venerdì 21 dicembre 2012

Buon Natale 2012

Il Natale è alle porte... oggi è l'ultimo giorno qui a lavoro, poi coi colleghi ci si rivede con l'anno nuovo (eddajeee!).

Io ovviamente son in aria natalizia da parecchi giorni, soprattutto per via della canzone-tormentone che mi sparo da 12 anni a questa parte.

Sto parlando di Babbo Natale 2000 di Elio e le storie tese...




Babbo Natale, quanto tempo è già passato dal Natale "zero"?!
L'albero è già pronto ed io sto aspettando te con la lista dei doni infinita.

Senti, quante renne hai consumato per tirar la slitta?
Quanti bimbi hai reso lieti o hai fatto piangere con balocchi o carbone?

Con il problemino del camino che non si usa più, come fai a calarti?
Fai come ti pare, ma non prendere pastiglie!

Credi di essere il migliore fra i corrieri espresso.
Forse non ricordi che c'è pure la Befana che consegna di notte.

Dicono che non esisti e non mi va giù!
Sappi che ti ho scritto solo per avere:
piste, macchinine, poi trenini, bici e bamboline e alla fine
come sempre la mia nonna mi regalerà... la CENTOMILA
(Incredibile!) Scrissi a nessuno, arriva il futuro e tu non ci sei.
No Babbo Natale, arriva il futuro e tu non ci sei...
dove sei andato Babbo Natale?

Con la centomila comprerò le cose più utili e meravigliose:
comprerò un'azione di Radio DeeJay e col tempo licenzierò Linus...
anche se sembra impossibile...

(guarda che il fusibile non te lo cambio più)

Con le antenne arriveremo a chi non può ascoltare

Quindi, Buon Natele a tutti,
Buon Natale a tutti,
Buon Na...

sabato 8 dicembre 2012

Tentative Crumble (salato)


Più che una ricetta è l'inizio di una elaborazione: partendo da un sontuoso pranzo a casa di un collega dove ci ha fatto assaggiare un Crumble salato ottimo, ho fatto un tentativo martedì scorso in occasione di... beh di un evento ripetuto che se vuole menzionerà eri e che involve il master.

Beh insomma l'immagine di apertura è la prima idea di crumble, ma in soldoni che cos'è che rende il crumble degno di siffatto nome?

Il crumble è quel sottile straterello crocchiarello che ricopre il composto, fatto di varie cose, ma che di base è farina e burro, mischiate con le mani in dosi variabili ma che alla fine diventano una sbrisolonata. Credo ci si possa aggiungere parmigiano o pan grattato, ma per iniziare la sperimentazione sono stato alla semplicità.

Sotto ci ho messo un qualcosa che non si discosta molto dal ripieno della torta rustica, zucchine, melanzane, prosiutto a dadini, formaggio filante e, come aggiunta crocchiarella, pangrattato.

Butti al forno na mezzoretta a 180°, un po' con accesa la griglia sopra, e il gioco è fatto!!!

giovedì 6 dicembre 2012

Buonasera sono fastweb

Ero da (molto) poco tornato a casa che squilla il telefono. Si quello fisso. Son cose antiquate, lo so, ma ancora lo usano. E siccome il numero di telefono fisso ce l'hanno solo mamma, nonna e giusy, rispondo tranquillo.

"Buonasera la chiamo dalla Fastweb, che è casa Eri+gG (non ha detto così ma il senso è quello)" ....ah già, il numero ce l'hanno pure a fastweb, siccome ce lo concede gratiiosamente dietro pagamento mensile.

"si", faccio io,

"La chiamo per offrirle un nuovo piano tariffario, posso parlare con lei?"

"mi dica", ri-faccio io,

"Allora lei ha un contratto fibra con chiamate illimitate verso..."

