giovedì 31 ottobre 2013

Halloween in diretta

halloween-een (vale a dire ieri), condomina-madre:
"ah senti, ci sono i miei tre figli che sono tutti *aggettivo che non ricordo ma equipollente a gasati* per halloween, che possono passare a bussare da te? Non c'è bisogno che compri niente"

gG: ok, non c'è problema (son tre, pace).

halloween (cioè poco fa), arrivato a casa da un quarto d'ora, i rumori fuori e nel vialetto erano una via di mezzo fra quelli che uno si aspetta nel quarto d'ora di gioco sull'isola del signore delle mosche e quelli di una schiera di demolitori incarogniti (che forse poi sono la stessa cosa).

A un certo tremendo punto, suona il campanello. Faccio tre passi verso la porta, e si rimette a suonare, fisso.

Apro la porta, e, sullo sfondo di tre madri,  una selva di almeno 15 cappelli a punta più un paio di zombi (uno veramente bassino)....

Pausa...

gG: mbè che mi dovete chiedere?

folla speranzosa: "dolcettoooooooo......."

pausa
pausa

folla poco speranzosa: "ooo scherzettoooooooooooooo"

e poi nel silenzio del fade-out, la voce dello zombi "grande":
 
"ti prego non dire scherzetto

...per fortuna che avevo preso con abbondanza...

non vi descrivo le scene turpi che sono seguite, poche decine di secondi alla John Romero che manco Zerocalcare a Rebibbia, fra tentativi di corruzione "aho anche io so' della Roma" e bellissime sacchette con su Frankenstein con gli occhi/led verdi, per la vostra tranquillità vi dico che ho appositamente messo qualcosa anche nella sacchetta del mini-zombi...

Ponte 2013

Per il ponte dei santi, morti et anime erranti, noi si andrà per la prima volta a Lucca Comics & Games.
Grande fomento, non vedo l'ora!!!!!

Ci si scrive-legge su queste pagine la prossima settimana e buon ponte a tutti!
^_^

mercoledì 30 ottobre 2013

Echo

Echo è un'opera di Terry Moore del 2008.


La storia si dirama attorno alle (dis)avventure della giovane fotografa Julie, in bolletta e con un divorzio che non vuol concedere. In particolare, la situazione non migliora quando, trovandosi nel posto sbagliato nel momento meno opportuno, assiste ad un'esplosione nel deserto, venendo ricoperta da parte del materiale in caduta che le si attacca inesorabilmente addosso.
Da quel momento i suoi guai non faranno che aumentare in un crescendo di elementi misti tra il fantascientifico, segerti militari e cospirazioni, alla ricerca della verità.

L'opera si snoda sapientemente tra una serie di personaggi collegati all'evento, direttamente e non, che la protagonista incontra nel suo viaggio. Da un ranger alla ricerca della fidanzata perduta a fanatici motociclisti-haker-complottisti, da agenti dell'intelligence a scienziati onesti o venduti.

Di più non fatemi dire, altrimenti potrei svelare troppo!  ^_^

Il tratto è pulito ed essenziale; onesto nel tratteggiare ogni espressione umana come reale, rughe comprese.
I personaggi sono introdotti con maestria durante lo svolgersi delle vicende, con passo simile alla realtà: caratteri, vite, scelte personali e scopi ci vengono rivelati al momento giusto, andandosi a sommare agli eventi. Questo fa sì che ci sia nei personaggi una conoscenza progressiva di informazioni che porta alla conseguente crescita degli stessi.
Un viaggio psicologico, oltre che  fisico.

Consigliato? Si, soprattutto nell'edizione italiana completa disponibile, quella della Bao: un unico volume che racchiude i 30 originali, per un totale di circa 600 pagine di fumetto.
Una bella storia, disegni piacevoli e parecchio tempo per leggerlo/goderselo. Che volete di più?

venerdì 25 ottobre 2013

Lovely Complex

Lovely Complex (Love★Com) è un manga di Aya Nakahara del 2001.
 

