domenica 14 ottobre 2012

Ciudad de las Artes y las Ciencias

Se il venerdì 28 settembre era stato dedicato al centro storico di Valencia (quando gG troverà l'ispirazione, avremo il post), sabato 29 è stato (quasi) interamente votato alla Ciudad del las Artes y las Cièncias.

La Città delle Arti e delle Scienze è un complesso architettonico e di intrattenimento culturale, somma dei progetti di due noti architetti spagnoli.
La ciudad, città nella città, sorge sul vecchio letto del fiume Turia, poco prima di giungere al porto.
A seguito delle numerose straripazioni e in particolare dopo la grande piena del 1957 che inondò gran parte di Valencia, si progettò di deviare il fiume a sud di essa e di riqualificare in questo modo la città stessa. L'antico letto che passava a nord del centro storico è stato così riconvertito in un lungo e ampio parco conosciuto come i Giardini della Turia che ospitano zone sportive, il giardino botanico, auditorium aperti e così via.

La ciudad è composta da diverse strutture situate in un lotto di circa 35 ettari.
I lavori iniziati a metà degli anni '90 si sono protratti per circa 15anni. L'inaugurazione è avvenuta in primavera 1998, con il primo edificio completato. L'ultimo ad inaugurarsi ha visto la sua realizzazione solo nel 2009.

Per limitazioni temporali abbiamo scelto di visitare solo 3 di queste strutture, mentre le altre son state lambite esternamente.

La mattina ci siam dedicati a girare nell'Oceanogràfic. Il parco oceanografico è stato realizzato su progetto dell'architetto madrileno Félix Candela e inaugurato nel 2002. Le sue opere sono riconoscibili dalla forma della struttura a guscio (struttura curva, non piana) sottile (una delle 3 dimensioni è decisamente minore rispetto alle altre due), in cemento armato.
E' stata un bella passeggiata di circa 2 ore tra le numerose zone distinte nei diversi ambienti marini e le circa 500 specie!
Siamo entrati alle 10 (orario di apertura) e non c'era molto affollamento, quindi ci siam goduti la visita in tranquillità. Se volete però assistere alle attività con alcuni animali, allora dovete sapere che esse cominciano più tardi (noi le abbiamo viste quando siamo usciti, intorno alle 12.40 circa).
Abbiamo assistito a mezz'ora di spettacolo dei delfini, uno dei più gettonati.

Andando alla fermata del bus, siam passati vicino l'Ágora, una piazza ellittica coperta. Questo edificio, opera dell'architetto-ingegnere valenciano Santiago Calatrava, ultimo ad esser stato realizzato, si distingue dalle sue altre realizzazioni nella ciudad per la colorazione e il rivestimento. Qui non troneggia il bianco del calcestruzzo, bensì il trencadís, frammenti irregolari di ceramica lucida o vetro tessellati a rivestire una superficie. L'uso di questa tecnica è un chiaro omaggio a Gaudí.
Per attraversare i giardini della Turia, potevamo scegliere se passare sotto o sopra al Puente de l'Assut de l'Or, un ponte strallato con 180m di campata e un'altezza di 125m, inaugurato alla fine del 2008.
Ho ribattezzato amichevolmente il primo come "bollitore d'acqua" (oh, io ho pensato al té, che posso farci?), anche se mi rendo conto che può ricordare anche una bustina (il berretto militare), mentre ho preso per buono il soprannome jamonero valenciano (affettatrice) per il ponte. Per quanto quest'ultimo possa apparire poco rispettoso (per non parlare del mio, ma sorvoliamo), qualunque cosa connessa col jamon spagnolo per me è un pregio.

La pausa pranzo ce la godiamo al porto, ma questo sarà oggetto di un altro post. ;-)

Ce ne torniamo belli sazi e decidiamo di dare spazio al Museu de las Cièncias Príncipe Felipe.
L'edificio, lungo 241m con circa 40mila mq di superficie espositiva, è il risultato della ripetizione di una sezione asimmetrica, che vede nervature dalla ramificazione aggettante da un lato e una vetrata a cascata dall'altra. Il complesso è stato inaugurato nell'autunno del 2000.
Abbiamo trovato molto carina la sezione sui gruppi cromosomici dell'uomo, all'ultimo piano, e divertente l'installazione di domotica abitativa, che non esponeva tanto prodotto finale quanto quello di studio. Per farvi un esempio, la "morbidezza" delle sedute:
questi sono i nostri sederi...
Anche qui il tempo vola e ci decidiamo a fare un passeggiatina tra il museo e la nostra prossima meta, l'Hemisfèric, il primo edificio inaugurato dell'intera ciudad.
Questa struttura, che riconoscerete subito per la sua estrema somiglianza ad un occhio umano, ospita la sala IMAX più grande della Spagna, con un diametro di 24m. Noi siamo andati allo spettacolo delle 19 sul viaggio lungo il Nilo, dalla sorgente del Nilo azzurro nel lago Tana (oddio, ancora lavoro!) all'Egitto.
Beh, qui il soprannone era piuttosto ovvio. Ma "L'Occhio" era il suo. Statece

Prima di andare a cena (qui) abbiamo camminato ai piedi dell'Umbracle, un giardino aperto, sottolineato da una serie di archi bianchi, largo 60m per una lunghezza complessiva di 320m. Sotto il giardino è stato realizzato un parcheggio su più piani. Ingegnoso.

Concludiamo le foto (e la rassegna architettonica) con il Palau de les Arts Reina Sofía, il teatro dell'opera di Valencia, inaugurato a fine 2005 ma in funzione dal 2006.
Il "ferro da stiro", per me, o il "casco", per gG, è (cito dal libro Calatrava, Ed. Taschen) "disegnato come una serie di volumi in apparenza casuali, che però acquistano unità ricongiungendosi all'interno di due gusci di calcestruzzo ritagliati e simmetrici".
si, la lama ad arco è ancorata da un lato solo...


Ah, l'ingegno umano...

4 commenti:

  1. ...io ogni volta che penso al Turia... penso a questo... http://youtu.be/Isn_K-ghv48

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  2. Bellissime foto complimentoni!! :-)

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  3. Che meraviglia, avete fatto delle foto splendide, fanno venire voglia di andarla a vedere...

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