martedì 31 luglio 2012

la guerra delle minchie


Dopo 10 minuti di strombazzate suicide qui sotto, mi affaccio a vedere chi era la povera stella che era rimasta bloccata in doppia fila.

Lo spettacolo aberrante lo vedete da voi, intanto il soggetto: lo strombazzatore è in alto al centro della foto, lo vedere in piedi accanto alla macchina con la mano sul clacson.

Solo che non è na povera stella, è un marpione che per non pagare il parcheggio si mette sul marciapiede!!!

E allora il marpione++ che ti si mette davanti avrà torto, ma mica tanto più di te!!

Io capisco che quando tutta Roma si muove e non c'è un posto a pagallo (letteralmente), ti metti parcheggiato pure appoggiato a n'albero, ma vi faccio notare (motivo per cui la foto è un po' sperticata) che c'è un posto bello largo libero in basso, e che a sinistra di posti ce n'è da vendere (e ce n'erano altri)!!

...notate anche che la macchina parcheggiata prima del suddetto spazio libero è coscienziosamente messa completamente al di fuori delle strisce blu, CI MANCHEREBBE!!! 

...intanto il marpione++ s'è spostato, ha fatto uscire il marpione, e s'è rimesso nell'identico posto...

lunedì 30 luglio 2012

Via col vento

E' un romanzo del 1936 della scrittrice/giornalista Margaret Mitchell.

Come si legge anche su wikipedia, il libro ebbe un successo senza precedenti. Diretta conseguenza fu il noto colossal del 1939 (scheda IMDb).

La storia si svolge nell'arco di una decina di anni. Rossella O'Hara, la protagonista attraverso gli occhi della quale viviamo la guerra di secessione, è una giovane sedicenne, viziata e corteggiata.
Il romanzo è ben scritto, i personaggi sono tanti e con interessanti cenni storici, anche se, temo, romanzati. Le quasi 900 pagine dell'edizione che ho comprato non sono mai state noiose.
E nonostante avessi visto il film per ben due volte da piccola, moltissime parti della storia mi suonavano nuove.
Se avete visto il film, e vi ricordate una Rossella capricciosa ed egoista, alle prese con quella sua fissazione per il biondo Ashley, allora vi consiglio vivamente di leggere il libro. Scoprirete con piacere il vero carattere dell'indomita protagonista, le sue debolezze e la sua forza interiore. Scoprirete altresì passaggi che, nonostante le 4ore di film, son stati riassunti o modificati.
Scoprirete aspetti di lei che, nonostante sia per certi versi sciocca (come lei stessa definisce invece le rappresentanti del suo stesso sesso), ottusa (non si sforza di guardare al di là di ciò che la riguarda, tantomeno di capire la guerra) ed egoista, ve la rendono comunque amabile.
Perché alla fine la guardereste con gli occhi della dolce Melania, la cognata odiata ma rispettata e alla fine, quando ormai è troppo tardi, amata.
Ragionandoci, una sedicenne che si sposa per ripicca, che subito diventa madre di un bambino che non vuole nemmeno avere tra i piedi, e che prima ancora resta vedova, cosa volete che faccia se non continuare a coltivare l'amore per colui che ama?
E nonstante la guerra, la situazione ad Atlanta, il parto difficile di Melania e qualche anno in più rispetto a prima, cosa volete che possa continuare a fare se colui che ama le lascia speranza?
E quando torna a Tara, come potrebbe comportarsi l'unica persona di carattere tra un gruppo di disperati, con un padre fuori di senno e una sorella piagnucolona? Prendersi la responsabilità di tutti e tirare avanti.
E da lì a sposare il promesso di sua sorella (che nonostante le apparenze sarebbe stata molto più egoista di lei e se ne sarebbe andata lasciandoli al loro destino) per poter pagare le tasse di Tara, per sfamare tutti, ricostruire la piantagione e guadagnare sufficientemente soldi per mantenere uno stuolo di familiari, il passo è breve.
E' qui quindi che il carattere di Rossella si indurisce. E questo suo modo di essere la porterà alla fine del libro, dove la sua unica sostenitrice, colei che veramente l'amava per quel che era, viene a mancare. Lì capirà molte cose. Come, ad esempio, che il suo amore per Ashley era svanito da tempo, che era praticamente solo "abitudine", una cosa che si era portata dietro per farsi forza.
Capisce anche cos'è il vero amore. Ma forse è troppo tardi: anche l'affascinante R. Butler, che ne comprendeva, condivideva e si rallegrava della personalità di sua moglie (essì, per chi non lo ricordasse, Rossella, vedova per la 2a volta, si sposa con Rhett), troppo innamorato di lei, teme di esserne schiacchiato, e l'abbandona con la celebre "francamente me ne infischio!"
E cosa può fare la nostra protagonista, sola contro tutti e con un marito che non la vuole più? Ma ciò che ha fatto sempre: alzarsi e andare avanti, lottando per ciò che ama. Perché nonostante tutto, è stato l'amore per Ashley, per Tara, per la figlia Diletta, per Rhett e quello per Melania a farla andare avanti. Una forza di volontà da tenere ad esempio, racchiusa nella famosissima scena finale "Dopotutto, domani è un altro giorno".

