti al policlinico, con una telefonata di lavoro con annessa richiesta di dati, che però riesco a evadere (grazie opera mobile) prima ancora di essere arrivato a via nomentana. Buono.

Il piano è di fare la spesa. Entro nella SMA di fiducia (perchè vicina a casa) e trovo un girone infernale da imminente guerra nucleare. È da considerare che di solito alle 19 o giù di lì non c'è un anima o quasi... invece la situazione è questa: tutte le casse aperte con file annesse, nessun carrellino/sporta (oddio come si chiamano? cestelli? "cosi"? moh) a disposizione, cinque macchine parcheggiate addirittura sulla salita del parcheggio riservato (quando credo non si sia mai riempito a fondo), con la presenza, di sicuro pregio, di tutto il personale del consolato del bangladesh, incluso il portiere di un palazzo accanto al supermercato che dalle fattezze credo sia della stessa nazionalità.

Chiaramente co sto bailamme me sogno de pijà le "mele quelle che prendo io, non di marca, ma non è che c'è scritto sma, hai capito insomma, quelle". Eh si. Ma qua ce so solo le renette verdone (AH PROIBITE LE VERDONE), quelle tutte rosse (HA, QUA SI ABORRONO LE ROSSE), mi risolvo a prendere quattro banane che al limite me fanno fa na brutta fine e via.

Incastrato nella scelta di quelle non ancora del tutto marce, sono quasi risolto a prendere queste quattro qui, so fraciche d'acqua ma ancora verdi, appena tolte dal congelatore?, forse arrivano a casa senza marcì, che passa un vicino di casa "eh che fai pure la spesa?", ...a volte mangio pure, sì, vicino che incontro anche in fila alle casse, dietro di me, che davanti ce sta una ragazza/signora (quell'età che può andare dai 35 anni portati male ai 50 con accorgimenti), con un carrello mezzo vuoto che appena me vede prende e va in giro a caccia della metà della spesa che ancora non aveva fatto, intanto prendo il posto in fila, ce mancherebbe; e io sto carrello lo spingo, ma arrivato (il carrello) a destinazione, sta signora/ragazza è sita quattro metri (e 8 persone) più indietro a dibattere con un commesso, e allora poggio la robba in cassa io (che ho 5 pezzi contati), e arriva lei, che invece di ringraziare fa pure la acida "potevate chiamarmi", eh sì, famo il call center qua, l'agevolatore de fila...

Vabè, come è, come non è, pago, inbusto con la busta lisa che me porto sempre appresso ("ma che le buste non so più gratise?", fanno da dietro di me, "no, non più, dice la cassiera", "ah allora tocca ritirà fuori la sporta"), dò un cordiale buonasera alla ragazza/signora che sta ancora prendendo d'acido, e me ne vo a casa?

??

ma manco pe gnente! Perchè arrivato all'imbocco di casa trovo n'antra vicina, che io saluto e se me facevo li cazzi mia annava mejo, che "ah proprio lei senta un po'", che io non giudico nessuno perchè penso che vedere le persone solo in riunione di condominio non credo porti a giudizi sereni del prossimo, che ha pienamente ragione a dire che in riunione quelli che piangono miseria che non arrivano alla fine del mese hanno un patrimonio immobiliare che paiono lo ior, e che siccome in riunione non si riesce a combinà gnente (amen sorella!), perchè c'è questo che è così e c'è l'altro che è peggio e c'è quello che è assolutamente il peggio di tutti... e quello non è che altri che il vicino che stava dietro di me in fila e che in quel momento rientra con la macchina... 

...al chè la signora con cui parlavo scappa fuori dal vialetto senza cacarmi e fa la vaga!! Ma manco ai tempi della guera fredda c'era sto terrore!!

Insomma devo annà fori, finire il discorso che manco ho capito bene (si spazia in poche parole dalla portiera al metano a solo il dio degli amministratori sa cos'altro), mi chiede il nummero, e via a casa. 

Entro nel vialetto e na visione patriottico/lavandaia che non potevo non immortalare; ve la presento come si è presentata a me:
...che spettacolare bandiera italiana!! Altro che i festeggiamenti del 17 marzo, il 150ennario è qui!!! Mano sul cuore, un'altra dietro che co sti incontri nun se sa mai, e a casa (pe davero) a scrive il post!!!

3 commenti:

  1. e che ci posso fare se le renette e le fuji nun me piacciono???
    :P

    (cmq, io son contenta che non me conosce nessuno... che tutti 'sti pettegolezzi da palazzina C proprio non mi attirano...)

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  2. eeee..... Erika non sai cosa ti perdi, è bellissimo il pettegulezz da palazzina, soprattutto fra condomini che si odiano fra loro per i motivi più stupidi, futili, et all., e partecipare alle riunioni di condominio..... aaaaah!
    questa è vita! @_@

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