Protagonisti sono due studenti liceali di Osaka, Risa Koizumi e Atsushi Otani, accomunati dallo stesso complesso, anche se opposto: Risa (il cui cognome significa "piccola sorgente") è difatti una ragazza molto alta che raggiungerà i 172 cm nel 2° anno, mentre Atsushi (il cui cognome significa "grande valle"), pur essendo un ragazzo, arriverà appena a 156,2 cm.


Queste altezze "invertite" e il grande complesso che ne deriva rendono i due giovani caratterialmente insicuri nei confronti dell'altro sesso.
Nonostante i numerosi battibecchi, che gli conferiranno da subito il titolo-soprannome di duo All Hanshin Kyojin, i protagonisti stringeranno dapprima un accordo di tregua per aiutarsi reciprocamente nella conquista di Suzuki (un ragazzo molto alto) e di Chiharu (la tipica ragazza piccolina, delicata e timida), passando per un'animata amicizia basata sulla similitudine di carattere e di gusti, per finire a... chissà!

Il manga è frizzante e mai monotono. Non è il 'tipico' shojo perché Risa e Otani non sono protagonisti tali: lei è poco effeminata, infantile e sostanzialmente ridicola negli atteggiamenti, mentre lui è fondamentalmente lento di comprendonio. Questo non toglie profondità ai sentimenti che provano né valore alle loro azioni e scelte. Inoltre, i loro amici e le nuove conoscenze fanno un altrettanto piacevole contorno, complicando a volte la situazione e creando nuovi equilibri con i quali confrontarsi.
Una lettura più che piacevole, costellata da grasse risate, lo confesso.
Consigliato a tutti, perché un manga può parlare d'amore in maniera molto divertente!


Dal successo del manga è stato tratto un live action nel 2006 e un anime in 24 episodi nel 2007.

Per maggiori dettagli sul dialetto di Osaka, sul duo giapponese e sui luoghi reali dove il tutto è ambientato, vi rimando al blog "Questo piccolo grande BANZAI".

Questa la sigla giapponese di apertura degli episodi 1-13:

giovedì 24 ottobre 2013

NEW


Don’t look at me, it’s way too soon to see
What’s gonna be, don’t look at me
All my life, I never knew what I could be
What I could do, then we were new

You came along and made my life a song
Oh, lucky day you came along
Just in time while I was searching for the light
You came along, then we were new

We can do what we want, we can live as we chose
You see, there’s no guarantee, we’ve got nothing to lose

Don’t look at me, I can’t deny the truth
It’s plain to see, don’t look at me
All my life, I never knew what I could be
What I could do, then we were new

We can do what we want, we can live as we chose
You see, there’s no guarantee, we’ve got nothing to lose

Don’t look at me this way, too soon to see
What’s gonna be, don’t look at me
All my life, I never knew what I could be
What I could do, then we were new

Then we were new
Now we are new

mercoledì 23 ottobre 2013

Di vecchie case, ricordi e cartine

Ci trasferimmo lì che avevo da poco compiuto i 7 anni.
Rammento che la odiai perché mi allontanava dalla zona dove avevo vissuto, dove avevo scuola e amici. Lì decisi che da grande avrei fatto l'architetto, che avrei disegnato la mia casa.
Ci son andata vicina, dai.

Quando feci la prima comunione, papà iniziò un disegno. Quando la fece mia sorella, 4 anni dopo, lo terminò rifinendo i dettagli. Questo il disegno in salone (tinta lavabile):

Ci ho vissuto fino a 3 anni fa, come testimoniato qui.