Gli attori del film non potevano essere più indovinati: Vivien Leigh (imdb) nel ruolo di Rossella è perfetta, così come lo è Clark Gable (imdb) in quello di Rhett.
Passabile la scelta di Melania in Olivia de Havilland (imdb), ma l'attrice sarebbe dovuta essere gracilina, piatta e senza fianchi per assecondare la descrizione fatta nel romanzo.
Dite quello che volete, ma non mi piace Leslie Howard (imdb)nel ruolo di Ashley. Non discuto tanto sulla "bellezza" (i gusti son gusti) ma sul fatto che in questo modo Ashley appare più vecchio di quel che è, quasi più vecchio di Rhett!
Azzeccate la mitica Mammy e la sciocca Prissy. Gli altri sono abbastanza in linea con l'idea che ci si fa leggendo (ecco, magari zia Pittypat la facevo meno grassa...  :-P  ).
Immagini dal film.



Esiste il seguito di Via col vento, intitolato Rossella e scritto da Alexandra Ripley, del 1991. Datemi una settimana e avrete un post dedicato.
Esiste un altro seguito di Via col vento, intitolato Il mondo di Rhett e scritto da Donald McCaig, del 2008. Non sono riuscita a comprarlo e non so se riuscirò mai a leggerlo, visto le recensioni negative che trovo in rete. Sostanzialmente, fa acqua da tutte le parti. Mesà che mi fermo ad un seguito solo, in modo da non fare troppi danni, va...

giovedì 26 luglio 2012

dalla suite di un albergo...

... proprio oggi (un'ora fa, datemi il tempo tecnico di postare il video!!!), qui di fronte all'ufficio (noi in realtà siamo al 4° piano) eccolo lì, il turista dai lineamenti orientali (scusate, ma la distanza questo ci consente di vedere) che, scalzo, lascia pendere i piedi dal cornicione dell'ultimo piano, quello con i balconcini fioriti, subito sotto la terrazza.
Come ci sia arrivato lì, incurante e sprezzante del fatto che il cornicione sotto al balconcino è pari all'inesistenza, non lo voglio nemmeno immmaginare.

(la foto da cell è quella che è)
 Noi l'abbiam visto che già era bell'e seduto, con i pompieri sotto che armeggiavano col materassone gonfiabile, che aspettavano probabilmente indicazioni da quelli che reggevano il pompiere che in inglese cercava di tenere occupato il ragazzo.
Poi, gonfiato il gonfiabile, e giunto un cellulare a tener occupato il giovane (chissà chi era all'altro capo della telefonata) ecco che mettono in funzione la scala, con due pompieri nel cestello ad andargli incontro.

ben due materassoni, per ovviare alla presenza dell'albero...
Gli si mettono sotto, il pompiere ormai è sul cornicione col ragazzo. Gli toglie il cellulare e l'abbraccia, consolandolo. Gli altri due lo portano nel cestello con loro e lo sorreggono-abbracciandolo (paura di fare un gesto insensato? chissà!).

Questo il video del salvataggio (abbiate pietà, non pensavo che la mia voce si sarebbe sentita così prepotentemente...) e l'applauso quando per tutti, giù in strada, ormai era cosa fatta:


E anche questa è andata, dai...



... chissà se i giornali parleranno del turista che tenta il suicidio dal cornicione di un albergo a via Cicerone

mercoledì 25 luglio 2012

Tende & raggi di sole

Dopo la delicata e, come dice Francesca nei commenti, trés française decorazione dell'imbotte delle finestre della cucina siam rimasti, però, sempre ad un punto fermo con l'annoso (in particolare, estivo) problema: come ripararsi dalle occhiate furtive dei dirimpettai (in particolare, di quelle dell'ufficio)?

Dopo averci pensato e ripensato, dopo aver un po' maledetto gli operai perché con motivazioni poco credibili non ci han demolito un pezzo di muro sporgente dalla colonna posta tra le due finestre in questione, alla fine siam capitolati sulla soluzione trovata all'inizio, ma con una doverosa lavorazione di adattamento. Le alternative erano:
- pannello a filo parete,
- tenda a filo parete,
- tenda su ogni anta della finestra.