"no le chiamate le ho a tariffazione"


"Ah mi scusi si lei ha chiamate a tariffazione e spende X (io guardo la bolletta e vedo che spendo X-poco) al mese. Le offro una nuova tariffa a X, ma solo per lei deh, che è già cliente, che sennò costa X*1,14, con chiamate illimitate verso blahblah e un'ora gratuita verso blahblahaltro." E nel frammentre penso che, a parte lo sconto finto perchè sono già cliente, magari ancora ancora vale la pena la tariffa del telefono per lo sbattimento del cambio di piano.

"blahblahaltro (diceva su), e poi ha anche la possibilità di provare sky in promozione per un anno a X*0,42/mese, poi se non le va può decidere di smettere."

"No guardi Sky a me non interessa"

"...ah... ma vede la promozione è fatta proprio per far provare sky"

"e non posso farne a meno?" dimmelo un po' più tardi che ce sta la supposta sky da inserire, passo da pagare X-poco a 1,42 X con sky (che levate) e telefono illimitato (che levate al quadrato) e te devo pure dire grazie? Facciamo che grazie te lo dico, ma con un bel NO prima, "Allora grazie ma non mi interessa, 'derci, click"

Ma la cosa bella è che tutta la conversazione viene fatta parlando dal seguente telefono:

e la morale è che tecnologia sì, ma solo dove serve!

mercoledì 28 novembre 2012

sincronismo cittadino

Cammina che ti cammina, tornando da lavoro, aspettavo mi beccasse il diluvio.

Cosa che non è stata.

Mentre attraversavo via nomentana con la radio in cuffia, vedo un 38 che stava svoltando proprio su via nomentana... la persona alla radio aveva appena finito di elencare le strade riaperte dopo la rimozione degli alberi caduti nella giornata, e comincia na cosa tipo:
"chiuse per cedimento del manto stradale"

e io penso: via nizza....
e la voce continua una frazione di secondo dopo:
"via nizza e..."

...come te sbaji!!!!

sabato 24 novembre 2012

Don't stop me now




Tonight I'm gonna have myself a real good time
I feel alive and the world I'll turn it inside out - yeah
And floating around in ecstasy
So don't stop me now don't stop me
'Cause I'm having a good time having a good time

I'm a shooting star leaping through the sky
Like a tiger defying the laws of gravity
I'm a racing car passing by like Lady Godiva
I'm gonna go go go
There's no stopping me

I'm burnin' through the sky yeah
Two hundred degrees
That's why they call me Mister Fahrenheit
I'm trav'ling at the speed of light
I wanna make a supersonic man out of you

Don't stop me now I'm having such a good time
I'm having a ball
Don't stop me now
If you wanna have a good time just give me a call
Don't stop me now ('Cause I'm having a good time)
Don't stop me now (Yes I'm havin' a good time)
I don't want to stop at all

Yeah, I'm a rocket ship on my way to Mars
On a collision course
I am a satellite I'm out of control
I am a sex machine ready to reload
Like an atom bomb about to
Oh oh oh oh oh explode

I'm burnin' through the sky yeah
Two hundred degrees
That's why they call me Mister Fahrenheit
I'm trav'ling at the speed of light
I wanna make a supersonic woman of you

Don't stop me don't stop me
Don't stop me hey hey hey
Don't stop me don't stop me
Ooh ooh ooh, I like it
Don't stop me don't stop me
Have a good time good time
Don't stop me don't stop me ah
Oh yeah
Alright

Oh, I'm burnin' through the sky yeah
Two hundred degrees
That's why they call me Mister Fahrenheit
I'm trav'ling at the speed of light
I wanna make a supersonic man out of you

