mercoledì 18 aprile 2012

Paranello 3 e il non-regalo

Stamane su groupon c'era nuovamente (l'ennesima?) offerta di un robot aspiratore della Paranello.
Non è lo stesso modello che abbiam preso noi circa 6 mesi fa (leggete qui e qui). Oltretutto costa circa la metà.

Al che mi son detta: quasi quasi lo regalo a mia madre...

Ma come mai costa così poco? Andiamo a vedere in cosa differisce dal nostro (a grandi linee, eh, che qui non sto a far pubblicità o meno alla fabbrica!).


Il nostro modello, il Multibot vacuum, ha un design minimalista; la durata operativa è di circa 2 ore; ha la basetta di ricarica dove va a ricaricarsi automaticamente a fine lavoro; c'è un telecomando ed è possibile programmare giorno e ora preferiti.

Il modello di oggi, il Navigator, ha un design + accattivante; è possibile impostare le dimensioni della stanza (Small, Medium e Large), impostazione che definisce il tempo di operatività del robot (per una stanza maggiore di 25mq, modalità Large = 60min).

In comune hanno: la modalità di pulizia (libero, a spirale, perimetrale); le spazzole; il virtual wall; durata di ricarica, dimensioni, peso, voltaggio e potenza pressocché identiche.

Difetti del modello più economico che ho notato al volo:
- va ricaricato a mano, cioè va attaccato alla presa manualmente;
- non lo si può guidare con il telecomando. Ergo, per spostarlo in un'altra stanza occorre sollevarlo e portarcelo;
- bisogna essere presenti per avviare il robot. Non essendo infatti programmabile, ha il solo tasto power on/off.


Per questi tre motivi, che mi fanno particolarmente amare il mio Multibot, ho deciso che non lo regalerò a mia madre, perché a queste condizioni sono certa che fa prima con un'aspiravolvere classico (una scopa elettrica, per intenderci) se non addirittura con una semplice scopa!

sabato 7 aprile 2012

Habemus panem et... Kenwood BM450

Non ho mai seguito le mode. Non nel preciso istante in cui tutti le seguivano, almeno.
gG figuriamoci.

Le avevamo viste, ma mai calcolate più del dovuto. Direi che l'espressione adatta era "oggetto da cucina non indispensabile". E, come tale, veniva lasciato lì tra gli scaffali mentre noi ci si concentrava sul nécessaire.
Poi, tempo fa, un nostro carissimo amico ci raccontò della sua esperienza. Mentalmente abbiam preso nota dei pro, senza però fare alcun passo in quella direzione. Sempre che avevamo altro su cui concentrarci.
Nel frattempo, per riuscire ad entrare in uno dei vestiti cuciti da mia madre (per andare ad un matrimonio), mi sono messa a dieta. E quando si è parlato di pane con la dott., essa mi ha spiegato che quello confezionato-già tagliato, anche se integrale, sarebbe da evitare per via del lievito chimico. Ok, lo compriamo dal fornaio. Ma anche lì alcuni ne fanno uso invece di quello di birra.

Al che ci è tornato alla mente quell'elletrodomestico da cucina, di cui uno può fare benissimo a meno, a meno che non sia una/un patita/o di cucina...
Beh, non siamo chissà chi, ma da alcune ricette avrete capito che ci piace spadellare e informare qua e là.
Oltretutto, gG ha provato a fare il pane fatto in casa, una volta. Diciamo pure che gliel'ho bocciato abbastanza. Perché anche se è una ricetta scema, ci son troppi fattori che possono influire negativamente sull'esito. Dagli ingredienti al forno la strada è lunga.

E insomma, per farla breve, 1+1=2, e ci siam detti: "perché no?"
Mi son messa una pausa pranzo a cercare online prima cosa se ne diceva, eventuali pro e contro generali. E poi a cercare un modello che potesse fare al caso nostro.
In un quarto d'ora avevo la risposta a tutto. L'ho girato a gG che mi è sembrato parecchio soddisfatto, soprattutto del 'prezzo equo' (almeno, secondo i nostri parametri).