Ora, se non avessimo avuto quel dente sporgente sulla colonna tra le finestre, io avrei montato un unico binario lungo tutta la parete e avrei "parcheggiato" le tende al centro.
Sfortunatamente, la situazione ad oggi non era così favorevole e ci si è dovuti arrangiare un po', tagliuzzando da una parte, segando dall'altra e tanta tanta pazienza nel mezzo.

La scelta cadde quasi subito sulla anno vacker, 3m x 60cm.
Le nostre finestre realizzano un'apertura nel muro di circa 1m. Le spallette laterali sono tutte e quattro diverse: due di circa 25 cm, una di nemmeno 15 e la più grande di circa 30cm. Ora, come ci parcheggio un pannello largo 60cm???
Abbiamo fatto delle prove, comprandone una sola. Troppo larga, copriva visivamente metà finestra. Ok, tagliamo, allora. Se prima sarebbero bastate 2 tende larghe 60cm per coprire una finestra, ora avevamo bisogno di almeno 3 da 45cm per ciascuna.
Compriamo tutto il materiale e con calma e tanta santa pazienza io taglio via 15 cm su ognuna delle 6 tende per tutta la loro massima altezza (peccato, anche qui ci sarebbero state comode più lunghe di 3m... siam riusciti a coprire pelo pelo le due imbotti!) mentre gG sega le aste che tengono la tenda tesa e i binari per appendercele.
Montiamo le aste alle tende e fissiamo gli ancoraggi alla parete.


A quel punto, montare il tutto è cosa assai semplice. Abbiamo comprato anche il bastone tiratenda e fissato le aste affinché tirando la prima, le altre due seguissero a scaletta.



Ecco come appaiono di giorno, aperte e chiuse, in ombra e in piena luce.



Non trovate che il motivo riflesso sui pensili e sul ripiano sia vivace e sinuosamente adatto ad una cucina curva e moderna come quella che si intravede dalla foto?

lunedì 23 luglio 2012

Calligaris Orbital

Come accennato/annunciato in un post di qualche giorno fa, eccoci al dunque.

Giovedì 28 giugno è stata una giornatina lunga e impegnativa per entrambi. Però questo non ha impedito che venerdì 29 pieno pomeriggio (giacché a Roma era festa) ci facessimo una passeggiata nell'afosissimo caldo del centro romano.
Ma che ci siam andati a fare al centro, coi mezzi pubblici, proprio in una delle settimane più calde?
Perché dal 21 giugno al 1 luglio a piazza delle Cinque Lune 74 c'era il temporary store di Calligaris.
E a noi cosa importava di codesto Calligaris?
Eh... ora ci arrivo!

Tempo fa, cercando online un tavolino da salotto che potesse fare al caso nostro, finisco sui tavoli in vetro allungabili. Li guardo dapprima un po' vagamente.
Poi capito in un modello che mi piace, ma del quale non riuscivo a digerire le gambe né nel modello Ninive né in Tanus, marca Roncato.
Continuando a guardare, cado sul modello Cosmic di Calligaris. Il sistema di ampliamento del piano era lo stesso dei due scartati, ma aveva dalla sua la comodità di un'unica colonna che non avrebbe dato certamente lo stesso impiccio alle gambe dei commensali. Però anche qui... non so, c'era qualcosa che non andava, come la forma troppo rettangolare del piano per esempio.
Nessuno dei tre modelli mi aveva colpito particolarmente più dell'altro. Troppo simili, troppo indecisa. Significava che avrei quasi potuto scegliere uno tra loro indifferentemente. Significava quindi che nessuno di loro era quello giusto per noi.
Cerco ancora, sulla via del ne guardo un altro paio e poi basta, me ne torno su quelli di legno quando capito su un modello molto strano. E che all'inizio, udite udite, nemmeno mi stava piacendo!
Però mi ha incuriosita, e non poco. Son andata al di là del primo impatto... l'ho studiato e me ne sono innamorata!

Il modello è Orbital, firmato Pininfarina.

Qui trovate il video, quello che mi ha illuminata sul sistema di apertura e chiusura.
Qui trovate il prezzo (nei commenti). Non ve lo nascondo nemmeno: costa, non te lo regalano. Però, secondo noi, vista la firma e visto il meccanismo che è quello che ha vinto su tutti gli altri modelli, non è poi assai (soprattutto, visti i prezzi di altri modelli più bruttini...).

