venerdì 11 ottobre 2013

La principessa Zaffiro

La principessa Zaffiro è un manga di Osamu Tezuka del 1954.


Fu il primo shojo manga a venir realizzato in anime, nel 1967.

Trama (ma solo l'inizio, lo giuro).
Nel mondo degli dei si stanno assegnando i sessi ai futuri nascituri. Tra gli angioletti aiutanti ve n'è uno particolarmente vispo e discolo: Tink. Si avvicina ad uno dei bimbi in fila e gli fa ingerire il cuore blu, perchè convinto che diventerà un maschietto. Arrivato il turno di quest'ultimo, l'angelo capo gli fa ingerire a sua volta il cuore rosso perché sa che il bimbo è denstinato a nascere come una femminuccia. Scoperto il danno, l'angioletto Tink viene spedito sulla terra insieme a tutti i nascituri per rimediare al pasticcio commesso: dopo la nascita dovrà togliere il cuore da maschio.
Ma chi è questa bambina? Zaffiro è l'erede al trono di Silverland. Le leggi di questo paese sono molto vecchie e per questo la discendenza al trono è consentita solo per via maschile.
Per una errata interpretazione del dialetto del dottore di corte, si crede subito che il nascituro sia un maschietto. Il popolo già acclama "principe principe", il Granduca Duralmin (che aspira a mettere sul trono il suo tonto figliolo) vuol constatare di persona e il Re si trova costretto a non smentire l'equivoco. Zaffiro crescerà con una doppia educazione e la sua giornata sarà vissuta a metà, metà come principe e metà come principessa, tra ghirlande di fiori nel giardino reale e parate militari.
Lo scagnozzo e perfido consigliere del Granduca, tale Sir Nylon, è sempre alla ricerca di informazioni per smascherare il principe. Lo seguirà nella foresta dove avrà occasione di assistere al primo incontro tra Zaffiro e l'angioletto-senza-ali Tink. Questi si rivolge a Zaffiro chiamandola "principessa" e dicendo apertamente di sapere che è in realtà una donna. Il principe lo caccia via, ma ormai il sospetto di sir Nylon è quasi una certezza.


Apro una parentesi sulla lingua giapponese.
Nell'edizione che ho acquistato (La principessa Zaffiro, Osamu Tezuka, Hazard Edizioni, 2001) c'è una nota introduttiva molto esaustiva che ho intenzione di citare hereafter :
"La lingua giapponese [...] presenta differenti livelli di cortesia [...]. Non è quindi raro che due personaggi parlino ta di loro in modo colloquiale in privato e in modo più formale in pubblico [...]".
Inoltre, nella lingua giapponese "non esiste il genere, ma vi sono per contro un linguaggio maschile ed uno femminile. [...] Tezuka si serve molto bene di questa potenzialità della sua lingua che si adatta perfettamente al fulcro della storia, cioè la compresenza, in Zaffiro, di due nature, maschile e femminile, utilizzandola per celare la vera natura di Zaffiro in alcuni passi, e per renderla molto evidente in altri".

La compresenza della doppia natura è evidente anche fisicamente: in duello, Zaffiro è forte e agile come un uomo e si comporta come tale in tutto e per tutto, mentre in abiti femminili (e una parrucca dai colori soavi) è una ragazza dolce e graziosa, dai bei occhi limpidi e cristallini.

Le avventure e i personaggi che si incontrano nei 3 corposi volumi sono molteplici e variegate. Al punto che verso la fine mi domandavo se la storia avesse una conclusione o meno.
Rest assured: finisce, finisce.

Per quanto riguarda la trasposizione in anime, sappiate che per i miei gusti è un po' lento. Ma così tanto "po' lento" che non ce la posso fare a vedere tutti e 52 gli episodi, scusate.  ^_^
Magari un giorno, forse.
Forse.

Nessun commento:

Posta un commento