mercoledì 3 ottobre 2012

Bar Che, taberna vasca

dove: Avenida del Reino de Valencia, 9, 46005 Valencia, Spagna (vabbè, qui)
quando ci son stato: venerdì... e sabato scorsi;
quando ci torno: quando torniamo a Valencia;
quanto si spende: da 15 a.. direi 25 euri a testa.

La prima sera passata a Valencia, dopo una giornata di ventaccio alternato a pioggia (che culo), quando ci siamo trovati a scegliere dove andare a mangiare, ci siamo orientati per un posticino che avevo adocchiato sulla lonely planet, che univa una mia curiosità alla disponibilità di sidro (evviva il sidro) alla vicinanza con la stazione dei treni per tornare in albergo.
...stanno pure su feisbuk...
In spagna prima delle nove non si mangia, e stare fuori tutto il giorno con pioggia e vento non è proprio il massimo. Ci siamo però distratti con un giro verso il/uno dei ponte/i di Calatrava, tanto per fare l'ora giusta (che prima delle nove non se magna, ma noi dobbiamo acchiappare poi il treno pe tornà a casa).

Arriviamo davanti alla taberna, entriamo, ed essendo le nove troviamo facilmente un tavolo.

Il locale è carino, si sviluppa in lunghezza ed i tavoli, da quattro, con tovaglie a scacchi verdi, sono separati da setti di legno tinto di verdone, che fungono anche da schienali per le panche. Sulla destra invece un bancone vecchio stile, con sopra un modellino kitchissimo di una delle porte della vecchia città di Valencia, e dietro una scaffalatura con tutto... bottiglie, foto, un vecchio registro di cassa, foto, una sciarpa della partita fra Helsingbor e F.C Valencia, una tv, e delle foto.

Ci sediamo e subito un cameriere molto amichevole bassetto e di una certa età ci porta il menù, un foglio con un disegno e l'elenco delle tapas (che penso Eri abbia finalmente capito che sono), e se ne trotterella via.

Dopo un po' che ci vedono chiacchierare, ci portano il menù con la traduzione italiana... tutto lavoro risparmiato!!!

Ci prendiamo subito subito, tanto per non aspettare tanto, un piattino di patatas bravas e uno di polpo, condito da una bottiglia d'acqua e un litro di sidro (slurp).

Questa è la foto qualche secondo dopo che i suddetti piattini ci sono arrivati...
l'assalto alle patate brave è stato già portato, il polpo se la vede brutta (se togliamo il fatto che è stato già tagliato e bollito)
Le patate sono veramente notevoli, soprattutto la salsina che c'è sopra per accompagnarli è veramente una sorpresa, l'aioli, che è anche di una semplicità disarmante da fare, e quindi toccherà provare a farlo.

Per il seguito chiediamo un po' di cose sparse, pisellini con prosciutto, uovo e prosciutto, e io tento il pesce spada. Il cameriere ci guarda e fa "es mucha comida", e non ci porta il pesce spada. Santo cameriere.

La cena scorre piacevole, con il cameriere che prende per il giro con la c Eri perchè se magna tutto lei... e infatti il giorno appresso... ci torniamo!

Per il secondo giorno eri prende il toro per la banderilla e decide: un piattino di patate brave a capoccia.... con il patto che lei si mangia anche la mia metà.... e così sia! Abbottati dal pranzo del secondo giorno, mangiamo di meno, io bevo di meno, e di fatto facciamo giusto uno spuntino sfizioso.


questo risto e gli altri sull'apposita mappa.

3 commenti:

  1. l'unica domanda è....perchè il secondo giorno il caffè l'avete pagato 5 cents in più? inflazione galoppante? :-P

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  2. AAAAAAAAAAAAH l'AIOLI... c'ho vissuto per una settimana in quel di Ibiza! ESIGO di essere invitato quando provate a farla!!!

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