mercoledì 31 ottobre 2012

I sogni son desideri...

... di felicità ...

ultimamente, però, sono giunta ad una conclusione:
se desiderare è per tutti, ottenere no
credevo di aver capito come si giocava...
mi sono persa alcune regole, evidentemente

sabato 27 ottobre 2012

Crostata di pere e cioccolato

Non l'avevo mai mangiata prima di una mattina di un bel weekend di giugno, nel B&B della signora Elda.
La sua cucina ci colpì appena arrivammo. Il forno vecchio stile, a legna, è qualcosa di meraviglioso:
e i risultati culinari ne erano la prova concreta!

Persi l'occasione di chiederle la ricetta, e questo, me ne dolgo, fu un grave, gravissimo, errore.
Un paio di spese fa ho iniziato a notare diversi tipi di pere... per tutti i gusti! E ho ripensato con nostalgia a quel dolce così buono.
Cercando online, le ricette sono tante. Troppe!
Non sapendo a chi dar retta (alcune erano addirittura torte, altre con procedimenti troppo lunghi), ho optato per "fonderne" due (questa e questa) e ovviamente l'ho modificata a mio piacere.   :-)

Ingredienti pasta frolla 250 gr farina
125gr zucchero
125 gr  burro
1 tuorlo e 1 uovo

Sbattere uova e zucchero. Aggiungete il burro ancora freddo e per ultima la farina. Fate un bel pacchettino con la pellicola e mettete a riposare in frigo, almeno 1/4 d'ora.

Ingredienti ripieno


- preparato pere
2 pere
100ml moscato
80g zucchero

Sbucciate le pere, togliete il torsolo e fatele a fettine. Mettetele in un pentolino con il moscato e lo zucchero. Noi l'abbiam fatto andare a fuoco vivace per 5minuti, perché le pere erano già mature.
Scolate le pere e fatele raffreddare. Rimettete a fuoco lento il liquido rimasto per una decina di minuti, per ridurlo a sciroppo. Lasciate raffreddare.

Avremmo voluto realizzare 2 strati con 3 pere, ma abbiamo poi optato per uno solo, temendo che la farcitura di cioccolato sarebbe stata assai. Siam stati fortunati perché 3 pere non sarebbero mai bastate (2 son state perfette per uno strato) e perché effettivamente il cioccolato è risultato abbondante.

- preparato cioccolato
130g burro
120g zucchero
2 uova
90g farina
30g cacao amaro
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaio di sciroppo
sale

Montare burro e zucchero. Unite le uova una alla volta, sempre girando il composto. Setacciate la farina, il cacao, un pizzico di sale e mezza bustina di lievito, mescolandoli tra loro, e unirli al composto spumoso. Aggiungere 2 cucchiai di sciroppo.

Stendete la frolla in una tortiera e farcire. Noi abbiam optato per realizzare 3 strati così:
poco cioccolato, giusto per il fondo
pere
restante cioccolato
Mettete in forno preriscaldato a 180° per 30minuti.
In questo caso, per noi, non ventilato.

Com'è venuto? Mi è caduto un buon 25% in più di dose di lievito, quindi il nostro cioccolato si è sentito in competizione con i muffin e si gonfiava così tanto che abbiam temuto sarebbe uscito dalla tortiera. E invece no, ma è venuto più alto della frolla.

Una volta raffreddato si è "svuotato" in centro, sigh!
Ma a parte l'aspetto, com'è di sapore? eh?

EH?


GNAM!

giovedì 25 ottobre 2012

qualche nuova acquisizione

il dì del genetliaco, è arrivato, per una pura coincidenza postale, il libro che avevo ordinato. La particolarità di questo libro non è tanto il contenuto, che è comunque un capolavoro.
capolavoro!
La particolarità è qualche pagina dopo la copertina, dove c'è...
la firma del maestro!
La firma del Sir Terry Pratchett!!!!

che cosa bella.. comperato su questo regio sito che risponde al nome di PJSM prints, è arrivato in breve tempo nonostante tutti i disclaimer...