Nel temporary store sapevamo che c'era quel tavolo in mostra. Ormai conoscevamo il sistema di apertura/chiusura del piano, le varie combinazioni di colori e materiali e persino quanto ci sarebbe costato. Mancava solo di vederlo dal vivo e provarlo, per vedere se ci avrebbe delusi o meno.
E insomma, incuranti e sprezzanti della calura opprimente in un venerdì festivo di una capitale semi-deserta visto il ponte comandato, ci avventuriamo per le stradine del centro, fino ad arrivare a destinazione. E lì, appena entrati, eccolo!
La hostess moretta molto carina (chiaramente) e anche molto gentile, capisce subito che siamo lì per quel tavolo, che lo conosciamo già e che siamo lì per provarlo e... misurarlo!
E che non vi pare che non mi porto il metrino per prendere le misure del piano quando si apre?
Ormai vivo di misure quando penso a qualcosa per casa, e quando mi porto dietro il metro (quello metallico da 3m) penso sempre a Giuliana che, da bravo architetto, ha attaccato al portachiavi un metrino piccino, metallico da 1m. Lei si che è una pro, jel'ho sempre detto.
Ma torniamo a noi. Abbiamo alcune domande da porre, soprattutto quando la tipa ci annuncia di uno sconto che faceva la casa Calligaris proprio in questa settimana dello store temporaneo.
E che fai, non vai dal rappresentante e non chiedi?
Il tipo ci riassume la situazione e, ipad alla mano, ci dice il prezzo scontato. Ci guardiamo.
gG mi fa: "credi che ne sceglierai mai un altro?" (stessa domanda che mi fece quando comprammo la cucina, nde), e io: "no". E come per la cucina, comunicammo al tipo la nostra ferma volontà di comprare quel tavolino.
E il signore, per tutta risposta, a momenti si commuove mentre ci dice tutto orgoglioso che siamo i primi a Roma a comprare quel tavolo direttamente dalla casa madre Calligaris.
Nessun anticipo, ma pagamento direttamente alla consegna. E nel prezzo è compreso trasporto, consegna e montaggio.
Ci dice che i tempi vanno da 1 mese a 45 giorni e che probabilmente sarebbe arrivato per i primi di settembre.
Vabbene, ci diciamo. Ci compila il foglio d'ordine mentre ci viene offerto da bere. Una stretta di mano e via, ognuno per la sua strada, tutti soddisfatti.

A casa ci iniziamo a preoccupare del tappeto da mettere sotto al tavolo: dimensioni, colori, modello. Io ho un'idea, gG una tutta l'opposto. Alla fine troviamo un compromesso, ma al negozio dove lo vorremmo comprare per ora non è disponibile. Arriva a settembre, ma forse si può ottenere quello in esposizione, se in buone condizioni (con eventuale sconto). Va bene, nel weekend ci saremmo organizzati per andare direttamente al negozio e sentire che dicono e a vedere in che stato è il tappeto.

Mercoledì 18 luglio mi telefonano: "venerdì 20 mattina ore 9-10 consegnamo il tavolo".
"Cosegnate che? QUANDO?"
ommioddio, non abbiamo il tappeto da mettere sotto e il tavolino fa circa 140kg tutto montato! Vabbé, non mi va di rimandare, sono troppo curiosa, chissenefrega del tappeto: il marmo è talmente bello!
"venerdì è perfetto!"
E venerdì è stato. Son arrivati alle 8.40 e per le 9.15 se ne son andati con l'assegno bell'e firmato.


Non ho parole per descrivere quanto ci piace questo tavolino, perciò è arrivato il momento per me di farmi da parte e di mostrarvi questo nostro acquisto/pazzia...

design Pininfarina

marchio Calligaris


tavolo aperto: 255cm (lunghezza) x 105cm (larghezza), 10 persone

meccanismo in movimento: circa 2m di max ingombro trasversale

tavolo chiuso: 165cm (lunghezza) x 105cm (larghezza), 6 persone

tavolo chiuso, con sedie (quelle con calma le cambieremo)

tavolo aperto, con sedie

ora tocca solo farsi fare le tovaglie su misura, in 2 misure...  :-P


sabato 21 luglio 2012

Focaccia à la genovese

Sfogliando distrattamente un libro sulle ricette di pane e impasti vari, ho visto una ricetta di focaccia genovese, e siccome a noi ci piace, mi sono messo alla ricetta di una ricerca più dettagliata. Ma anche all'inverso.