Don't stop me now I'm having such a good time
I'm having a ball
Don't stop me now
If you wanna have a good time (wooh)
Just give me a call (alright)
Don't stop me now ('cause I'm having a good time - yeah yeah)
Don't stop me now (yes I'm havin' a good time)
I don't want to stop at all
La da da da daah
Da da da haa
Ha da da ha ha haaa
Ha da daa ha da da aaa
Ooh ooh ooh


domenica 18 novembre 2012

Orgoglio e pregiudizio

E' un romanzo scritto da Jane Austen nel 1813.
Racconta le vicende che ruotano attorno alla famiglia Bennet, con le sue 5 figlie da maritare. In particolare, seguiamo i movimenti della secondogenita, Elizabeth.
Il ben noto incipit del romanzo
It is a truth universally acknowledged,
that a single man in possession of a good fortune,
must be in want of a wife
inserisce immediatamente il lettore nel movente base della signora Bennet: maritare le sue figlie, in mancanza di un erede maschio. E un bel giovane, ricco e scapolo, che prende in affitto una proprietà nelle vicinanze è esattamente quello che dà il via alla storia.
Il titolo fa riferimento ai 'difetti' dei personaggi principali:
- orgoglio, riferito a Mr. Darcy
- pregiudizio, riferito ad Elizabeth.
Questi saranno sufficienti per delineare i comportamenti dei due, che si ritroveranno in situazioni totalmente inaspettate, a volte piacevoli, altre meno. Due difetti che li terranno lontani e vicini, in qualche modo. E solo la consapevolezza dei propri limiti, il riconoscimento dei propri errori e difetti, porta alla maturazione e al miglioramento del singolo, per condurlo al tanto atteso lieto fine.

Non voglio raccontarvi per filo e per segno la storia, anche se ne avrei davvero tanta tanta voglia. Prego chi non l'avesse ancora fatto di leggere questo romanzo. E non solo perché sarebbe il caso di colmare la lacuna letteraria, ma perché nonostante l'epoca, i termini e quant'altro, è scritto in maniera davvero moderna.
Ma anche perché merita, e già di per sé dovrebbe bastare.

Per diletto e per abitudine (lo ammetto) ho visto alcune versioni cinematografiche.

Film del 1940.
Molto carino, ma per riportarlo a due ore i tagli sono necessari. Sempre poco gradite risultano le modifiche, soprattutto quando si nota che avrebbero potuto rimanere più fedeli. In generale, comunque, sono al più accettabili. Graziosa la sostanziale modifica delle intenzioni della condiscendente Lady Catherine De Bourgh. Ma J.Austen non è stata tanto generosa.

Miniserie televisiva del 1995, in 6 episodi (BBC).
Nulla da ridire, la più fedele... la perfezione dei personaggi si rispecchia nell'ottima scelta del cast. Dallo sguardo brillante di Elizabeth-Jennifer Ehle (imdb) al nobile portamento di Mr Darcy-Colin Firth (imdb). Dalla petulante Signora Bennet-Alison Steadman all'unto cugino-David Bamber. Il link a wiki contiene le più svariate curiosità su questa serie tv (dai costumi, alle musiche, alle location). Se volete vedere la versione in tv, consiglio fortemente questa.

Film del 2005.
Come il film del 1940, solo un po' più fedele al romanzo. Buona la scelta di Lizzi nella bella Keira Nightley (imdb) e molto romantica quella di Jane in Rosamund Pike. A mio avviso, meno azzeccata quella di Mr. Darcy in Matthew Macfadyen (imdb; lo preferisco ne I pilastri della Terra).


