lunedì 27 maggio 2013

campo remoto, il viaggio

la parte principale del viaggio suona così:
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

un po' gracchiante, ben vibrato, insomma il rumore un po' di una carretta, nel video qui sotto lo sentite ma a più o meno 40 km/h, contate che il viaggione era a velocità di 40-60 km/h nei punti accidentati, ma 80 km/h fissi nei punti levigati (vale a dire sulle parti alte dei ghiacciai).


Il viaggio inizia con il cielo coperto, come detto, l'unica parte "tricky" sta quando ci si ferma, perchè la maschera si appanna in un attimo! Quindi te la togli, come ti togli le moffole.

Quando poi riparti però, se ti imbacucchi tutto, coprendoti anche la piccola parte della faccia rimasta scoperta, i primi 50 m li fai a immaginazione nella "nebbia"...

Per fortuna le tappe sono poche, una descritta nella foto del post precedente, appena prima un fiume gelato sul quale devi passare piaaaaaaaaaano piano piano piano...

Poi poco più avanti, prima dell'"autostrada", altra fermata. La guida che apre la strada ci annuncia che mo basta soste, se non ci sono problemi ci facciamo un tappone da 80 km/h. Un po' minaccioso!! Soprattutto perchè non è che so bene quanta strada abbiam già fatto...

Però l'autostrada è abbastanza comfortevole, è sostanzialmente un ghiacciaio molto esteso che percorriamo per gran parte della sua lunghezza. A tratti è molto "gibboso", e quindi si va ai 40/60 km/h di cui sopra, altre volte è più liscio, cosa che permette di andare meglio, ma intimorisce perchè... perchè un paio di volte c'è un lieve avvallamento, e tu sai che sotto, dopo la neve, non c'è il ghiaccio ma un crepaccio... e a quel punto, acceleri!!

in rosso le altitudini (scala a sx), in blu le velocità (scala a dx)

Google Earth fornisce delle belle statistiche interattive, che vi riporto. Si vede tutto a sinistra il primo passetto che ci fa scavalcare la Brogger peninsula da nord a sud, subito dopo la prima tappa che vi accennavo (dove crolla il grafico blu della velocità). Poi più avanti l'altra tappa (poco dopo i 50 km), e via in salita per il ghiacciaio, fino alla tappa successiva, ai 125 km.

In questa tratta a un certo punto vengo fermato dalla guida che sta dietro di me. Sulla mia slitta si sono allentate le taniche di benzina e una struscia per neve. Le fissiamo, e poco dopo sento odore di benzina. Mah. Mi ferma ancora la guida dietro a me, e insomma, una delle taniche s'era pure aperta, e svuotata. Uff.

Risistemate (meglio), con la tranquillità che abbiamo praticamente il triplo del carburante necessario (non se sa mai), arriviamo alla fine della parte di tragitto nota. Ci fermiamo, panino, un po' di tè (i thermos che usiamo là su sono veramente fenomenali, tengono l'acqua bollente per più di una giornata!), rabbocchino al serbatoio.
pit stop per refueling
Rinfrancati nello stomaco e nello spirito, le due guide vanno in perlustrazione oltre il passo, al grido di "se non torniamo in 15 minuti preoccupatevi".
le guide in perlustrazia
Dopo meno di 5 minuti sono di ritorno, buone notizie, non ci sono problemi a proseguire. E si prosegue per l'ultimo tratto (dal picchetto sulla destra del grafico delle altitudini in poi).

Arriviamo al punto che più ci aggrada (soprattutto ai glaciologhi), scelto più o meno con il criterio del "più in alto!", i tre giornalieri fanno tappa qualche minuto e poi riscappano indietro, e noi si inizia a preparare il campo.

[continua]

domenica 26 maggio 2013

campo remoto - la partenza

Faccio un flashback, e vi racconto come, appena arrivato a Ny-Ålesund (cioè il giorno seguente questo), sono stato sbattuto, sul coro di "sarà una giornata intensa" su una motoslitta, un po' come nel filmato seguente:


Questo per andare a fare la pratica del corso fucile, che ogni anno è meglio ripetere, e che si fa un po' fuori il villaggio.