Nell'estate dei miei 17 anni (quando fui bocciata al 3° anno di liceo), ridipingemmo casa. Papà mi lasciò a disposizione una parete della camera. Ringraziando, ne approfittai e scelsi il mio tema.
Su un'area di circa 280cm x 180cm, tinta lavabile:

Lo scorso w/e, e più precisamente da venerdì 18 ore 17.25 a sabato 19 ore 16.30, con l'aiuto di baldi giovini e forti braccia, abbiamo finito di traslocare tutti i mobili (4 viaggi, nun se vedeva più la fine...). Qualcosa è andato dai miei, qualcosa andrà in montagna, qualcosa è stato regalato e qualcosa è stato portato da noi.

La mia cartina però non ho potuto portarla via e il suo destino è ormai nelle mani di terze persone.
Non la rifarò daccapo in questa casa perché non ho lo stesso stimolo dell'epoca (essendo il tema già studiato e la soddisfazione già raggiunta) e perché con me in realtà è venuta una "sorella minore" su carta (100cm x 70cm), in stile più antico, fatta quando avevo 18 anni:
Penna ad inchiostro 0.2, matite colorate, té, caffé e tanta pazienza!

Che mi piacciono le cartine?  ^_^

lunedì 21 ottobre 2013

Aiutatemi


Finisco continuamente
a fare cose che non voglio
se le faccio è solamente
per riempirmi il portafoglio.

Aiutatemi, vi ringrazierò!

Trovo sempre mille scuse
per non muovere un dito
E poi lancio le mie accuse
da trentenne fallito.

Aiutatemi, vi ringrazierò!
Indicatemi la via, la seguirò!
Decidete voi per me perché
me so rotto er cazzo!

Se la vita è un percorso
la mia è un vicolo cieco
un inutile discorso
in un deserto senza eco.

Ascoltatemi, io vi ascolterò

se non fossi un cagasotto
sparirei in un momento
con un solo grande botto
contro un muro di cemento

Aiutatemi, vi ringrazierò!
Indicatemi la via, la seguirò!
decidete voi per me perché
me so rotto er cazzo!

domenica 20 ottobre 2013

Insieme - 3 anni dopo

Ora siamo al:
"ma lo sai che i post per gli anni di vita insieme (insieme, insieme 366 giorni dopo, insieme 2 anni dopo) li stiamo scrivendo alternati? stavolta tocca a te."

spontaneità su Eri+gG!

ma ancora insieme...

venerdì 18 ottobre 2013

Sul fondo del cielo

Sul fondo del cielo (Kuuki no soko) è un manga di Osamu Tezuka del 1968.


E' una raccolta di 14 racconti brevi disegnati dal noto "dio dei manga" dove l'autore affronta temi più disparati, influenzati dal clima socio-politico di quegli anni: razzismo, disastro ambientale, spionaggio industriale, esilio, fazioni, incesto, leggende, fantascienza, vendetta, odio, morbosità.
Un'idea di cosa stiamo per andare a leggere la troviamo sulla 4a di copertina del volumetto italiano:
«Sul fondo di un vaso di pesci rossi si trova sempre acqua stagnante intorbidata da residui di cibo, escrementi, fanghiglia. Forse anche il nostro mondo turbina di delitti e tragedie perché si trova allo stesso modo sommerso sul fondo del cielo. Ma quale essere umano, nell’arco della vita, non ricerca la serenità dell’aria pura, anche solo per un istante?»

Queste le storie:
01 - L'uomo che fece visita a Joe
02 - Il bastardo e il dirupo
03 - Duello sulla Grand Mesa
04 - Capo Uroko
05 - La voce nella notte
06 - Lì c'era un buco
07 - Il camaleonte
08 - Sangue di gatto
09 - Com'era ignota la mia valle
10 - La donna alla finestra buia
11 - Catastrophe in the dark
12 - Telefonate
13 - Robanna
14 - Due persone sul fondo del cielo
 
