venerdì 29 novembre 2013

Bolle e navicelle

Bolle & Navicelle. La storia del topo Charlie è  un'opera di Renaud Dillies del 2009.


Le avventure del Topo Charlie o Le vicissitudini del roditore solitario si affacciano su un momento particolare della vita di Charlie. Nella sua vita indipendente di scrittore ha scelto la solitudine come compagna di viaggio, con tutti i pro che comporta: mangiare, dormire scrivere, ascoltare e fare musica quando vuole.
Eppure, anche se scelta consapevolmente, la vita da solitario può apparire meno affascinante col passare del tempo. Ed eccoli lì, piccoli eventi come i preparativi per un carnevale o l'incontro di un nuovo amico (il signor Solitudine) che entrano prepotentemente nella vita del nostro protagonista al punto da portarlo a riconsiderare alcune cose.
Dal giro su ruota panoramica a rappresentare il loop del blocco dello scrittore, ad un viaggio (immaginario?) tra le nuvole come un momento di fuga dalla realtà, dalla cena dai suoi come un ritorno alla vita da vivere con i suoi pro e contro, alla festa di carnevale dove lasciarsi andare a ritmo di musica.
Il momento poetico che ho apprezzato moltissimo è quando Charlie in un parco osserva delle bolle di sapone, ammettendo a se stesso:
"Si, è vero, ho paura di scrivere, di cedere alla vertigine delle mie sensazioni. Come se avessi timore di insozzare un tappeto bianco e immacolato con le mie scarpe tutte imbrattate di inettitudine..."

Riuscirà il topolino a sbloccarsi e a lasciarsi invadere dalle idee, sensazioni e sogni come quando era bambino?

Una storia con diversi momenti malinconici dovuti principalmente al tema della solitudine del protagonista, ma raccontati con poesia e dolcezza, quasi una canzone delicata che volteggia tra le pagine colorate di uno spaccato di vita che può rappresentare tranquillamente un momento vissuto da chiunque.

mercoledì 27 novembre 2013

Red velvet cupcakes

Non l'avevo mai mangiati, non mi er
ano ancora mai capitati.
Poi, inaspettatamente, ne mangiai uno a colazione in quel posto carinissimo a Lucca.
Amore al primo assaggio!
E quindi non poteva passare mica tanto tempo prima che non tentassi di replicare in una versione fai da te. ^_^

Per la ricetta ho scelto quella nel sito Dolci ricette, ma ce ne sono tantissime dalle quali potete attingere per poter realizzare codesta delizia.

Ingredienti cupcakes (quantità per 6)
1 uovo
60 g di burro a temperatura ambiente
70 g di zucchero
1 vasetto di yogurt bianco (125 ml)
1 cucchiaino di aceto bianco
150 g di farina 00
2 cucchiai di cacao amaro in polvere (circa 12 g)
1/2 cucchiaino di lievito per dolci (circa 8 g)
1 pizzico di sale
colorante per alimenti rosso quanto-basta

Sbattere l'uovo con il burro e lo zucchero. Aggiungere lo yogurt e l'aceto.

Unite a parte la farina, il cacao, il lievito e il pizzico di sale. Setacciandoli, uniteli al composto.
Aggiungete il colorante rosso in quantità tale da realizzare la gradazione desiderata.

Versate il composto nei 6 pirottini per circa i 2/3. Cuocendo, infatti, non deve crescere come un muffin normale.Infornate in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti. Lasciar raffreddare e decorare.

Ok, ma decorare con quale cremina? Ecco, questa è stata la parte più difficile e, nonostante abbiamo scelto la versione di Le Chicche di Chicca, siamo decisi a provarne altre, perché il risultato ci è sembrato troppo dolce per i nostri gusti, nonostante la piccola variante:

Ingredienti crema frosting (quantità per 12, quindi ricordate di dimezzare!!!)
300 g di zucchero a velo setacciato
50 g di burro morbido
240 g di formaggio tipo Philadelphia (3 confezioni da 80g)

Unire zucchero e burro e aggiungere poi il formaggio fresco realizzando una bella crema liscia.
Decorare i cupcakes.

Come sono?
Non raggiungeremo di certo i livelli da pasticceria, ma boni sò boni!

Se qualcuno ha suggerimenti per una crema frosting non troppo dolce non sia timido/a e si faccia avanti!