Poi eri mi ha fatto (leggasi FATTO) questa:
'na sciarpona bella erta! dapaiura!

domenica 21 ottobre 2012

Lucifero

e così, dopo 16 anni, tu non sarai più in mezzo alle scatole...


addio


sabato 20 ottobre 2012

Insieme - 2 anni dopo

E così 2 anni son passati.
Insieme
E come scrisse gG, non era per niente scontato!
:-p


ps: oggi è passata anche tua nonna!!!

giovedì 18 ottobre 2012

Monbento

Ero capitata sul loro sito per caso, tanto tempo fa.
Nel mio negozio di fiducia di utensili per la cucina li avevo visti di volata (chissà da quali altre compere ero presa), ripromettendomi di fare una ricerca più approfondita.
Me li sono ricordati mesi e mesi e mesi dopo. Ma ho recuperato, tranquilli.

Il bento è un contenitore chiuso che i giapponesi usano per portarsi dietro il pasto.
Trovandolo anche io un modo comodo e pratico per portarsi dietro il pranzo e non campare di soli panini-pizzette-tramezzini, puntando quindi sia su un'alimentazione sana che su un notevole risparmio economico, già nei primi anni dell'università giravo per i primi negozietti cinesi nella speranza di scovarne qualcuno.
Alla fine decisi di ordinarlo online (approfittando di una spesa orientale di gG). Quello che son riuscita a rimediare (valutando costi e spedizione) è un bento box di Hello Kitty (eh, all'epoca l'unica altra alternativa erano i pokemon...), che aveva questa meravigliosa particolarità di ridurre l'altezza semplicemente cambiando l'ordine delle vaschette:


Ma come ogni cosa, anche questo bento ha fatto il suo tempo. Ed era ora per me di aggiornarmi sullo stile (la gattina non è proprio più adatta alla mia età. Anzi, strano che non mi abbiano fatta rinchiudere... :-P ), aggiustando nel frattempo anche le dimensioni del portapranzo.

Ho fatto l'ordine online (domenica) e già martedì sera ho ricevuto il pacco dalla Francia!
Francia? Lo so che non ci azzecca niente. Ma oggi i bento li puoi comprare da tutto il mondo. Ce ne son per tutti i gusti, non c'è che l'imbarazzo della scelta!

Cmq, questo è ciò che ho ordinato io:
- bento (2 vaschette, 2 coperchi ermetici con valvolina per microonde, un divisorio e l'elastico)
- un paio di bacchette tascabili, da montare
- vaschette usa e getta, in caso di cibarie particolari (a prova della cucina di gG)
- sacchetta porta-bento


 

   

 


Ovviamente, tutto è subito finito in lavastoviglie.
Mercoledì ho salutato il mio adolescente bento box di hello kitty per dar spazio (da oggi) al nuovo, e decisamente pro, monbento!

martedì 16 ottobre 2012

domani la base artica è in tiivii

su la7!

Io non ci sono (per vostra fortuna), e non abbiamo ancora visto il risultato, ma dovrebbe essere una bella descrizione di come è fatto lassù...

lunedì 15 ottobre 2012

diluvio a Roma?

dopo tutto il giorno che non piove, 5 minuti fa:

Riccardo:  aho' sto uragano?
me:  rick....
    ha iniziato a diluviare
    nel momento in cui mi è arrivato il tuo sms
Riccardo:  quale sms?
me: scusa
    il tuo ciat
    ero così basito che ho incrociato i media
Riccardo:  cio' i superpoteri!
me: assurdo
 
...Eri ci sta sotto!

domenica 14 ottobre 2012

Ciudad de las Artes y las Ciencias

Se il venerdì 28 settembre era stato dedicato al centro storico di Valencia (quando gG troverà l'ispirazione, avremo il post), sabato 29 è stato (quasi) interamente votato alla Ciudad del las Artes y las Cièncias.

La Città delle Arti e delle Scienze è un complesso architettonico e di intrattenimento culturale, somma dei progetti di due noti architetti spagnoli.
La ciudad, città nella città, sorge sul vecchio letto del fiume Turia, poco prima di giungere al porto.
A seguito delle numerose straripazioni e in particolare dopo la grande piena del 1957 che inondò gran parte di Valencia, si progettò di deviare il fiume a sud di essa e di riqualificare in questo modo la città stessa. L'antico letto che passava a nord del centro storico è stato così riconvertito in un lungo e ampio parco conosciuto come i Giardini della Turia che ospitano zone sportive, il giardino botanico, auditorium aperti e così via.