Non esiste nessun racconto a lieto fine e il lettore ne è incoscientemente consapevole sin dall'inizio.
Eppure in ogni racconto l'autore mette chi legge nella posizione di sperare nella salvezza del protagonista.
Questo espediente è reso dall'abilità di Tezuka di rendere evidente la dualità dei personaggi, lo ying e yang in ognuno di noi. In loro possiamo trovare compassione, amore, onestà, correttezza, comprensione, ecc ma che però non li esimono dallo scontare il destino che si sono tracciati con le loro stesse mani, quando hanno scelto di vivere secondo il loro lato oscuro.
Pur essendo non puramente cattivi e dotati della giusta dose di ironia e simpatia per far colpo sul lettore, nella maggioranza dei casi non sono in grado di risolvere questa dualità, ma sono capaci di confrontarvisi come meglio possono, accettandone le conseguenze.

Le storie sono appena accennate, senza troppi approfondimenti. E' lo stesso Tezuka a strutturare quest'opera in tal modo:
Li ho disegnati tutti con grande entusiasmo, aguzzando l'ingegno, e ognuno ha elementi sufficienti per poter essere sviluppato in un racconto lungo.
(O. Tezuka, 1982)
L'obiettivo è comunque centrato: il lettore non può fare a meno di pensare e riflettere.

In un paio di racconti Tezuka inserisce se stesso come un personaggio "neutro", quasi un passante che assite agli eventi e, nella sua ricerca di ritrarne la vera natura, ne svela la cruda realtà al lettore.

Consigliato a tutti, perché riflettere non ha mai fatto male a nessuno.

mercoledì 16 ottobre 2013

Sketchy Ice Creams from Birdbox Studio

Geniale:


A sketchy look at family life: Daddy's on childcare duty while mummy gets the ice creams.

(il soundtrack mi fa piegare dal mal di pancia per le risate...)
^_^

martedì 15 ottobre 2013

Appendiaccappatoi!

La settimana prima di comprare l'expedit e il pax, in una spedizione perlustrativa da IKEA, abbiamo avuto il barlume di lucidità per ricordarci di comprare una cosa che da mesi ci scordavamo regolarmente: gli appendiaccappatoi!!!

Sarà che sono affarini piccoli e te li scordi, sarà che sono al piano di sotto e quando ci arrivo tutte le volte mi viene il mal di testa, sarà che per lenire il mal di testa penso sempre a quando appena usciti si va a saccheggiare il food shop di ikea, insomma, sarà questo e sarà quello, sempre scordati li abbiamo.


Ma quella fornunata volta invece no, ce li ricordiamo, ne prendiamo uno per il bagno verde e due per quello rosa, tutti della serie savern.

Non ci si mette veramente niente a fare un bucazzo sul muro e a trapanare. Peccato che non entri la vite media del pacco ikea perchè una scanalatura sporge troppo, ma ne ho ancora di piccole, e via!
lo scotch di carta sotto è na salvata!

avvitato al muro

e avvitata la parte con le corna

it works!
Soddisfatti!

lunedì 14 ottobre 2013

Il tango di Roxanne




Ps: la versione originale fu composta dal pianista e compositore argentino Mariano Mores nel 1957.
Potete ascoltarla qui.

venerdì 11 ottobre 2013

La principessa Zaffiro

La principessa Zaffiro è un manga di Osamu Tezuka del 1954.


Fu il primo shojo manga a venir realizzato in anime, nel 1967.