UPDATE del 31/12/2013
Ecco la versione più votata (e acclamata) per il frosting:

Ingredienti crema frosting (quantità per 6)
150 g di zucchero a velo setacciato
50 g di burro morbido
80 g di formaggio tipo Philadelphia (1 confezione)
60 ml di panna fresca

martedì 26 novembre 2013

The Waterboys - Il concerto

Giovedì scorso

I wish I was a fisherman
Tumblin' on the seas
Far away from dry land
And it's bitter memories
Casting out my sweet line
With abandonment and love
No ceiling bearin' down on me
'Cept the starry sky above
With light in my head
You in my arms
Woohoo!

I wish I was the brakeman
On a hurtlin' fevered train
Crashing a-headlong into the heartland
Like a cannon in the rain
With the beating of the sleepers
And the burnin' of the coal
Counting the towns flashing by
In a night that's full of soul
With light in my head
You in my arms
Woohoo!

Well I know I will be loosened
From bonds that hold me fast
That the chains all hung around me
Will fall away at last
And on that fine and fateful day
I will take me in my hands
I will ride on the train
I will be the fisherman
With light in my head
You in my arms
Woohoo!
Woohoo!

Light in my head
You in my arms
Light in my head
You in my arms
Light in my head
You in my arms
Light in my head
You in my arms
Woohoo!
Woohoo!

lunedì 25 novembre 2013

Lella

Versione de l'Orchestraccia che l'ha ricantata (2013):


Il testo da WikiTesti:
Te la ricordi Lella quella ricca
la moje de Proietti er cravattaro
quello che c’ha er negozio su ar Tritone
te la ricordi te l'ho fatta vede
quattr' anni fa e nun volevi crede
che 'nsieme a lei ce stavo proprio io.
Te lo ricordi poi ch'era sparita
e che la gente e che la polizia
s'era creduta ch'era annata via
co' uno co' più sordi der marito...

E te lo vojo di' che so' stato io...
so' quattr'anni che me tengo 'sto segreto
te lo vojo di' ma nun lo fa' sape
nun lo di' a nessuno tiettelo pe' te....

Je piaceva anna' ar mare quann'è inverno
fa' l'amore cor freddo che faceva
però le carze nun se le tojeva
A la fiumara 'ndo ce sta' er baretto
tra le reti e le barche abbandonate
cor cielo grigio a facce su da tetto
'na matina ch'era l'urtimo dell'anno
me dice co'la faccia indifferente:
me so' stufata nun ne famo gnente
e tireme su la lampo der vestito...

E te lo vojo di' ......

Tu nun ce crederai nun ciò più visto
l'ho presa ar collo e nun me so' fermato
che quann'è annata a tera senza fiato...
Ner cielo da 'no squarcio er sole è uscito
e io la sotterravo co' 'ste mano
attento a nun sporcamme sur vestito
. Me ne so' annato senza guarda' 'ndietro
nun ciò rimorsi e mo' ce torno pure
ma nun ce penso a chi ce sta la' sotto...
io ce ritorno solo a guarda' er mare...

E te lo vojo di' ......


Questa la versione dell'autore Edoardo De Angelis (1971):

Questa invece è quella di Elio e le storie tese (2011):

domenica 24 novembre 2013

Heaven for everyone


This could be heaven
This could be heaven
This could be heaven for everyone

In these days of cool reflection
You come to me and everything seems alright
In these days of cold affections
You sit by me and everything's fine

This could be heaven for everyone
This world could be fed, this world could be fun
This could be heaven for everyone
This world could be free, this world could be one

In this world of cool deception
Just your smile can smoth my ride
These troubled days of cruel rejection, hmm
You come to me, soothe my troubled mind

Yeah, this could be heaven for everyone
This world could be fed, this world could be fun
This should be love for everyone, yeah
This world should be free, this world could be one
We should bring love to our daughters and sons
Love, love, love, this could be heaven for everyone

You know that
This could be heaven for everyone
This could be heaven for everyone

Listen - what people do to other souls
They take their lives - destroy their goals
Their basic pride and dignity
Is stripped and torn and shown no pity
When this should be heaven for everyone

venerdì 22 novembre 2013

Dentro la setta

Dentro la setta è un fumetto di Pierre Henri e Louis Alloing del 2005.