E poi?

Eh, sarà che ultimamente non riusciamo a combinare molto (l'avrete anche notato dalla carenza dei nostri post), senza combinare nulla, oltretutto.
Sarà che abbiamo ospitato una mia collega, e quindi ci siam distratti dall'argomento.
Sarà che ad un certo punto nessuno dei due sembrava più convinto della cosa...

Sarà che invece in un giorno, gG fa l'acquisto dove più gli aggrada, a meno 130€ (meno, cioè, del 'prezzo equo').
Sarà che il giorno dopo l'oggetto in questione arriva puntuale (forse qualcuno di voi ha già fatto il collegamento con questo post?)
Sarà che appena arrivato (e io tornata a casa) abbiamo dato il via all'unboxing!

Questa è la nostra macchina del pane Kenwood BM450

 
 

al suo posto in cucina:

 

Che fa questo bel giocattolino, tutto squadrato, grigio e nero, che forse a molti di voi non garba?
Innanzitutto, è ventilato.
Possiamo cuocere 3 formati di pane con 3 livelli di doratura della crosta.
Ha l'erogatore automatico, ne caso in cui volessimo aggiungere frutta secca, noci, noccioline, semi di girasole, ecc ecc, anche se alcuni ingredienti vanno aggiunti a mano. In ogni caso suona avvertendoci del momento giusto per l'aggiunta.
Ha 15 programmi preimpostati (anche solo impasto o solo cottura, dolci e marmellate) e 5 programmabili-personalizzabili.
Il timer per la cottura ritardata (hai visto mai che la domenica mattina si voglia il pane fresco...).
Passa automaticamente alla modalità "riscaldamento": vi tiene il pane caldo dopo la cottura per 1 ora.
Il coperchio vi dà la possibilità di sbirciare dentro (e la lampadina vi sarà di grande aiuto) e, secondo me, la plancia di comando è veramente fica!


Non contenti del mero spacchettamento di ci siam detti: perché non provarla subito?
Gli ingredienti erano stati comprati lo stesso giorno dell'acquisto online (furbi noi? No, è che ci conosciamo bene per sapere che l'avremmo fatto...).
Abbiamo scelto la ricetta più semplice, la quantità di pane e seguito le istruzioni sul libretto.

Ricetta del pane bianco, doratura media, 500g:
245 ml di acqua
1 C di olio vegetale
350 g di farina bianca per pane (noi abbiamo usato la farina di grano duro)
1 C di latte scremato in polvere
1 c di sale
2 c di zucchero
1 c di lievito in polvere (abbiamo trovato quello di birra)
dove:
1 C (=cucchiaio) = 15 ml
1 c (=cucchiaino) = 5 ml

Non avendo trovato il latte in polvere (se non quello per i neonati), abbiamo di fatto cambiato due dosi in questo modo:
240 ml di acqua
5 ml di latte scremato (quello che avevamo, insomma)




La durata del programma per mezzo Kg di pane è circa 3ore, nelle quali:
- impasta (mezz'ora)
- lievita (circa 2 ore)
- cuoce (la restante mezz'ora)

Fattore importante: gli ingredienti vanno inseriti nella teglia in sequenza prestabilita, che nel nostro caso era "[...] nell'ordine indicato dalle ricette". Done.

Il risultato? Eccolo:

Sopra e...
... sotto!
Essì: non potete di certo sperare che come per incanto il braccino impastatore svanisca durante la lievitazione!
:D


Dopo mezz'ora che si è asciugato, si può tagliare


buono è buono... e anche bello caldo!

venerdì 6 aprile 2012

Arduino Project: pilotare una strip di led multicolore: l'hardware

Ovvero, lo spiegone (di questo e questo)! Solo della parte hardware però, che sennò il post non finisce +.

