venerdì 30 settembre 2011

Köttbullar

Molti aspettano le foto delle terre artiche, altri qualche racconto, invece io vi stupisco due volte e vi parlo di una cena che io ed Eri abbiamo preparato (con una spettatrice) dopo il mio ritorno.

Il secondo stupore ve lo provoco con ciò che abbiamo mangiato: uno si aspetta che l'italiano quadratico medio, al ritorno da un periodo più o meno lungo passato all'estero, si butti subito a cecio sui grandi classici della cucina italiota.

E invece noi abbiamo fatto le porpette svedesi! Polpette che, nella loro versione più verace, non ho mancato di mangiare nella permanenza alle svalbard. Su questo blog già avevamo avuto modo di parlare delle celebri polpette di ikea, dal surgelatore al piatto in meno di 10 minuti.

Buone, soddisfano, ma farle da zero dà tutta un'altra soddisfazione, ce lo riproponevamo da tempo ed era ora di cimentarci. Un paio di ricerche su gughel e ci siamo concentrati su una ricetta che ci sembrava più o meno affidabile.

E a llora via, ci accingiamo a prepararle, armati di tutto punto, accendiamo la macchina fotografica, eri si prepara alla prima foto, ma...

disastro!

Nel mirino si vede tutto sfocato.

panico!

s'è rotta?

Ci smanetto un poco e mi rendo conto che la macchina funziona, mette a fuoco, zumma, giusto il mirino risulta costantemente fuorifuoco (nonostante la rotellina per la correzione delle diottrie).

Quindi l'armata brancaleone si tranquillizza e le foto le intuiamo, ma sembra siano venute...

Ari-ci accingiamo a preparare le polpette:

Io trito una cipolla (rossa, che mica siamo in svezia, deh), la faccio imbiondire mica nell'olio ma nel burro (che mica è una ricetta italiana, deh), mentre eri unisce il latte con il pangrattato, e poi mischia il tutto con un uovo e con il mezzo chilo di macinato (del paese, che sempre che non siamo in svezia).


da tropea a roma passando per la svezia
latte, pangrattato, uovo e carne
Poi sfrutto lo mio spirto di osservazione, e provo a replicare una modalità di cottura delle patate che ho mangiato su in norvegia: tagliate a metà deposte su uno strato di sale grosso, e passate al forno.
patate SOPRA sale
Mentre le patate attendono il loro destino a 180°, io faccio la caterva di polpetttine che salto nel burro.
dalla padella al piatto! yeahh

 Intanto, la ligia eri sta mischiando la panna con la fecola di patate.
sono pronta a intoppamme
La cremina ottenuta la verso nel burro rimasto con la pia speranza di ottenere quella salsetta che all'IKEA vendono liofilizzata. Sarà la panna, sarà il burro, sarà la troppa fecola (secondo me sarà la troppa fecola), come il composto tocca il burro assume una consistenza colloidale tipo porridge (anche quello mangiato su alle svalbard), che non ne vuole sapere nè di imbrunirsi nè di diventar salsetta.

Allora eri tira fuori gli attributi (nella figura di una busta di salsa ikea liofilizzata), e li butta insieme a quel po' di panna rimasta in un pentolino, dove frullo anche il colloide di cui sopra, e si mescola il tutto.

Una volta soddisfatti del pastrocchio, una passata di frullatore ha reso il tutto decisamente mangiabile!!!
colloide sì, ma frullato
La salsina ha assunto così una consistenza fluida ma caratterizzata da una forza di coesione tendente a infinito (penso che da un cucchiaino di salsa si potesse ottenere, tirandolo, un filo di 20 metri), ma dal gusto saporito.

Le patate intanto sono uscite dal forno, ed ecco il piatto completo, con accanto della marmellata di mirtilli.
Che dire... buone buone!!! Anche la spettatrice ha molto apprezzato...

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