Il fumetto inizia con un flashback di Marion, una giovane pubblicitaria.
In un particolare momento difficile, la protagonista sperimenta la fragilità dell'equilibrio della sua vita, perdendo la propria identità di fronte alle difficoltà quotidiane per cadere nel mondo delle sette.
L'ingresso alla setta avviene tramite una persona fidata, un amico, che le consentirà un primo approccio con Scientology.
Nonostante lo scetticismo, all'inizio sembra che la felicità tanto agognata sia pronta dietro l'angolo. Jogging, sauna, alimentaizone sana e sedute terapeutiche (dietro pagamento, ovviamente) sembrano sviluppare l'autostima necessaria. Però contemporaneamente la sua carriera lavorativa subisce un brusco arresto, il che porta Marion ad entrare sempre più in Scientology.
Le condizioni sono ora assai diverse: lavori manuali faticosi, alimentazione scarsa, ore di studio fino a tardi, isolamento dal resto del mondo, nessun particolare rapporto di amicizia consentito nel branco, il tutto in una perenne corsa che sfianca gli adepti e li tiene sul filo del rasoio proprio per impedire qualunque pensiero riflessivo diverso da quello della setta: l'unica verità è quella di Scientology, dove la felicità e la riuscita personale non possono essere svincolati da essa.

Marion inizia ad accusare stanchezza e ad intuire in essere potenzialmente depressa dopo un banale fatto nella sua città natale: un amico le dimostra empatia, dopo tanto tempo priva di affetto e tenerezza. Inizia così a porsi domande, a desiderare di cambiare vita e a voler andare via.
Si allontanerà dalla setta, ma come racconta lei stessa "Il fatto che io fossi uscita dalla setta non significava che la setta fosse uscita da me...".
Perdere un'adepto significa anche rischiare la diffusione di informazioni potenzialmente compromettenti. Scientology, come qualunque altra del resto, non si può permettere una cosa del genere e si trasforma nell'incubo di Marion. Telefonate, minacce, pedinamenti e furto portano Marion a denunciare la setta pur di riuscire a tornare ad una vita normale.
Una dura battaglia dall'esito amaro. Il diritto alla felicità contro chi si spaccia come salvatore salvo poi trasformarsi nel lupo cattivo che sfrutta le debolezze altrui per dominarli, dovrebbe avere sempre l'esito dei film, dove i buoni vincono sempre.
Nella realtà a volte vincono, spesso perdono e qualche volta non ci sono vincitori.

Un'organizzazione che manipola le persone, atrofizza il loro pensiero, neutralizza il libero arbitrio e sotterra la loro personalità (arricchendosi in tutto questo) è il mostro contro il quale Marion combatte, raccontatoci in maniera quasi ironica, con disegni semplici e fluidi che aiutano a realizzare un fumetto-documentario mai pesante, nonostante il fenomeno possa essere ritenuto una piaga del XX secolo.

In appendice il volume presenta due saggi di approfondimento molto interessanti:
- "E la setta vi accoglie sotto la sua ala..." a cura dell'UNAFDI con informazioni relative al sistema di reclutamento;
- "Scientology in Italia" di Simonetta Po.

giovedì 21 novembre 2013

mercoledì 20 novembre 2013

Hamburger buns (madre)

O anche ハンバガ ブン , o anche paninazzi da hamburgher, fate vobis, che non sono i bagels quando escono senza il buco, non bariamo.

Sono proprio i veri paninazzi quelli-che-se-te-li-scordi-un-attimo-fuori e si seccano un'anticchia più del dovuto te smollicano tutto er vicinato.

Dopo aver guardato un po' in giro (qui e qui e qui), ho composto la seguente dosatura (per 9-10 panini):
  • 320g di latte
  • 40g di burro
  • 15g di sale (me c'è un po' scappata la mano)
  • 20g di zucchero
  • 140g di lievito madre
  • 500g di farina, io ho usato metà 00 e metà farina integralona bona biologica 
  • sesamo q.b. 
Oggi facciamo la sfilata, ecco la sequenza di ingredienti:
320g di Latte
40g di burro
Latte e burro passano in microonde così poi ci sciolgo i seguenti (in modo che soprattutto gli eventuali grani di sale non ammazzino i poveri batteriucci del lievito):
15g di sale
20g di zucchero