Trama (ma solo l'inizio, lo giuro).
Nel mondo degli dei si stanno assegnando i sessi ai futuri nascituri. Tra gli angioletti aiutanti ve n'è uno particolarmente vispo e discolo: Tink. Si avvicina ad uno dei bimbi in fila e gli fa ingerire il cuore blu, perchè convinto che diventerà un maschietto. Arrivato il turno di quest'ultimo, l'angelo capo gli fa ingerire a sua volta il cuore rosso perché sa che il bimbo è denstinato a nascere come una femminuccia. Scoperto il danno, l'angioletto Tink viene spedito sulla terra insieme a tutti i nascituri per rimediare al pasticcio commesso: dopo la nascita dovrà togliere il cuore da maschio.
Ma chi è questa bambina? Zaffiro è l'erede al trono di Silverland. Le leggi di questo paese sono molto vecchie e per questo la discendenza al trono è consentita solo per via maschile.
Per una errata interpretazione del dialetto del dottore di corte, si crede subito che il nascituro sia un maschietto. Il popolo già acclama "principe principe", il Granduca Duralmin (che aspira a mettere sul trono il suo tonto figliolo) vuol constatare di persona e il Re si trova costretto a non smentire l'equivoco. Zaffiro crescerà con una doppia educazione e la sua giornata sarà vissuta a metà, metà come principe e metà come principessa, tra ghirlande di fiori nel giardino reale e parate militari.
Lo scagnozzo e perfido consigliere del Granduca, tale Sir Nylon, è sempre alla ricerca di informazioni per smascherare il principe. Lo seguirà nella foresta dove avrà occasione di assistere al primo incontro tra Zaffiro e l'angioletto-senza-ali Tink. Questi si rivolge a Zaffiro chiamandola "principessa" e dicendo apertamente di sapere che è in realtà una donna. Il principe lo caccia via, ma ormai il sospetto di sir Nylon è quasi una certezza.


Apro una parentesi sulla lingua giapponese.
Nell'edizione che ho acquistato (La principessa Zaffiro, Osamu Tezuka, Hazard Edizioni, 2001) c'è una nota introduttiva molto esaustiva che ho intenzione di citare hereafter :
"La lingua giapponese [...] presenta differenti livelli di cortesia [...]. Non è quindi raro che due personaggi parlino ta di loro in modo colloquiale in privato e in modo più formale in pubblico [...]".
Inoltre, nella lingua giapponese "non esiste il genere, ma vi sono per contro un linguaggio maschile ed uno femminile. [...] Tezuka si serve molto bene di questa potenzialità della sua lingua che si adatta perfettamente al fulcro della storia, cioè la compresenza, in Zaffiro, di due nature, maschile e femminile, utilizzandola per celare la vera natura di Zaffiro in alcuni passi, e per renderla molto evidente in altri".

La compresenza della doppia natura è evidente anche fisicamente: in duello, Zaffiro è forte e agile come un uomo e si comporta come tale in tutto e per tutto, mentre in abiti femminili (e una parrucca dai colori soavi) è una ragazza dolce e graziosa, dai bei occhi limpidi e cristallini.

Le avventure e i personaggi che si incontrano nei 3 corposi volumi sono molteplici e variegate. Al punto che verso la fine mi domandavo se la storia avesse una conclusione o meno.
Rest assured: finisce, finisce.

Per quanto riguarda la trasposizione in anime, sappiate che per i miei gusti è un po' lento. Ma così tanto "po' lento" che non ce la posso fare a vedere tutti e 52 gli episodi, scusate.  ^_^
Magari un giorno, forse.
Forse.

giovedì 10 ottobre 2013

Stelio Malori

Disclaimer:
Attenzione, questo post è pensato prettamente per un pubblico femminile.
I soggetti facenti parte del gruppo sono avvisati e pertanto lamentele varie non verranno prese in considerazione.  ^_^
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Non è argomento che solitamente tratto, perché è quella parte femminile di me che raramente viene alla luce dopo il duro combattimento con la controparte ingegnera.
Ma a quanto pare mi sento più vicina al mio genere, eqquindi oggi parliamo di... scarpe!

Accadde un mesetto fa, passando casualmente davanti ad un negozio (noi si stava andando a mangiare all-you-can-eat a sfondamento) del quale non mi ero mai curata molto fino a quella sera.
Pensavo fosse un generico negozio di scarpe, e invece era il punto vendita di codesto Stelio Malori.
Insomma, passando mi blocco e torno indietro: sono stata colpita dal noto colpo di fulmine per un paio di scarpe!
Ci torno qualche giorno dopo, dopo averci pensato e ripensato (la faccio questa spesa? prendo il modello corto o lungo? mi convince quel tacco? ma poi, le metterò?), accompaganta da un più pratico gG (ti piacciono? allora comprale e basta).
Le provo, attimi di indecisione sul numero (meglio 38 o 39?), bancomat e via felice verso casa.