Sono subito capitato su questa ricetta, che mi sembrava sensata e sensibile, e quindi eccoci all'esecuzione, ingredienti:

320 ml H2O, 40 ml olio. Visto come stava uscendo l'impasto, ho aggiunto altri 30ml d'acqua e 15 ml di olio, ed è andato bene

300g di farina OO
+
300g semola di grano duro
Passa l'ora e mezza di impasto+lievitazione, e dalla macchina del pane tiro fuori la ballozza di pasta, bella morbida ed elastica.
"io so lievitata da sola, damme na mano a stendermi"
La stendo, e la metto in una teglia grande, di quelle per 12 persone. La pasta è abbastanza da avere uno spessore di circa un cm, bello sofficione.


Intanto ho un po' scaldato il forno (50 gradi), e ci metto dentro la teglia a lievitare un altro po', che je fa bene. E andiamo a fare la spesa.

Tornati, unisco:
mezzo bicchiere d'acqua, tre cucchiai d'olio e due cucchiaini di sale (che secondo me son troppi e la prox volta dimezzo)
+
la pasta lievitata
Ecco la focaccia prima dell'infornata finale
"so + butterata de casseno!"
temperatura? 200°C
tempo? 20 minuti.


Eccola all'atto dello sforno:

E un piccolo dettaglio

e poi mortazza, mozzarella de bbufala, biuste, etc etc...

va bene, va bene!

A close shot

venerdì mattina è stato trasportato e montato codesto oggetto:






a breve un post dedicato   ;-)

giovedì 19 luglio 2012

Il conte di Montecristo

Il libro Il conte di Montecristo, noto romanzo attribuito ad A. Dumas scritto nella prima metà del 1800.
E' un libro bellissimo. Consiglio vivamente a chi ancora non lo conosca di correre immediatamente a leggerlo!
Per quanto riguarda invece le trasposizioni su schermo... beh, devo ammettere che ce n'è per tutti i gusti! E non tutti con risultati soddisfacenti.


Il film del 1934.
Terribile. Confesso che l'ho visto saltellando qua e là tra le scene (non avendo l'audio in ita e tantomento i sottotitoli in eng, ho dovuto focalizzarmi sulle parti principali. Oltretutto, con un gG seduto accanto a me che ogni 10 min imprecava per il pessimo accento degli attori). Confesso che l'abbiam visto dopo quello del 2002. Ed entrambi siam arrivati alla stessa conclusione: senza questo del 1934 non ci sarebbe stato quello del 2002. Perché solo da un film-insulto tale poteva prender spunto un altro film-insulto.


La parodia della Biblioteca di Studio Uno del 1964.
Molto simpatica. I dialoghi cantati son fatti molto bene e son basati su cover di canzoni ben note a molti. Io e gG ci siam divertiti parecchio, lo ammetto.
Anche qui, per via della durata di 1 ora (che è assai poca!) ci son diverse differenze:
- sono stati inseriti dei balletti (uno ogni 1/4 d'ora...) per connettere le varie parti [una rissa all'osteria, il trattamento dei carcerati al castello d'If, delle tipe ingioiellate nella grotta del tesoro all'isola di Montecristo (sembra che Dantés abbia le allucinazioni...), una rappresentazione prima del duello Conte/Albert];
- anche in questa versione manca Caderousse e non c'è traccia del padre di Dantés;
- anche in questa versione, l'abate Faria suggerisce a Dantés come fuggire, cosa che invece egli elabora da solo solo dopo la morte del vecchio;
- l'avvelenamento di Valentine (che muore) avviene al primo ballo in società parigina del Conte di Montecristo. Villefort uccide a pistolate la moglie sempre lì, davanti a tutti. E il Conte gli confessa la sua identità, sempre lì (un ballo solo fanno, che ve devo dì?). Siamo a metà film e Villefort impazzisce;
- si gioca d'azzardo: il Conte tiene banco e manda sul lastrico Danglars. Egli, per pagare il suo conto, usa i soldi dello Stato (fa il doganiere e non il banchiere). Viene arrestato;
- il Conte va da Albert e accusa il padre a viso aperto (finora Albert non si era mai visto);
- Mercedes va a fermare Dantés direttamente nel duello, dove svela al figlio la vera natura del padre. Quest'ultimo si spara per il disonore.
Nota di merito: questo è l'unico film (sempre in questo misero elenco, che ammettiamolo: non potevo di certo vederli proprio TUTTI) in cui Dantés alla fine scarica Mercedes per la bella e giovane Haydée, che non l'ha tradito e che lui ama.