Finito quello, pausa di un oretta e poi mi ricaricano su una motoslitta e mi portano a fare il giro della penisola per vedere se padroneggio il mezzo.

Siccome devo aver soddisfatto le aspettative, vengo incluso nel gruppo che viene spedito ulteriormente più  a nord pr fare un campo remoto di 3 giorni (tempo permettendo) per estrarre una carota da un ghiacciaio che fin'ora non è ancora stato studiato. Non ero previsto nel campo perchè doveva essere la settimana prima del mio arrivo, ma a causa del mal tempo è stato posticipato. Non si capiva bene se ci sarebbe stato bel tempo, ma siamo partiti ugualmente.

Quindi, terminato il giorno 0, il giorno 1 lo passiamo a fare casse, cucinare i sughi per portarseli il giorno dopo (un ragù e uno arrabbiato), e a fare l'elenco delle cose che serve mettersi addosso per non patire il freddo.

Sì perchè alla fine il piano è di spararsi 150 km di motoslitta fino alla sommità di un ghiacciaio nel nord che ha una altitudine di circa 950m sul mare, e dove le temperature non saranno certo tiepide!

Qui sotto il mucchio di attrezzatura che mi son portato, al quale va ancora aggiunto il tutone da motoslitta. Fondamentalmente un assetto a tre strati, sotto termico, poi un tutone superpippo, e sopra giacca e pantaloni per stare fermi, o il tutone da motoslitta per viaggiare. Chiaramente tutto in doppio numero, si dovesse bagnare qualcosa...
strati su strati su strati
In più vedete casco, maschera, passamontagna (due), moffolone (due paia), un cappelletto, guanti comuni, calzettoni, etc etc...

Unito un minicorso/bignami di sicurezza per recupero di persone da crepacci e su come muoversi sui ghiacciai. Con gli impacchettamenti vari, prima dell'una non si va a letto.

La partenza invece è alle 8 di mattina, dopo un rapido caffè, siamo in 7 con 7 motoslitte e 7 slitte a traino, ai quattro che rimangono su si aggiungono due guide molto (molto) esperte, senza le quali non potremmo avventurarci così distante, e il nostro capobase. Questi tre poi tornano in giornata (come je va...).

Ecco il tragitto di andata:
View Larger Map

Ed ecco una foto alla baia degli inglesi, al primo stop della carovana per controllare se le slitte sono in ordine, se non casca niente, se si può andare avanti senza problemi.

baia degli inglesi
Il tempo è nuvoloso, ma con poco vento, e non troppo freddo, una manciata di gradi sotto lo zero.

[continua]

giovedì 9 maggio 2013

giornata nevosa

il post precedente era più o meno in ordine rispetto al viaggio, parlava della prima tappa...

ma eri è lontana e quindi posso essere disordinato....

il salto è a oggi, che è una giornata bianca sotto per la neve caduta, bianca sopra per le nuvole fitte, e bianca in mezzo che nevica...
per fortuna che in base si sta caldi!!!

Un gruppo di "paesani" complice il giorno festivo (per i norwegian), aveva programmato una uscita di qualche giorno, con cani al seguito (al traino anzi!).

Ma siccome il tempo non promette gran chè, hanno tardato la partenza. solo un cane... solo come un cane... è rimasto lì ad attendere la partenza, per qualche ora... per fortuna che sono abituati!!!

lunedì 6 maggio 2013

Longyearbyen

Il volo di linea ti porta fino a Longyearbyen. Che non è  poco a nord, ma comunque è una cittadina di almeno 2000 persone....


Arrivi in albergo, che altro non è che un vecchio alloggio dei minatori ricondizionato (in maniera molto fricchettona) che praticamente è mezzanotte, anche abbastanza distrutto, poggio un po' di cose e guardo fuori dal finestrone...
ecco la vista dal finestrone
E vedo un affare bianco che scorrazza libero.... Giusto il tempo di cambiare l'obiettivo e riesco a beccare il seguente affare:

guarda di lì

corri di là
Poi mi giro a destra, e vedo renna grande e renna piccola che brucano...
Ah, la vita di città... ^_^