Se eri poi non mi menasse, metterei il tag ricette, visto che questo post parte con gli "ingredienti" della ricetta:
led strip, na striscia di led multicolore
un joystickino tipo quello analogico del pad della ps2
Arduino Uno (non R3 ma R1)
slider da 60 mm
tre MOSFET tipo questo (li trovate nei trasformatori, btw)
e poi cavi e cavetti q.b., mezz'etto di stagno da saldatura, un trasformatore che tiri fuori 9 volt, na spilla delle superchicche e due vecchie custodie di DVD di TGM (pare il fuori tutto der lidel eh?).


Ecco il setup su breadboard:
it is a big mess of wire!
Non è molto complicato, in effetti. I tre mosfet servono a convertire la tensione a 5 V che esce dai pin PWM del sor Arduino nei 12 V che escono dal lieto trasformatore (in maniera del tutto simile a quanto spiegato qui).

Potete infatti vedere che i quattro fili che nell'immagine calano dall'alto provengono dalla striscia di led, e si distribuiscono così:
il nero ai 12 V, i colorati ognuno al pin drain del rispettivo transistor. Il gate di ogni transistor è poi collegato (con cavetti dell'opportuno colore, che shiccheria) al relativo pin di arduino, che "detta" quanti V tirare fuori, cioè quanto intenso far emettere il led di quel colore (effettivamente, ehm, il blu che proviene dalla striscia di led è scollegato, ma per il verde è tutto preciso). Il pin source invece è a massa.

La quaterna di fili che vedete arrivare dalla parte destra invece appartiene al joystickino, che è semplicemente una coppia di potenziometri (i due affaretti verdini qui sotto):
artro che pad della ps2!
Il joystickino l'ho infisso nella custodia del dvd, bucherellandola dove serviva. Ogni potenziometro ha tre pin, massa, V+ e segnale. Qui sotto, si capisce poco, ho unito fra loro le masse (con il filo blu) e i pin positivi (filo verde) e poi ciascuno esce con un solo filo, nero e bianco rispettivamente. I due pin che mi danno l'effettivo segnale sono collegati al filo giallo e a quello rosso (sì, Forza Roma).
sempre Forza Roma!!
Poi con un pezzo di avanzo (ex shielding di un trasformatore) ho protetto i contatti, ed ecco come arisurta il sotto del joystickino.
non fissate così il didietro, foss'anche di un umile joystickino!
Per tornare alla breadboard, i fili che arrivano dal joystickino si appoggiano sulla breadboard e sono poi collegati (appropriatamente), a massa, al pin dei 5V, e a due pin analogici dell'arduino (A1 e A2, tiè). La base hardware è finita qui (a parte una aggiunta che vi spiego poi).

Dopodichè ho preso il coraggio a du mano e me so messo a trasferire quel setup in un qualcosa di un filino + stabile. Di base, ho bucato una seconda custodia di dvd e l'ho infilzata con due strisce di pin. Le strisce sono arrangiate acciocchè l'arduino ci si inserisca, ho cioè realizzato uno shield casareccio. Che, sorprendentemente, funziona, orpolà!
e la custodia è diventata una pintaspilli
Poi ho fissato i tre mosfet di potenza ad una salda e imbronciata base: la spilletta delle superchicche!!!!
ve posso assicurà che era imbronciata pure prima che la forassi!!!
Saldo poi i fili ai pin, i pin ai fili, e tutto insieme...
...i colori non li ho più granchè rispettati... sapete, quando si cannibalizza un vecchio cavo di un joystick ci si deve accontentare....
E ho infine usato un cazzillo tipo questo come spina per collegare tutte cose senza saldarle; qui sotto vedete infatti provenire, da sx a dx, lo slider (l'aggiunta che menzionavo poche righe fa), la striscia di led, e il joystickino.
AIUTAME A DÌ "ACCROCCO"!!!
E già che avevo la macchinetta in mano, vi faccio vedere come i fili arrivano ai pin ai quali è collegato l'Arduino, con sotto il lieto foglietto su cui mi sono appuntato quale pin sia cosa.
tutti insieme: "ACCROCCOOOOOOOO"
Alla fine, chiudo la felice custodia e questo è ciò che ne rimane fuori!
la striscetta appiccicata sopra è la ministriscia con cui facevo le prove.
E qui vi reitero l'immagine con il funzionamento.