E poi aggiungo il lievito madre - un po' più abbondante in peso rispetto alla ricetta ma è perchè l'ho tenuto un po' liquido e quindi penso sia meno sostanzioso (che è una buona scusa per non dire che m'è scappata la mano pure qua):
157g di lievito madre
Sciolto il lievito madre, via con le farine, penso si possa scegliere fra molte varietà, però il burro e il latte mi chiamano una bella dominante di farina bianca:
252g di farina integrale
228g di farina 00

Mischia che ti mischia, ecco il risultato della composizione finale:
mo lievito io altro chè

Questa bellezza la lascio in forno tiepido un 4 h, il tempo di rigonfiarsi. Una volta trascorso il tempo, riprendo l'impastone, e faccio delle palline da 110-120g.

Queste palline le piego come descritto qui con le pieghe del secondo tipo.

gira le palline!

In questo modo i mini impasti tenderanno a gonfiarsi verso l'alto. Metto i pezzetti nella teglia, lascio lievitare 10 minuti, e poi spennello con il latte e metto, su alcuni, i sesamini di cui sopra.

Dopo un'oretta, ecco come ritrovo i nostri eroi:
 cocice! cocice!

Via al forno, temperatura moderata, 180-190°, due teglie e quindi forno ventilato, per una 20ina di minuti.

Ahimè vengo distratto nelle fasi finali della cottura (fukin' stendino), e quindi la cottura va leggermente lunga, i panini sono un po' più bronzati del dovuto, ma non bruciati nè secchi, eviva!

venerdì 15 novembre 2013

Ernest & Rebecca

Ernest & Rebecca è un'opera scritta di Guillaume Bianco, disegnata da Antonello Dalena e colorata da Cecilia Giumento, pubblicata dal 2008.


"Mi chiamo Rebecca. Ho sei anni e mezzo e sono spesso malata. In più il mio papà e la mia mamma si vogliono separare, e questo mi rende triste. Fortunatamente, Ernest è con me, e mi tira su di morale. Ernest è un super microbo ed è il mio migliore amico del cuore! L'ho catturato un giorno di pioggia durante la caccia alla rana. Ci divertiamo moltissimo, insieme..."
Questo è ciò che si legge sulla quarta di copertina del primo volume edito dalla ReNoir.

Nel periodo forse più difficile della sua infanzia, Rebecca incontra un amico che l'aiuterà a districarsi tra la malattia, una sorella in piena crisi adolescenziale che non le dedica molto tempo e soprattutto le perenni liti tra i genitori.
La "piccola pulce", piena di energia ed esuberanza tipica di quell'età, è una normale bambina che fa sempre di testa sua e che, in un momento di incertezza degli affetti familiari, è in grado di ricrearsi un equilibrio nuovo, su sua misura.
Ma è anche capace di fare nuove amicizie e di crescere quel tanto che serve per poter affrontare la nuova realtà.

La narrazione è costellata di momenti avvincenti, spensierati, comici, teneri, toccanti e riflessivi, resi ancora più evidenti dall'effetto cartoonesco che Dalena sfrutta per deformare i tratti reali a vantaggio di quelli caratteriali ed emotivi.
A rendere ancor più poetica l'opera i colori delicati e azzeccatissimi della colorista.


Consigliatissimo perché la lettura è gradevole e le tavole sono un piacere sul quale soffermarsi volentieri.

giovedì 14 novembre 2013

Lucca C&G, epilogo

Per concludere, eccovi una serie di video

The flying map


Le mostre


Highligths del 1° giorno

Highligths del 2° giorno

Highligths del 3° giorno

Highligths del 4° giorno

Nightlights



Ma c'è tanto altro ancora... andate al canale youtube ufficiale di Lucca Comics & Games! ^_^