Influenze in altre opere. Ovviamente, sono molte e non posso star qui ad elencarle tutte (consultate wikipedia, soprattutto la versione inglese: non vi deluderà). Mi soffermo sulla più eclatante e simpatica.
Mi riferisco a Il diario di Bridget Jones scritto da Helen Fielding nel 1995 e in particolar modo al film del 2001. Qui i riferimenti sono assai:
- la madre scassapalle che vuole ammogliare la figlia a tutti i costi
- il nome di lui, chiaro riferimento al romanzo: Mark Darcy
- la scelta dell'attore (!) decisamente voluta in C.Firth (che più Mr Darcy di così si muore!)
- il comportamento stizzoso di Darcy quando conosce Bridget-Renée Zellweger
- il severo giudizio di lui proprio al primo incontro, che lei ascolta "non ho bisogno di un appuntamento al buio, e soprattutto non aspiro ad una zitella con un'incontinenza verbale, che fuma come un camino, beve come un pesce e si veste come sua madre"
- l'antica conoscenza, nonché antipatia, dei due protagonisti maschili, che Bridget intuisce dagli sguardi tra i due (esattamente come Lizzy) in un incontro casuale
- l'antagonista di Bridget-Lizzy nell'agida stronza Sig.ina Bingley-Natasha, con la sua spietata ma poco fortunata corte rivolta a Darcy
- la bugia dell'antagonista, il bello e sexy Daniel Cleaver-Hugh Grant (=Mr. Wickham), che condiziona Bridget e le fa andare ancor di più in antipatia l'avvocato Darcy, spinto anche dalla confessione di lei "non c'è bisogno che lo difendi, non è certo un mio amico"
- la 'citazione' dell'inizio del romanzo, ovviamente modificata:
E' una verità universalmente accettata
che nel momento in cui una parte della tua vita comincia ad andare bene,
quell'altra diventa un disastro totale
- il battibecco tra Bridget e Darcy ad una festa (preti e lucciole), in cui lei lo accusa di essersi comportato male con il suo amico
- la consapevolezza che Cleaver-Mr.Wickham non sia realmente interessato a lei, nonostante il sincero attaccamento
- l'inaspettata dichiarazione che lui le rivolge, proprio quando meno se l'aspetta
"Senti, ehm... mi dispiace se... se sono stato..."
"Cosa?"
"Non penso affatto che tu sia un'idiota... Oddio, è vero che c'è qualche cosa di ridicolo in te, nei tuoi modi... tua madre è piuttosto imbarazzante. E devo ammettere che sei veramente pessima quando ti capita di parlare in pubblico: tutto quello che ti passa in testa lo fai uscire dalla bocca senza tenere tanto conto delle conseguenze. Certo mi rendo conto che quando ti ho conosciuta al buffet di tacchino al curry di capodanno sono stato imperdonabilmente scortese: avevo addosso quel maglione con la renna sopra che mi aveva regalato mia madre il giorno prima. Ma il punto è... quello che cerco di dirti, in modo molto confuso, è... è che... in effetti, probabilmente, malgrado le apparenze... tu mi piaci, da morire"
"Aaah, a parte il fatto che fumo, che bevo, che ho una madre volgare e soffro di diarrea verbale"
"No, tu mi piaci da morire, Bridget, così come sei"
- il sentimento di dubbio e perplessità che la dichiarazione suscita, visti i sentimenti che lei prova, ribaditi dagli amici (=Jane e il Sig.Bennet) "Ma lui è una persona che tu odi, giusto?" "Uhm uhm... sisisi, lo odio eccome"
- Darcy salva Bridget da una brutta situazione (lavorativa) così come Mr Darcy salva l'onore di Lizzy sistemando la faccenda della sorella Lidia, guadagnandosi stima e riconoscenza di lei [In realtà qui ha la meglio il libro: Darcy arriva sino in Portogallo (=Londra) per cercare la coppia latitante Sig.ra Jones-Julian (=Lidia Bennet-Mr Wickham) e risolvere la questione socio-economica (=moral-economica)]
- il tentativo di ritorno di Cleaver-Mr Wickham nel cuore di Bridget-Lizzy
- l'amara delusione mostrata dall'espressione di Darcy quando viene accusato apertamente da Bridget di qualcosa che in realtà non ha commesso
- l'epifania della protagonista, quando sia le azioni degli altri che i suoi sentimenti diventano chiari, inequivocabili a sé stessa
- la casa dei Darcy. Anzi, la tenuta che ricorda (in maniera più modesta, ma non meno elegante) la residenza di Pemberley (ambientata qui)
- l'ostacolo rappresentato dalla comunicazione dei signori Darcy (=Lady Catherine de Bourgh) che annunciano l'imminente partenza del figlio avvocato per NY, e la speranza di un eventuale congiungimento con la brillante collega Natasha (in questo caso rappresenta Miss Anna De Bourgh)
- la conseguente protesta di Bridget-Lizzy: Darcy capisce la profondità dei sentimenti di lei
- il lieto fine: l'imprevisto arrivo di Darcy che nuovamente si dichiara a lei, venendo ampiamente ricambiato
- la rivincita di lei sul bugiardo Cleaver-Mr.Wickam, destinato ad una vita sentimentale insoddisfacente