La ciudad è composta da diverse strutture situate in un lotto di circa 35 ettari.
I lavori iniziati a metà degli anni '90 si sono protratti per circa 15anni. L'inaugurazione è avvenuta in primavera 1998, con il primo edificio completato. L'ultimo ad inaugurarsi ha visto la sua realizzazione solo nel 2009.

Per limitazioni temporali abbiamo scelto di visitare solo 3 di queste strutture, mentre le altre son state lambite esternamente.

La mattina ci siam dedicati a girare nell'Oceanogràfic. Il parco oceanografico è stato realizzato su progetto dell'architetto madrileno Félix Candela e inaugurato nel 2002. Le sue opere sono riconoscibili dalla forma della struttura a guscio (struttura curva, non piana) sottile (una delle 3 dimensioni è decisamente minore rispetto alle altre due), in cemento armato.
E' stata un bella passeggiata di circa 2 ore tra le numerose zone distinte nei diversi ambienti marini e le circa 500 specie!
Siamo entrati alle 10 (orario di apertura) e non c'era molto affollamento, quindi ci siam goduti la visita in tranquillità. Se volete però assistere alle attività con alcuni animali, allora dovete sapere che esse cominciano più tardi (noi le abbiamo viste quando siamo usciti, intorno alle 12.40 circa).
Abbiamo assistito a mezz'ora di spettacolo dei delfini, uno dei più gettonati.

Andando alla fermata del bus, siam passati vicino l'Ágora, una piazza ellittica coperta. Questo edificio, opera dell'architetto-ingegnere valenciano Santiago Calatrava, ultimo ad esser stato realizzato, si distingue dalle sue altre realizzazioni nella ciudad per la colorazione e il rivestimento. Qui non troneggia il bianco del calcestruzzo, bensì il trencadís, frammenti irregolari di ceramica lucida o vetro tessellati a rivestire una superficie. L'uso di questa tecnica è un chiaro omaggio a Gaudí.
Per attraversare i giardini della Turia, potevamo scegliere se passare sotto o sopra al Puente de l'Assut de l'Or, un ponte strallato con 180m di campata e un'altezza di 125m, inaugurato alla fine del 2008.
Ho ribattezzato amichevolmente il primo come "bollitore d'acqua" (oh, io ho pensato al té, che posso farci?), anche se mi rendo conto che può ricordare anche una bustina (il berretto militare), mentre ho preso per buono il soprannome jamonero valenciano (affettatrice) per il ponte. Per quanto quest'ultimo possa apparire poco rispettoso (per non parlare del mio, ma sorvoliamo), qualunque cosa connessa col jamon spagnolo per me è un pregio.

La pausa pranzo ce la godiamo al porto, ma questo sarà oggetto di un altro post. ;-)

Ce ne torniamo belli sazi e decidiamo di dare spazio al Museu de las Cièncias Príncipe Felipe.
L'edificio, lungo 241m con circa 40mila mq di superficie espositiva, è il risultato della ripetizione di una sezione asimmetrica, che vede nervature dalla ramificazione aggettante da un lato e una vetrata a cascata dall'altra. Il complesso è stato inaugurato nell'autunno del 2000.
Abbiamo trovato molto carina la sezione sui gruppi cromosomici dell'uomo, all'ultimo piano, e divertente l'installazione di domotica abitativa, che non esponeva tanto prodotto finale quanto quello di studio. Per farvi un esempio, la "morbidezza" delle sedute:
questi sono i nostri sederi...
Anche qui il tempo vola e ci decidiamo a fare un passeggiatina tra il museo e la nostra prossima meta, l'Hemisfèric, il primo edificio inaugurato dell'intera ciudad.
Questa struttura, che riconoscerete subito per la sua estrema somiglianza ad un occhio umano, ospita la sala IMAX più grande della Spagna, con un diametro di 24m. Noi siamo andati allo spettacolo delle 19 sul viaggio lungo il Nilo, dalla sorgente del Nilo azzurro nel lago Tana (oddio, ancora lavoro!) all'Egitto.
Beh, qui il soprannone era piuttosto ovvio. Ma "L'Occhio" era il suo. Statece

Prima di andare a cena (qui) abbiamo camminato ai piedi dell'Umbracle, un giardino aperto, sottolineato da una serie di archi bianchi, largo 60m per una lunghezza complessiva di 320m. Sotto il giardino è stato realizzato un parcheggio su più piani. Ingegnoso.