La scelta è caduta sullo stivaletto-tronchetto nero, tacco 10cm e la zeppa, in due rivestimenti (camoscio e pelle):

Il sito è questo, dove in collezione potete sbirciare i modelli invernali.
Oggi è il secondo giorno che le porto a lavoro, stanno benissimo sotto i jeans!

Il modello a stivale che ho scartato si chiama ILDA9 e non l'ho preso perché:
- la fascetta di pelle dietro che sale fino su non mi convinceva affatto: avrei avuto il coraggio di metterli con un'eventuale gonna?
- è mia intenzione metterli praticamente con i pantaloni a lavoro, quindi averli alti non sarebbe servito a molto.

Per le più precise che si preoccupano del camoscio sotto la pioggia di questi giorni: la mia eterna pigrizia con le calzature femminili mi ha portata alla soluzione pratica per la quale io esco da casa con le scarpe da ginnastica (che dal tram a lavoro c'è una bella e lunga passeggiata) e a lavoro cambio scarpe.
Non si bagnano mai, non mi stanco troppo i piedi e posso sempre fare la corsetta nel caso il tram stia arrivando alla fermata prima di me...   ^_^

mercoledì 9 ottobre 2013

martedì 8 ottobre 2013

Le chicche dello studio

il misogino-omofobo dello studio stamane, in risposta al collega che gli fa notare che, visto il tempo, forse stasera non si può andare a giocare a calcio:

"E perché?? Ho forse convocato delle femminucce?"


ma questo, a noi, chi ce l'ha mandato?

lunedì 7 ottobre 2013

Disastropane

Stasera tornato con eri da lavoro, alla porta non sentivo il consueto odore di pane di quando lascio la macchina del pane a lavoro.

Era un po' più tardi del solito, quindi entrando a casa pensavo l'odore fosse già svanito.

Entriamo, e gli interruttori della luce non funzionano. Apro l'armadietto del contatore, e però l'interruttore è su... grrr... luce sulle scale c'è, e quindi?

Quindi mi balza alla mente che magari è il salvavita, vado e... e infatti era saltato quello... perchè non se sa, forse un fulmine?

Vado tosto a vedere che ne sia del pane, apro la macchina e n'antro po' la pasta mi salta addosso, cresciuta moltissimo ma... non cotta per niente!

E allora... allora ci proviamo, accendo il forno, verso il tutto sulla carta forno (non si era appiccicata quasi per niente alla vaschetta, meglio), e via per una 50ina di minuti giuppersù di cottura...

Dalla foto non sembra troppo un disastro! ^_^
è scuro ma c'è farina di pane nero eh!

Motorhead - Heartbreaker

Rimettiamo le cose a posto!

Ho Hey




(Ho!) I've been trying to do it right
(Hey!) I've been living a lonely life
(Ho!) I've been sleeping here instead
(Hey!)I've been sleeping in my bed,
(Ho!) I've been sleeping in my bed (Hey!)

(Ho!)

(Ho!) So show me family
(Hey!) All the blood that I would bleed
(Ho!) I don't know where I belong
(Hey!) I don't know where I went wrong
(Ho!) But I can write a song (Hey!)

1,2,3 I belong with you, you belong with me you're my sweetheart
I belong with you, you belong with me you're my sweet (Ho!)

(hey!)
(ho!)
(hey!)

(ho!) I don't think you're right for him
(hey!) Look at what it might have been if you
(ho!) Took the bus to china town
(hey!) I've been standing on Canal
(ho!) And Bowery (hey!)
(ho!) And she'd be standing next to me (hey!)

