lunedì 6 agosto 2012

Rossella

Esiste un seguito di Via col vento (vedi post precedente), intitolato Rossella e scritto dall'autrice Alexandra Ripley nel 1991 e una serie televisiva del 1994 (scheda IMDb).

A mio avviso, è ben fatto. Non si accusa nemmeno troppo il passaggio di mano da un'autrice all'altra.
Inoltre, sembra che il personaggio di Rossella sia stato studiato molto attentamente e che sia stata scelta forse la diretta conseguenza delle ultime vicende che l'hanno riguardata.
Ciò che mi ha fatto notare lo stacco dalla Mitchell alla Ripley è certamente il soggetto del libro.
In Via col vento Rossella è il personaggio attraverso la quale noi vediamo uno scorcio di storia dei sudisti e di Atlanta, dei cambiamenti "veloci come il vento" che accadono proprio quando c'è una guerra di mezzo.
In Rossella, lei è la protagonista e Charleston, Savannah, l'Irlanda fanno tutti parte della sua evoluzione. Rappresentano i passaggi della sua crescita e la scoperta delle sue origini.
E' un po' come se solo ora fosse in grado di fare un lavoro di introspezione e di autocritica. Abbiamo un'evoluzione di carattere, una maturazione del personaggio descritta nei seguenti cinque anni (circa).
L'avevamo lasciata ventottenne e con la propria vita, sociale e personale, totalmente da sistemare. Ripartendo da zero.
Una vita a cercare di essere come le avevano insegnato che una fanciulla sarebbe dovuta essere. Una serie di regole, di modi di porsi, persino di come respirare con quei busti così stretti!
Dopo il funerale di Melania torna a Tara per avere conforto dalla sua cara Mammy. Ma le viene a mancare anche lei. A Charleston, dove va a stare presso le zie da parte di madre, fa la conoscenza della madre di Rhett, che subito intuisce che qualcosa non va. Lì altre regole che non le garbano, un patto economico con Rhett (che tenta in tutti modi di liberarsi di lei) e l'abbandono di lui dopo uno scampato naufragio e l'amore fatto per "festeggiare" la loro salvezza, la porta a partire per Savannah, dove conoscerà il nonno materno. Ma non solo. Conosce anche parte della famiglia O'Hara.
E come tutte le epifanie, Rossella capisce e comprende finalmente il proprio carattere scoprendo le proprie origini. Si sente libera di danzare, di essere se stessa, di apprezzare le persone per quello che sono.
Una discussione con il nonno e il divorzio che Rhett è riuscito ad ottenere, le danno la spinta necessaria per prendere la nave e recarsi in Irlanda con suo cugino Colum, alla scoperta dell'antica Tara e dei suoi parenti. Quando rivecerà la notizia di Rhett risposato, Rossella deciderà di trasformare la sua breve visita in un lunga permanenza. Per proteggere il bambino che porta in grembo, si fa passare per vedova.
Comprerà la tenuta di Ballyhara e darà nuovamente vita al paese e ai terreni annessi, guadagnandosi il rispetto della sua gente, che le porterà addirittura il titolo di La O'Hara.
La bambina nascerà nella notte di Halloween, con grandi difficoltà e con un parto cesareo praticato dalla "strega" del posto: queste premesse basteranno a far sì che i superstiziosi paesani la guarderanno con sospetto e la emargineranno.
Nel frattempo, Rossella inizia a frequentare gli altri proprietari terrieri, soprattutto dopo una fiera dove finisce per comprare un cavallo da caccia, scombussolata dalla sola presenza di Rhett. Dopo aver raggiunto un'alta fama anche presso il viceré di Dublino, Rossella viene avvicinata da Lord Fenton, un proprietario terreno decisamente molto ricco. Il suo obiettivo è ottenere da lei un figlio che abbia lo stesso carattere forte di Cat (il soprannome di Katie Colum O'Hara che Rossella le assegna per via dei suoi occhi verdi come quello dei gatti). Quando Rossella sta per cedere, ecco che incontra nuovamente Rhett, ubriaco. Capisce che lui è lì per lei solo dopo aver appreso della morte della moglie e della neonata.
La fine è assai veloce e contorta: tra proiettili vaganti, si materializza Rhett che la vuole portare in salvo. Rossella, però, non può andarsene se prima non ritrova la sua Cat. Rhett scopre così di avere una figlia. Tutti e tre si rifugeranno per la notte nella torre dove la bambina era solita giocare. I due si chiariscono e decidono di vivere insieme, lontano dall'Irlanda e da Charleston, in giro per il mondo insieme alla loro bambina.

Anche qui, nella miniserie televisiva (4 puntate da circa 1ora e mezza ciascuna), ci sono pro e contro.
Inizia bene, molto fedele al libro. Si sviluppa poi una stranissima storia di Lord Fenton già dalla seconda puntata. Storia che peraltro porta una serie di conseguenze che nel libro non sono affatto presenti (come ritrovarsi accusata dell'assassinio dell'abietto Lord fenton). Non ho apprezzato. Secondo me, visto tutto quello che accade, potevano benissimo evitare di tagliare tutto e di inserire di sana pianta una cosa che non c'è affatto. A volte gli sceneggiatori proprio non li capisco.
Cmq, veniamo agli attori.
Johanne Whalley-Kilmer (scheda imdb) [si, all'epoca era sposata con V.Kilmer]: ni. Fisicamente ci possiamo avvicinare, ma quegli occhioni scuri poco hanno dei meravigliosi occhi verdi di Rossella.
Timothy Dalton (imdb): ok, lui è credibile come erede di C.Gable per interpretare Rhett. Promosso.
Finalmente abbiamo un Ashley più attraente con il giovane Stephen Collins (imdb)!
Ad Annabeth Gish spetta il compito di interpretare la signora Butler. Peccato che nel libro sia rappresentata in una maniera, mentre nella serie tv la finisci per odiare.
Molto indovinato il personaggio di Sally nell'energica Jean Smart mente menzione speciale va a Sean Bean che interpreta Lord Fenton: il nostro Boromir-Ned Stark, qui fa la parte del giovane riccone dissoluto e anche un po' bastardo.


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