oh, eppoi, cavolo: Firth è proprio BELLO come Darcy, che sia quello ottocentesco o quello del XX secolo!


Manga di Reiko Mochizuki del 2009, in due volumi.
Che dire? L'ho trovato una rivisitazione del film del 2005 (praticamente le stesse scene, con qualche aggiunta), con alcuni personaggi tratteggiati come gli attori di questa e della serie del 1995.
In realtà, non lo trovo eccezionale, tantomeno "buono" per ripassare la storia.
Perché dico questo? Beh, QUI trovate esattamente le stesse (ve lo giuro!) considerazioni che ho fatto anche io, dopo averlo letto ben due volte. Il fatto è che dopo aver approfondito molto attentamente il romanzo (ho letto due traduzioni differenti in italiano e, ovviamente, quella english) e i film, non posso non avere lo stesso pensiero: se conoscete il romanzo, se amate la storia, sarete anche voi di quest'avviso, ve l'assicuro.

martedì 13 novembre 2012

Capelli

la mia più grande paura quando si avvicina il momento di spuntarli:



AHAHAHAH
(da qui)

giovedì 8 novembre 2012

Amelie soundtrack

Un'ora di relax con una gran bella colonna sonora (di un gran bel film, ammettiamolo)


martedì 6 novembre 2012

Per ridere un po'

Oh, sarà la musichina orecchiabile, sarà che è allegra, sarà che questo video me fà tajà dalle risate...

sarà... ma a me piace


mi rallegra la giornata a lavoro... hai detto niente!
:D

mercoledì 31 ottobre 2012

I sogni son desideri...

... di felicità ...

ultimamente, però, sono giunta ad una conclusione:
se desiderare è per tutti, ottenere no
credevo di aver capito come si giocava...
mi sono persa alcune regole, evidentemente

sabato 27 ottobre 2012

Crostata di pere e cioccolato

Non l'avevo mai mangiata prima di una mattina di un bel weekend di giugno, nel B&B della signora Elda.
La sua cucina ci colpì appena arrivammo. Il forno vecchio stile, a legna, è qualcosa di meraviglioso:
e i risultati culinari ne erano la prova concreta!

Persi l'occasione di chiederle la ricetta, e questo, me ne dolgo, fu un grave, gravissimo, errore.
Un paio di spese fa ho iniziato a notare diversi tipi di pere... per tutti i gusti! E ho ripensato con nostalgia a quel dolce così buono.
Cercando online, le ricette sono tante. Troppe!
Non sapendo a chi dar retta (alcune erano addirittura torte, altre con procedimenti troppo lunghi), ho optato per "fonderne" due (questa e questa) e ovviamente l'ho modificata a mio piacere.   :-)

Ingredienti pasta frolla 250 gr farina
125gr zucchero
125 gr  burro
1 tuorlo e 1 uovo

Sbattere uova e zucchero. Aggiungete il burro ancora freddo e per ultima la farina. Fate un bel pacchettino con la pellicola e mettete a riposare in frigo, almeno 1/4 d'ora.

Ingredienti ripieno


- preparato pere
2 pere
100ml moscato
80g zucchero

Sbucciate le pere, togliete il torsolo e fatele a fettine. Mettetele in un pentolino con il moscato e lo zucchero. Noi l'abbiam fatto andare a fuoco vivace per 5minuti, perché le pere erano già mature.
Scolate le pere e fatele raffreddare. Rimettete a fuoco lento il liquido rimasto per una decina di minuti, per ridurlo a sciroppo. Lasciate raffreddare.