1,2,3 I belong with you you belong with me you're my sweet heart
I belong with you, you belong with me you're my sweet heart

And love we need is now
Let's hope for some
Cause oh, we're bleeding out

I belong with you you belong with me you're my sweet heart
I belong with you you belong with me you're my sweet (Ho!)

(Hey!)
(Ho!)
(Hey!)

venerdì 4 ottobre 2013

Cortili del cuore

Cortili del cuore è un manga di Ai Yazawa del 1995.


Il titolo originale Gokinjo Monogatari significa "racconti del vicinato". Perché in Italia non ce la possiamo fare a tradurre un titolo in maniera decente ancora non mi è chiaro...
La storia ruota attorno a due protagonisti, la dolce ed esuberante Mikako e il suo amico di infanza Tsutomu, mentre frequentano una scuola professionale: lei per coronare il suo sogno di stilista e lui al corso di design.
Attorno a loro gravitano amici e parenti, il tutto tra situazioni scolastiche, lavorative e amorose.

Il manga è piacevole e affatto "assillante": c'è leggerezza nei temi trattati, ma non per questo non vengono affrontati seriamente. E' fresco, innocente e con quella giusta dose di "sogni" tipici per quell'età.
Se volete fare un tuffo nel passato, agli anni del liceo, alle aspettative di vita, ai sogni e desideri, ai primi amori e alle prime delusioni... beh, forse questo manga è quello che fa per voi.


E' stato tratto un anime in 50 episodi, in italia conosciuto come Curiosando nei cortili del cuore, e un "oav" di circa 30min, con un'inizio alternativo.
Non ho ancora avuto la possibilità di rivedere il cartone, ma nel frattempo, per chi je regge, ecco la sigla italiana, con una Cristina D'Avena in modalità rap:



giovedì 3 ottobre 2013

The Top 100 Artist

Avrei voluto postarlo all'epoca (fine luglio) quando capitò sotto i miei occhi, ma ero troppo presa da altro e l'ho dimenticato.
Oltretutto, la stampa della pagina web l'avevo salvata a lavoro, quindi a casa proprio non sarei riuscita a ricordarlo.
Rimedio ora, con l'orgoglio a mille dopo un colpo basso come questo  ^_^

(lo so, l'immagine fa schifo, ma si legge ugualmente, dai)

mercoledì 2 ottobre 2013

Mira... el Mira!

Al giorno d'oggi con tutti i cellulari quasi non ce ne sarebbe bisogno... epperò con la connessione internet a casa come non sfruttare il numero e la presa?
Quindi anche noi si è muniti di telefono. Si, il caro vecchio telefono, quello lì piazzato su un mobile in un angolo della casa, avete presente?
Quello che pochi usano, visto il grande successo di cellulari prima, smartphone e tablet poi.

E siccome a noi CI piace esserCI stravaganti a modo nostro, si era rimediato un bel telefono di quelli antichi (quand'ero bambina), di quelli pesanti (in bachelite), con la cornetta attaccata all'apparecchio e con la tastiera... no, niente tastiera: il disco coi numerelli sulla circonferenza. Questo, insomma:
Sistemata (adattata) la presa, il telefono funziona. E funziona eccome: dovreste sentire quando squilla! Sveglia l'intero condominio...
L'unica cosa che gG non ha ancora adattato (e spero lo farà) è il sistema per convertire il numero composto ad impulsi in uno a toni. Quindi, morale della favola: riceviamo ma non telefoniamo a nessuno.
Inoltre, il telefono fisso all'ingresso implica che bisogna stare lì. Ma proprio lì, in piedi, con cornetta alla mano, spalmata alla faccia. Io risolvevo tirando a me lo sgabellino (qui e qui).  ^_^