mercoledì 13 novembre 2013

Lucca C&G, gli acquisti

Alla fine della fiera (oh, letterale!), ecco quel che abbiamo comprato:
  • Nodame Illustration - Tomoko Ninomiya - (è in japponese...)
  • Tratti d'autore - Vittorio Giardino - Edizioni Di
  • Tales of Sand - J.Henson, J.Juhl & R.K.Pérez - Panini 9L
  • Astarte - Andrea Pazienza - Fandango Libri
  • Bolle & navicelle - Renaud Dillies - Panini 9L
  • Una bomber - I.Mavric & P.Cossi - Becco Giallo
  • Uno in diviso - A.Barone & F.Dori - Tunué
  • Cronache Birmane - Gui Delisle - Rizzoli-Lizard
  • Diario di un cattivo papà - Gui Delisle - Rizzoli-Lizard
  • 9/11 - S.Jacobson & E.Colon - Alet Edizioni
  • La saponificatrice - Erika De Pieri - Becco Giallo
  • Splatter (n.1) - AA. VV. - ESH
  • Materia oscura - David Lloyd - NPE
  • Fantazoo, Più Alvaro che mai - T.Wilms & W.Raymakers - ReNoir
  • Ernest & Rebecca - G.Bianco & A.Dalena - ReNoir
  • I custodi del sangue (n.1) - D.Convard, D.Falque, A.Jullard, P.Jusseaume & Paul - 001 Edizioni
  • Comics for Engineers - P.Valietti, S.Ponchione & p.Ubiali - ABB
  • Comics & Science - L.Ortolani & C.Villani - Edizioni CNR
  • Mazinger Z (n.1-2) - Go Nagai - J-Pop
  • Jeeg (n.1-2) - Go Nagai - J-Pop
Con annessa questa bella robina:
  • Bustone Ratolik
  • Busta Splatter (con maglietta, stickers, cartolina, carta della morte, calendario)
  • Tavola Freddie Krueger
  • 2 cover di Splatter disegnate e autografate lì per lì
  • 2 maschere (Mazinger Z e Jeeg)
  • Magnetino Ernest & Rebecca
  • Arrietty - Studio Ghibli
...mo avoja a legge!!!!
fine!

ps: nella foto c'è un intruso...

martedì 12 novembre 2013

Lucca C&G, secondo giorno (bisse)

...la destinazione (che è dove ci eravamo lasciati nel post precedente) è quella che ci siamo persi il primo giorno a pomeriggio, cioè la delorean!!!
anche se una semplice delorean, fa sempre il suo effetto
La gioia per la delorean riesce a superare anche le condizioni meteo avverse, coperti e imbacuccati (ma felici dopo essersi sdrufati due bei muffin cioccolato fuori cioccolato intorno e cioccolato dentro), facciamo addirittura la foto:
la delorean, maniaca di protagonismo, si mette a fuoco

Accanto alla delorean c'è un altro esemplare che non serve descrivere:
vùm vùm

e ancora più in là, sotto la pioggia e dentro alla fanga che tanto è abituata, un Generale Lee!

Dopo questa edificante esperienza, puntiamo il nostro timone diritto verso lo stand panini, con come obiettivo l'acquisto di ratolìk e l'accatto della bustazza di plastica con su ratolìk che tanto ci piace.

gente, gente, gente, gente dappertutto, ma arriviamo alla piazza (che era san martino, credo, ho una gran confusione). Facciamo per entrare nello stand, ma, no, si entra dillà. Andiamo dillà e... fila! Ma no, ancora fila? sì... ci mettiamo in fila diligenti, e, per fortuna, in una manciata di minuti siamo dentro.

Il gradiente di densità del gruppo di stand aumenta esponenzialmente man mano che si va verso la parte della panini (oasi di pace la dc, vabbeh), riusciamo ad affacciarci, e chiediamo avidi il ratolìk (vi ricordo che siamo a sabato con un altro giorno ancora di fiera). Risposta?

Esaurito, 5 minuti fa.

D'oh!! Prendiamo un paio di volumi, fra cui uno che ci attirava disegnato da Perez, ci accattiamo la busta che era per acquisti superiori a 20€, e la ragazza che ce li vende fa: "oh c'è perez là che fa le dediche, andateci che vale la pena".

E noi andiamo! Eri và, nella folla più fitta, io rimango un attimo indietro e raccolgo gli altri.

In quel momento ci raggiunge l'orizzonte degli eventi.

I successivi 20 minuti non mi bastano per compiere quei 15 metri lineari che al cambio in capocce facevano almeno 70 (sempre lineari eh), ci saranno state 400 persone affollate in uno spazio che neanche per andare a Lampedusa quando il mare è calmo...

Mi risolvo per aspettare Eri fuori, dopo un paio di scrosci pesanti di pioggia che mi evito.