Concludiamo le foto (e la rassegna architettonica) con il Palau de les Arts Reina Sofía, il teatro dell'opera di Valencia, inaugurato a fine 2005 ma in funzione dal 2006.
Il "ferro da stiro", per me, o il "casco", per gG, è (cito dal libro Calatrava, Ed. Taschen) "disegnato come una serie di volumi in apparenza casuali, che però acquistano unità ricongiungendosi all'interno di due gusci di calcestruzzo ritagliati e simmetrici".
si, la lama ad arco è ancorata da un lato solo...


Ah, l'ingegno umano...

mercoledì 3 ottobre 2012

Bar Che, taberna vasca

dove: Avenida del Reino de Valencia, 9, 46005 Valencia, Spagna (vabbè, qui)
quando ci son stato: venerdì... e sabato scorsi;
quando ci torno: quando torniamo a Valencia;
quanto si spende: da 15 a.. direi 25 euri a testa.

La prima sera passata a Valencia, dopo una giornata di ventaccio alternato a pioggia (che culo), quando ci siamo trovati a scegliere dove andare a mangiare, ci siamo orientati per un posticino che avevo adocchiato sulla lonely planet, che univa una mia curiosità alla disponibilità di sidro (evviva il sidro) alla vicinanza con la stazione dei treni per tornare in albergo.
...stanno pure su feisbuk...
In spagna prima delle nove non si mangia, e stare fuori tutto il giorno con pioggia e vento non è proprio il massimo. Ci siamo però distratti con un giro verso il/uno dei ponte/i di Calatrava, tanto per fare l'ora giusta (che prima delle nove non se magna, ma noi dobbiamo acchiappare poi il treno pe tornà a casa).

Arriviamo davanti alla taberna, entriamo, ed essendo le nove troviamo facilmente un tavolo.

Il locale è carino, si sviluppa in lunghezza ed i tavoli, da quattro, con tovaglie a scacchi verdi, sono separati da setti di legno tinto di verdone, che fungono anche da schienali per le panche. Sulla destra invece un bancone vecchio stile, con sopra un modellino kitchissimo di una delle porte della vecchia città di Valencia, e dietro una scaffalatura con tutto... bottiglie, foto, un vecchio registro di cassa, foto, una sciarpa della partita fra Helsingbor e F.C Valencia, una tv, e delle foto.

Ci sediamo e subito un cameriere molto amichevole bassetto e di una certa età ci porta il menù, un foglio con un disegno e l'elenco delle tapas (che penso Eri abbia finalmente capito che sono), e se ne trotterella via.

Dopo un po' che ci vedono chiacchierare, ci portano il menù con la traduzione italiana... tutto lavoro risparmiato!!!

Ci prendiamo subito subito, tanto per non aspettare tanto, un piattino di patatas bravas e uno di polpo, condito da una bottiglia d'acqua e un litro di sidro (slurp).

Questa è la foto qualche secondo dopo che i suddetti piattini ci sono arrivati...
l'assalto alle patate brave è stato già portato, il polpo se la vede brutta (se togliamo il fatto che è stato già tagliato e bollito)
Le patate sono veramente notevoli, soprattutto la salsina che c'è sopra per accompagnarli è veramente una sorpresa, l'aioli, che è anche di una semplicità disarmante da fare, e quindi toccherà provare a farlo.

Per il seguito chiediamo un po' di cose sparse, pisellini con prosciutto, uovo e prosciutto, e io tento il pesce spada. Il cameriere ci guarda e fa "es mucha comida", e non ci porta il pesce spada. Santo cameriere.

La cena scorre piacevole, con il cameriere che prende per il giro con la c Eri perchè se magna tutto lei... e infatti il giorno appresso... ci torniamo!

Per il secondo giorno eri prende il toro per la banderilla e decide: un piattino di patate brave a capoccia.... con il patto che lei si mangia anche la mia metà.... e così sia! Abbottati dal pranzo del secondo giorno, mangiamo di meno, io bevo di meno, e di fatto facciamo giusto uno spuntino sfizioso.


questo risto e gli altri sull'apposita mappa.