Quindi si è deciso di fare il grande passo: cercare un telefono cordless. Su internet ce n'è un'infinità e mi ero arenata per via dell'indecisione. Poi le scorse settimane, annoiandomi a casa, ho ripreso la ricerca e sono incappata in un modello niente male. Superato anche il giudizio di gG (e poi dicono a me che son di gusti difficili...), è stato comprato su amazon ed è arrivato la settimana scorsa.
All'inizio era stato messo in salone, dove effettivamente ci stava molto bene. La fregatura è che se stai dall'altra parte di casa, tempo che arrivi a rispondere al di là han rinunciato, sicuro.
Quindi mentre gG era alla notte dei ricercatori a Napoli, io scambiavo di posto i due apparecchi:
Soddisfatti dell'acquisto? Si, il telefono fa quello che deve fare (chiama e riceve) più altre cose (che potete leggere qui).
La suoneria praticamente non la sentiamo, perché l'altro urla per due.
In compenso, gG si è chiuso sul suono di due (DUE) note che fa quando riponi la cornetta alla base. Che guarda caso sembrano essere le stesse delle prime due note della sigla de "Il giro del mondo di Willy Fog".



E così capita che almeno una volta al giorno gG alza e abbassa la cornetta... e noi ci si ritrova a canticchiare questa sigla...  ^_^

martedì 1 ottobre 2013

Quando le pubblicità ti entrano in testa...

...e meno male che non guardo chissà quanta tv!
C'è questa pubblicità di una nota casa automobilistica della quale apprezzo la musica.
A sentirla tutta mi fa strano, non so se mi garba... però il ritornello me lo canticchio volentieri!



[Her:]
Alabama, Arkansas,
I do love my ma and pa,
Not the way that I do love you.
[Him:]
Holy, Moley, me, oh my,
You're the apple of my eye,
Girl I've never loved one like you.
[Her:]
Man oh man you're my best friend,
I scream it to the nothingness,
There ain't nothing that I need.
[Him:]
Well, hot and heavy, pumpkin pie,
Chocolate candy, Jesus Christ,
Ain't nothing please me more than you.
[Both:]
Ahh Home. Let me come home
Home is wherever I'm with you.
Ahh Home. Let me go ho-oh-ome.
Home is wherever I'm with you.

La, la, la, la, take me home.
Mother, I'm coming home.
[Him:]
I'll follow you into the park,
Through the jungle through the dark,
Girl I never loved one like you.
[Her:]
Moats and boats and waterfalls,
Alley-ways and pay phone calls,
I've been everywhere with you.
[Him:]
We laugh until we think well die,
Barefoot on a summer night
Nothin new is sweeter than with you
[Her:]
And in the streets you run afree,
Like it's only you and me,
Geeze, you're something to see.
[Both:]
Ahh Home. Let me go home.
Home is wherever I'm with you.
Ahh Home. Let me go ho-oh-ome.
Home is wherever I'm with you.

La, la, la, la, take me home.
Daddy, I'm coming home.

(Talking)
Him: Jade
Her: Alexander
Do you remember that day you fell outta my window?
I sure do, you came jumping out after me.
Well, you fell on the concrete, nearly broke your ass,
you were bleeding all over the place and I rushed you out to the hospital,
you remember that?
Yes I do.
Well there's something I never told you about that night.
What didn't you tell me?
While you were sitting in the backseat smoking a cigarette
you thought was gonna be your last, I was falling deep,
deeply in love with you, and I never told you til just now.

[Both:]
Ahh Home. Let me go home.
Home is wherever I'm with you.
Ahh Home. Let me go ho-oh-ome.
Home is where I'm alone with you.
[Him:]
Home. Let me come home.
Home is wherever I'm with you.
[Her:]
Ahh home. Yes I am ho-oh-ome.
Home is when I'm alone with you.

Alabama, Arkansas,
I do love my ma and pa...
Moats and boats and waterfalls,
Alley-ways and pay phone calls...
[Both:]
Ahh Home. Let me go home.
Home is wherever I'm with you.
Ahh Home. Let me go ho-oh-ome.
Home is where I'm alone with you...