giiiiiiiiiiira, giiiiiiiiiiiira....
L'unica parte che non vi ho descritto in dettaglio (l'ultima aggiunta), è lo slider, che utilizzerò come "volume" per modulare l'intensità luminosa, ma oramai lo sapete, è un potenziometro, basta attaccarlo ai 5V, a un pin analogico, e alla massa, che il gioco è fatto!

Domani il software!

(ah in effetti non vi ho detto a cosa serva... domani, domani!)

Amazon, ordine in un giorno

...chissà se arriva veramente oggi...

io aspetto eh! qui dice
Stato: In transito
Corriere: SDA
Numero di spedizione: ------------
Ultimo evento: ROMA
In consegna - 06 aprile 2012 7:16:00

mercoledì 4 aprile 2012

Arduino Project, just photos

Riuscite a capire cos'è (o cosa sta divenendo) senza che ve l'abbia detto io?






lunedì 2 aprile 2012

di cognomi e cassette della posta

La settimana scorsa io e gG rientriamo dalla spesa.
Uno sguardo fugace alla cassetta della posta svela la presenza di due buste.
Una indirizzata a gG. L'altra, desumiamo, a me. Perché presumiamo?

Gent. Fam. De Ciantis
via xxxx
001xx Roma

Una normale busta da lettere. Al tatto si capisce pure che contiene qualcos'altro, oltre a carta.
Già in ascensore scopriamo essere una penna. Della Tecnocasa.

Annesso un biglietto con il seguente messaggio:

Perché Le scriviamo e Le mandiamo questo omaggio? [Bella domanda, me lo chiedo pure io... Cmq, quale omaggio? ah, si, vero: la penna...]
Siamo presenti nel quartiere da 1993 [azz però!] ed in questo lungo periodo siamo cresciuti insieme [ah, ecco... ora ricordo! Eri seduto dietro di me alla 3a media giusto? Me sembravi una faccia conosciuta... però non me te ricordo al liceo, tantomento all'università... sarò poco fisionomista?], aiutando tante famiglie a realizzare il sogno di trovare la casa giusta.
Grazie alla fiducia accordataci ed alle competenze acquisite in questi anni, abbiamo perfezionato dei servizi altamente qualitativi da mettere a Sua disposizione. [e di che servizi di qualità altamente eccelsa si avvaloreranno mai? Mah... Cmq, anche il puntino era in grassetto]
Con questo dono simbolico [che dono? ah, giusto: sempre la penna] vogliamo esprimere a tutti gli abitanti del quartiere la nostra gratitudine, augurandoLe una serena Pasqua.

con uno scarabocchio che presumo fosse una firma...


A parte che, vabbé, avete consegnato a mano (manca il francobollo), il che significa che il servizio altamante qualitativo di uno dei vostri dipendenti era caratterizzato da tanta pazienza e resistenza fisica, viste quante scale e appartamenti ci sono a questo civico...
A parte che un ringraziamento così accorato comprensivo di dono l'avrei mandato a quelle famiglie che si sono avvalse veramente dei vostri servigi e che vi han riconosciuto quella fiducia di cui sopra, e non all'intero quartiere. Anche perché NON TUTTI si saranno rivolti a voi...
A parte che per indirizzare codesto dono ad ogni famiglia del quartiere, uno dei vostri dipendenti s'è passato tutti i citofoni e/o cassette della posta...
A parte che me pare solo pubblicità e basta, mascherata di altro...


A parte tutto, ma si può sapere chi cavolo è la Famiglia De Ciantis?