Lo sceneggiato tv del 1966, in 8 episodi da circa 1 ora ciascuno (wiki e imdb).
Non mi è piaciuto. Gli attori son di teatro, e si vede. Hanno delle mimiche facciali decisamente spinte, la voce bella marcata, i movimenti decisamente accentuati. Quando due personaggi si parlano, gli attori letteralmente si "appiccicano" l'un addosso all'altro. Non ci si crede che in pieno ottocento i nobili si parlassero così. Cmq, secondo me non ci siamo né con le ambientazioni (non son daccordo sulla scelta scenografica di alcuni ambienti) né con la sceneggiatura. Capisco fare il riassunto, anche se si hanno a disposizione ben 480 minuti per raccontare questa storia, ma non apprezzo che si introducano delle scene affatto esistenti. Una tra tutte, il conte di Morcerf che parla al figlio prima di andare alla commissione: il figlio gli fa venire il dubbio sulla presunta morte della figlia del pascià. Ma quando mai? E il colpo di scena sia su Mondego che sullo spettatore? Maddai, ridicolo!


Il film del 1975.
Ummm... è forse il film da 2 ore più fedele al libro che io abbia avuto la possibilità di vedere. Ovviamente delle differenze ci sono, per forza di cose:
Beh, qui iniziamo con Edmond che torna con il Pharaon. Con un prigioniero: il ladro Caderousse!
Mentre cena con Mercedes a casa del padre, vede per puro caso dalla finestre i tre alla bottega intenti a scrivere qualcosa.
Valentine Villefort è fidanzata con Albert di Morcef. E il conte Andrea Cavalcanti prova a portargliela via (la sua ricchezza, quindi non fa gola al banchiere Danglars).
Qui abbiamo Caderousse, che incontra e riconosce Cavalcanti. Combattono e Danglars ha la peggio. Cavalcanti viene immediatamente arrestato. Al processo svela l'identità del padre. E fin qui, come il libro. Solo che la madre muore dopo il parto (ed ecco perché Danglars non è sposato).
Danglars viene accusato dai suoi + ricchi clienti di averli portati alla rovina con la storia dei bond spagnoli. Si spara nel proprio ufficio (in realtà si dà alla fuga e viene imprigionato a Roma dal bandito italiano Vampa).
Anche qui Albert e il conte si affrontano in duello e sparano a vuoto. Sicuramente subisce l'influenza della versione del 1934.
Il conte di Mondego sfida Montecristo direttamente nella sala dove si stava tenendo il processo a porte chiuse per il presunto tradimento di Mondego.
Montecristo/Dantés corre a cercare Mercedes, fino a Marsiglia, dove lei sta per salpare per l'Africa per seguire la carriera di soldato del figlio Albert. In questo misero elenco, questo è l'unico film in cui è Mercedes a scaricare Edmond.


La miniserie televisiva del 1998, in 4 episodi da circa 2 ore ciascuno (wiki e imdb).
La migliore. O, almeno, tra tutti quelli qui elencati che son riuscita a vedere prima di arrivare alla nausea (gG me lo son perso strada facendo, poraccio), la versione più "fedele".
Anche qui ci sono cose strane che ti lasciano un po' perplessa. Ve ne elenco solo quelle più evidenti (per le più strette differenze con il libro, andate a leggere la pagina wikipedia):
- l'attore che impersonifica Dantés/Conte di Montecristo. Cioè, J.Depardieu. Intendiamoci, a me lui sta simpatico e mi "piace". Ma non come Conte di Montecristo. Uno che è stato in prigione tutti quegli anni me lo immagino asciutto, soprattutto visto che dal libro si evince che mangia molto poco, spizzica più che altro. Mentre lui è... beh, un bell'omone corpulento, con una bella panza che non c'entra molto, secondo me.
- la vedova Camille de la Richardais. Introduzione di una figura femminile (al posto di Haydeé, che arriva solo alla fine) direi piuttosto inutile, perché non aiuta effettivamente allo svolgersi della matassa. Sta lì, così. Oltretutto, viene pure scaricata!
- introduzione di scene inutili, che era meglio colmare con parti di libro omesse. Lo scopo di alcune è quello di ricollegare tutte quelle modifiche (su azioni, personaggi e tempo) apportate nella serie. Le più irrilevanti: Villefort in tribunale che accusa e fa ghigliottinare una donna che pratica aborti; tutto ciò che ruota attorno a Camille; il marinaio che racconta di Janina; la vogata su un fiume; la corsa dei cavalli.
- la fine. Quanto non posso sopportare il lieto fine con Dantés che torna insieme a Mercedes. Ma perché? E non è l'unico: anche le versioni del 1934 e del 2002 finiscono così. Ma no! Lui trova la felicità in un altro amore, giovane e "lontano" dai personaggi che fin'ora son stati i suoi fantasmi. Si, compresa Mercedes, per la quale cmq mantiene una certa debolezza (dovuta certamente all'amore provato per lei).
Ciò che mi piace assai e che mi fa consigliare questo rispetto agli altri (oltre ad andare per esclusione, perché sfortunatamente c'è molto da ridire su tutti) sono diversi elementi:
- ambientazioni. Non tutte azzeccatissime, ma almeno piacevoli, più adeguate e migliori di molti altri.
- gli attori francesi. Tutti molto "indovinati" nei loro ruoli (giusto un paio non rispecchiano l'idea che uno si fa leggendo). Sensata, a mio avviso, la scelta dei giovani Dantés e Mercedes, interpretati dai rispettivi figli degli adulti Dantés e Mercedes. Bellissima I.Sastre nel ruolo di Haydeé.
- S.Rubini nel ruolo di Bertuccio. Il Bertuccio più simpatico e presente tra tutti i film visti. Anche troppo presente. Ma a me non dispiace affatto, anzi.