Avremmo voluto realizzare 2 strati con 3 pere, ma abbiamo poi optato per uno solo, temendo che la farcitura di cioccolato sarebbe stata assai. Siam stati fortunati perché 3 pere non sarebbero mai bastate (2 son state perfette per uno strato) e perché effettivamente il cioccolato è risultato abbondante.

- preparato cioccolato
130g burro
120g zucchero
2 uova
90g farina
30g cacao amaro
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaio di sciroppo
sale

Montare burro e zucchero. Unite le uova una alla volta, sempre girando il composto. Setacciate la farina, il cacao, un pizzico di sale e mezza bustina di lievito, mescolandoli tra loro, e unirli al composto spumoso. Aggiungere 2 cucchiai di sciroppo.

Stendete la frolla in una tortiera e farcire. Noi abbiam optato per realizzare 3 strati così:
poco cioccolato, giusto per il fondo
pere
restante cioccolato
Mettete in forno preriscaldato a 180° per 30minuti.
In questo caso, per noi, non ventilato.

Com'è venuto? Mi è caduto un buon 25% in più di dose di lievito, quindi il nostro cioccolato si è sentito in competizione con i muffin e si gonfiava così tanto che abbiam temuto sarebbe uscito dalla tortiera. E invece no, ma è venuto più alto della frolla.

Una volta raffreddato si è "svuotato" in centro, sigh!
Ma a parte l'aspetto, com'è di sapore? eh?

EH?


GNAM!

giovedì 25 ottobre 2012

qualche nuova acquisizione

il dì del genetliaco, è arrivato, per una pura coincidenza postale, il libro che avevo ordinato. La particolarità di questo libro non è tanto il contenuto, che è comunque un capolavoro.
capolavoro!
La particolarità è qualche pagina dopo la copertina, dove c'è...
la firma del maestro!
La firma del Sir Terry Pratchett!!!!

che cosa bella.. comperato su questo regio sito che risponde al nome di PJSM prints, è arrivato in breve tempo nonostante tutti i disclaimer...

Poi eri mi ha fatto (leggasi FATTO) questa:
'na sciarpona bella erta! dapaiura!

domenica 21 ottobre 2012

Lucifero

e così, dopo 16 anni, tu non sarai più in mezzo alle scatole...


addio


sabato 20 ottobre 2012

Insieme - 2 anni dopo

E così 2 anni son passati.
Insieme
E come scrisse gG, non era per niente scontato!
:-p


ps: oggi è passata anche tua nonna!!!

giovedì 18 ottobre 2012

Monbento

Ero capitata sul loro sito per caso, tanto tempo fa.
Nel mio negozio di fiducia di utensili per la cucina li avevo visti di volata (chissà da quali altre compere ero presa), ripromettendomi di fare una ricerca più approfondita.
Me li sono ricordati mesi e mesi e mesi dopo. Ma ho recuperato, tranquilli.

Il bento è un contenitore chiuso che i giapponesi usano per portarsi dietro il pasto.
Trovandolo anche io un modo comodo e pratico per portarsi dietro il pranzo e non campare di soli panini-pizzette-tramezzini, puntando quindi sia su un'alimentazione sana che su un notevole risparmio economico, già nei primi anni dell'università giravo per i primi negozietti cinesi nella speranza di scovarne qualcuno.
Alla fine decisi di ordinarlo online (approfittando di una spesa orientale di gG). Quello che son riuscita a rimediare (valutando costi e spedizione) è un bento box di Hello Kitty (eh, all'epoca l'unica altra alternativa erano i pokemon...), che aveva questa meravigliosa particolarità di ridurre l'altezza semplicemente cambiando l'ordine delle vaschette:


Ma come ogni cosa, anche questo bento ha fatto il suo tempo. Ed era ora per me di aggiornarmi sullo stile (la gattina non è proprio più adatta alla mia età. Anzi, strano che non mi abbiano fatta rinchiudere... :-P ), aggiustando nel frattempo anche le dimensioni del portapranzo.

Ho fatto l'ordine online (domenica) e già martedì sera ho ricevuto il pacco dalla Francia!
Francia? Lo so che non ci azzecca niente. Ma oggi i bento li puoi comprare da tutto il mondo. Ce ne son per tutti i gusti, non c'è che l'imbarazzo della scelta!

Cmq, questo è ciò che ho ordinato io:
- bento (2 vaschette, 2 coperchi ermetici con valvolina per microonde, un divisorio e l'elastico)
- un paio di bacchette tascabili, da montare
- vaschette usa e getta, in caso di cibarie particolari (a prova della cucina di gG)
- sacchetta porta-bento


 

   

 


Ovviamente, tutto è subito finito in lavastoviglie.
Mercoledì ho salutato il mio adolescente bento box di hello kitty per dar spazio (da oggi) al nuovo, e decisamente pro, monbento!

martedì 16 ottobre 2012

domani la base artica è in tiivii

su la7!

Io non ci sono (per vostra fortuna), e non abbiamo ancora visto il risultato, ma dovrebbe essere una bella descrizione di come è fatto lassù...

lunedì 15 ottobre 2012

diluvio a Roma?

dopo tutto il giorno che non piove, 5 minuti fa:

Riccardo:  aho' sto uragano?
me:  rick....
    ha iniziato a diluviare
    nel momento in cui mi è arrivato il tuo sms
Riccardo:  quale sms?
me: scusa
    il tuo ciat
    ero così basito che ho incrociato i media
Riccardo:  cio' i superpoteri!
me: assurdo
 
...Eri ci sta sotto!

domenica 14 ottobre 2012

Ciudad de las Artes y las Ciencias

Se il venerdì 28 settembre era stato dedicato al centro storico di Valencia (quando gG troverà l'ispirazione, avremo il post), sabato 29 è stato (quasi) interamente votato alla Ciudad del las Artes y las Cièncias.

La Città delle Arti e delle Scienze è un complesso architettonico e di intrattenimento culturale, somma dei progetti di due noti architetti spagnoli.
La ciudad, città nella città, sorge sul vecchio letto del fiume Turia, poco prima di giungere al porto.
A seguito delle numerose straripazioni e in particolare dopo la grande piena del 1957 che inondò gran parte di Valencia, si progettò di deviare il fiume a sud di essa e di riqualificare in questo modo la città stessa. L'antico letto che passava a nord del centro storico è stato così riconvertito in un lungo e ampio parco conosciuto come i Giardini della Turia che ospitano zone sportive, il giardino botanico, auditorium aperti e così via.

La ciudad è composta da diverse strutture situate in un lotto di circa 35 ettari.
I lavori iniziati a metà degli anni '90 si sono protratti per circa 15anni. L'inaugurazione è avvenuta in primavera 1998, con il primo edificio completato. L'ultimo ad inaugurarsi ha visto la sua realizzazione solo nel 2009.

Per limitazioni temporali abbiamo scelto di visitare solo 3 di queste strutture, mentre le altre son state lambite esternamente.

La mattina ci siam dedicati a girare nell'Oceanogràfic. Il parco oceanografico è stato realizzato su progetto dell'architetto madrileno Félix Candela e inaugurato nel 2002. Le sue opere sono riconoscibili dalla forma della struttura a guscio (struttura curva, non piana) sottile (una delle 3 dimensioni è decisamente minore rispetto alle altre due), in cemento armato.
E' stata un bella passeggiata di circa 2 ore tra le numerose zone distinte nei diversi ambienti marini e le circa 500 specie!
Siamo entrati alle 10 (orario di apertura) e non c'era molto affollamento, quindi ci siam goduti la visita in tranquillità. Se volete però assistere alle attività con alcuni animali, allora dovete sapere che esse cominciano più tardi (noi le abbiamo viste quando siamo usciti, intorno alle 12.40 circa).
Abbiamo assistito a mezz'ora di spettacolo dei delfini, uno dei più gettonati.