Il film The Count of Monte Cristo del 2002 (wiki e imdb).
NO COMMENT!
Con che coraggio siam andati avanti dopo i primi 3 minuti in cui abbiam visto Dantés e il suo migliore amico, il CONTE Fernand Mondego (conte? ma non era un pescatore? vabbé) che sbarcavano sull'isola d'Elba per chiedere aiuto per il Capitano del Pharaon che teneva la febbre, non lo so... Andando avanti, oltretutto, peggio me sento:
- Edmond e Mercedes che fanno robba sugli scogli (vabbé, licenza poetica...)
- il cognome Noirtier cambia in Clarion (MA PERCHE'?) e la moglie di Villefort si chiama Valentine (rubando il nome alla figlia? Si, avete ragione: non ha senso!)
- la denuncia di Mondego è nota a Dantés (a cui lo confessa apertamente) e a Villefort
- nella prigione, Dantés viene frustato una volta l'anno. Questa aggiunta non ha senso, potevano regalare quei minuti ad altro, che non guastava
- tra le varie cose che Faria gli insegna, c'è anche il combattimento (mah!)
- fuggito di prigione, incontra Luigi Vampa sulle spiagge francesi. Si proprio il bandito romano. Quello.
- riscatta la vita di Jacopo, che diventa suo fedelissimo al posto di Bertuccio (che non esiste!)
- Morrel ha come socio Danglars, che a quanto pare non diventa un ricco banchiere
- il Villefort figlio fa assassinare il padre dal conte Mondego (pietà!)
- Mondego ha debiti di gioco
- fa il suo ingresso nella società parigina con una immensa festa a casa sua e poi conosce Albert Mondego (l'opposto del libro... anche qui, la scelta non ha senso)
- Villefort e Mondego complottano, con l'aiuto di Danglars, per rubare al Conte di Monte Cristo il tesoro degli Spada
- Mondego, che ha ripetutamente cornificato Mercedes, deve fuggire per via dei debiti. Vuole portarla con sé, ma è il momento delle rivelazioni! Come mai Mercedes, alla quale era stato detto che Edmond era morto in prigione, si sposa con Mondego appena 1 mese dopo? Eh, cari miei! Indovinate un po' di chi è figlio Albert? Eh, si: 16anni, nato prematuro (in realtà una menzogna)... e io che avevo protestato vivamente perché nel libro aveva circa 20anni! Eh, quante ne sanno questi sceneggiatori!!!
- non esistono i seguenti personaggi: Caderousse, Bertuccio, Haydée, Valentine Villefort ed Emmanuel Morrel, la 2a sig.ra Villefort col figlio maleducato e tutti i personaggi secondari che hanno attinenza con loro. D'altra parte il film dura solo 2 ore... qualche taglio lo dovevano pur fare!
Ma lo sceneggiatore ammeregano l'ha letto il libro o gli han fatto un riassunto? No, ha visto il film del 1934, ecco spiegato l'arcano.
Se voleva fare una storia così, poteva pure, per carità! Ma non me la venire a chiamare con il chiaro riferimento all'opera di Dumas. Dai, molla... lascia perde...
Non fa per te, ammettilo...


Conclusione?
Se volete vedervi il Conte di Montecristo in 2 ore, allora guardate la versione del 1975.
Se volete vedere una versione "musical" molto diventente, allora puntate alla parodia del 1964.
Se avete più pazienza, e molte più serate a disposizione,  allora godetevi la versione del 1998.

martedì 17 luglio 2012

Laphroig Càirdeas 2012

Ordinato il 21 giugno, anche un po' di fretta perchè non ce ne sono molte bottiglie, spedito il 9 luglio, ieri è arrivata, intatta, la boccia di Laphroig Cairdeas 2012!!!

Che cosa sarebbe? È l'edizione annuale della bottiglia speciale per gli "amici" (cairdeas vuol dire amicizia) della Laphroig, una delle distillerie dell'isola di Isley, LA Isola del whisky scozzese.

Io sono socio, e i soci hanno in "regalo" in piede quadro di terra di islay, ecco il mio:

La cosa che mi incuriosisce è che non è filtrato, è una composizione di metà whisky invecchiato fra 18 e 21 anni, e metà invecchiato in botte piccola, senza quell'orrendo colorante caramello che mettono di solito....

E com'è, com'è sto uischi? Secondo me fa troppo caldo per assaggiarlo ora, l'aprirò poi, intanto me lo guardo che già è uno spettacolo così!!

lunedì 16 luglio 2012

Francesismi 2: decorazioni attorno allo specchio...

Non c'è dubbio che i vari Groupon, Privalia e compagnia bella siano una disdetta per le tasche... Sul secondo, qualche tempo fa, è spuntata una offerta per il seguente adesivo:
http://www.dudecor.it/catalogo/wallstickers/specchi-e-vetri/cornice-floreale
E che ce lo lasciamo sfuggì?!? Ma noooo! Una decina di giorni fa è arrivato, il rotolo, che purtroppo era avvolto molto strettamente, e, come vedete nella foto poco sopra, si sono create differenti bolle d'aria fra l'adesivo superiore e la carta, cosa che ci ha creato un po' di difficoltà nell'applicazione.

Il funzionamento è comunque semplice:
  • tagliare il rotolo nei vari pezzi (meglio non lasciare troppo bordo perchè non è poi agevole (non dovete esse risicati eh);
  • metterlo per terra a capasotto e togliere la carta (avendo cura che l'adesivo vero e proprio rimanga attaccato alla carta trasparente che rimane sul pavimento;
  • attaccare nella posizione voluta la carta trasparente;
  • togliere la carta trasparente (senza tirarvi dietro l'intonaco deh).
i vari pezzi sparsi in giro
prima fase, attacca al muro

seconda fase, scortica tutto!

e il primo pezzo, è messo!!!
Per capire come sarebbe stato il risultato, se entrava l'adesivo negli spazi che avevamo, e decidere come disporre i pezzi, avevo fatto uno schema prendendo l'immagine dello specchio di ikea.. da ikea!, e prendendo la sagoma dell'adesivo elaborando la prima immagine di questo post.

Questo è come doveva venire:

E questo è come è venuto!!
Direi che siamo soddisfatti!!!

venerdì 13 luglio 2012

live! grissini

Siccome lunedì ripijo a lavorà, e siccome sono riuscito a far funzionare i pannelli a scorrimento orizzontale su android, e siccome la qualunque, sto facendo (ora, eh! ore 11:20) i grissini!!!

 rubo la seguente ricetta (http://forum.giallozafferano.it/ricette-per-la-macchina-del-pane/17679-grissini.html), e vi metto le prime foto:
200 ml H2O + 45 ml olio (nota, la pasta mi sembrava secca, così ho aggiunto un cuchiaio==15ml d'acqua all'impasto

200 g semola grano duro (se legge in effetti, ma per l'usabilità...)

150 g farina OO, tre mulini, comprata tipo l'anno scorso all'eurospinne (sempre per l'usabilità...)

questo è sale, una cucchiarina, 7 g (l'avevate riconosciuto?)

zucchero, sempre una cucchiarina, 6 g per l'approssimazione

lievito, una cucchiarina idem

tutto nella cuccuma!

e mo aspetto...
Tra un po' vi aggiorno deh

update 12:05

a mezz'ora dal termine je stamo così:

update 12:51

in forno!!!
pasta alla fine della lievitazione

pasta dopo che l'ho un po' smandrappata

e qui in teglia, vedere anche due bizzarrie, prima dell'oliata e di un po' di sale

eccovi subido prima di andare in forno!!
update 13:09
mo ce provo la mortazza

update 13:46

bene, a bocce ferme vi dico che so boni!!! Per fortuna che con la quantità di pasta fatta ce n'è venuta un'altra infornata piccola, così ce ne sono di +!

I tempi di cottura sono 20 minuti totali, girandoli a 10 minuti, a 200°C col programma di cottura della pizza (chill'che shcall'eppiù).