Andando alla fermata del bus, siam passati vicino l'Ágora, una piazza ellittica coperta. Questo edificio, opera dell'architetto-ingegnere valenciano Santiago Calatrava, ultimo ad esser stato realizzato, si distingue dalle sue altre realizzazioni nella ciudad per la colorazione e il rivestimento. Qui non troneggia il bianco del calcestruzzo, bensì il trencadís, frammenti irregolari di ceramica lucida o vetro tessellati a rivestire una superficie. L'uso di questa tecnica è un chiaro omaggio a Gaudí.
Per attraversare i giardini della Turia, potevamo scegliere se passare sotto o sopra al Puente de l'Assut de l'Or, un ponte strallato con 180m di campata e un'altezza di 125m, inaugurato alla fine del 2008.
Ho ribattezzato amichevolmente il primo come "bollitore d'acqua" (oh, io ho pensato al té, che posso farci?), anche se mi rendo conto che può ricordare anche una bustina (il berretto militare), mentre ho preso per buono il soprannome jamonero valenciano (affettatrice) per il ponte. Per quanto quest'ultimo possa apparire poco rispettoso (per non parlare del mio, ma sorvoliamo), qualunque cosa connessa col jamon spagnolo per me è un pregio.

La pausa pranzo ce la godiamo al porto, ma questo sarà oggetto di un altro post. ;-)

Ce ne torniamo belli sazi e decidiamo di dare spazio al Museu de las Cièncias Príncipe Felipe.
L'edificio, lungo 241m con circa 40mila mq di superficie espositiva, è il risultato della ripetizione di una sezione asimmetrica, che vede nervature dalla ramificazione aggettante da un lato e una vetrata a cascata dall'altra. Il complesso è stato inaugurato nell'autunno del 2000.
Abbiamo trovato molto carina la sezione sui gruppi cromosomici dell'uomo, all'ultimo piano, e divertente l'installazione di domotica abitativa, che non esponeva tanto prodotto finale quanto quello di studio. Per farvi un esempio, la "morbidezza" delle sedute:
questi sono i nostri sederi...
Anche qui il tempo vola e ci decidiamo a fare un passeggiatina tra il museo e la nostra prossima meta, l'Hemisfèric, il primo edificio inaugurato dell'intera ciudad.
Questa struttura, che riconoscerete subito per la sua estrema somiglianza ad un occhio umano, ospita la sala IMAX più grande della Spagna, con un diametro di 24m. Noi siamo andati allo spettacolo delle 19 sul viaggio lungo il Nilo, dalla sorgente del Nilo azzurro nel lago Tana (oddio, ancora lavoro!) all'Egitto.
Beh, qui il soprannone era piuttosto ovvio. Ma "L'Occhio" era il suo. Statece

Prima di andare a cena (qui) abbiamo camminato ai piedi dell'Umbracle, un giardino aperto, sottolineato da una serie di archi bianchi, largo 60m per una lunghezza complessiva di 320m. Sotto il giardino è stato realizzato un parcheggio su più piani. Ingegnoso.

Concludiamo le foto (e la rassegna architettonica) con il Palau de les Arts Reina Sofía, il teatro dell'opera di Valencia, inaugurato a fine 2005 ma in funzione dal 2006.
Il "ferro da stiro", per me, o il "casco", per gG, è (cito dal libro Calatrava, Ed. Taschen) "disegnato come una serie di volumi in apparenza casuali, che però acquistano unità ricongiungendosi all'interno di due gusci di calcestruzzo ritagliati e simmetrici".
si, la lama ad arco è ancorata da un lato solo...


Ah, l'ingegno umano...