La storia dal lato di Eri, come spiegata anche qui, è che lei è arrivata in pochi attimi davanti al Perez, gente sì ma non da morirci, Perez che era circondato dai paguri da un lato, e dall'Ortolani dall'altro. Perez che era lì che disegnava. Ed Eri davanti. Poi ad un certo punto Perez prende e se ne va, stava disegnando, come dicono quelli che ne sanno, per cazzi sua!

Ma torna? Eh torna, torna. Sìsì, torna come no! Intanto la gente aumenta, arriva Inio Asano e giù gente, sta di fatto che... che buttano tutti fuori, e vanno per estrazioni. Ho assistito a quella per Hanazawa, di 400 bigliettini, ne estraevano 50 di cui solo i primi 10 avrebbero avuto un disegno, gli altri firma... esagerati!

Sconfitti un po' delusi (capita anche di questo), non abbiamo che da dirigerci, un po' in anticipo, verso il nostro prossimo obiettivo: lo showcase di Terry Moore!

Arriviamo prima, ci sediamo, ahh, riposo. Ci godiamo varie presentazioncine correlate a Lucca Comics&Science, fra cui quella del seguente fumettino:
http://new.abb.com/it/emax2/extra/storia/fumetto

E poi arriva il Moore, con la scandalosa intervistatrice che ho avuto modo di accennarvi i post precedenti: eccoli entrambi:

Per fortuna che il ragazzo della Bao che fa da traduttore è anche appassionato e competente e fa un paio di domandine pertinenti, che insieme ai siparietti (non traduceva soltanto, faceva proprio l'interpretazione anche con i gesti), hanno dato una marcia in più all'oretta.

È lo showcase, Terry intanto disegna.
rachel rising disegnata in diretta
Nella chiacchierata Terry ci annuncia che Echo è solo l'antefatto e ci saranno ampi seguiti, che sta pensando a un libro per continuare Strangers in Paradise, la trama non sarebbe mai adattabile a un fumetto USA. Su questo è molto accorato, cioè sul fatto che, in USA, potrebbe semplicemente vendere a un bambino un fumetto in cui sbudella in maniera esplicita un bambino, ma che se disegna anche solo un seno scoperto apriti cielo.

Interagisco una prima volta quando il Terry, parlando di musica, del fatto che gli piace musica molto metallona, chiede "chi conosce i The Gathering?" E io alzo la mano felice. Da taglio il fatto che poi spiega come, da quando gli hanno detto che nonono, non è metal quello, è Goth metal, lui li associa automaticamente ai bimbi Goth di South Park!

Altro aneddoto divertente è quello sulla origine del personaggio di Rachel Rising, che risale a quando per un certo periodo ha lavorato su Batman, personaggio che, però, (really, really, really, really, really) odia. E pensando al fatto che Batman da molto non ha una controparte femminile (se si esclude Robin, ipse dixit), aveva pensato a questa Dead Girl.

La prima sera che si conoscono, DG e Batman fanno a botte, lei lo suona, ma poi c'è un incidente (tipo cade da un tetto), e muore. Ospedale, obitorio, lacrime, via.

La sera dopo però, batman la reincontra; lei finisce sotto un bus, ospedale, obitorio, lacrime.

e così via. Una Kenny femminile in salsa DC. Grasse risate.

Il terzo schizzo, che, OVVIAMENTE, non mi ritrovo in foto, è un autoritratto del Terry medesimo che, con una lattina in mano, dice qualcosa del tipo "it's warm". Allora, nel momento in cui si possono fare le domande, non riesco a trattenermi, prendo il microfono e chiedo: non è che la cocacola (che ha davanti) è calda? E giù discussione teleologica sul fatto che ste cavolo di lattine sò fatte male, non ci si può mettere il ghiaccio dentro, e quindi sempre calda è!

Un personaggio insomma.
mi complimento devoto
Ritemprati dalla sosta seduti, torniamo in giro per Lucca con un obiettivo ben preciso: andarsi a sede al tavolo prenotato con largo anticipo da Nonna Clara, dove, ahimè, avean finito i tordelli! Maremma buhaiola, io punto un baccalà che si rivela una squisitezza, non prima di aver trangugiato un piatto formato famiglia di panzerotti stracchino e presciutto.

Che ok che siamo qui per i fumetti, ma magnà ce piace comunque!!

Torniamo al casale senza troppi problemi (anche gli altri, solo una telefonata di indicazioni a strada quasi finita), e buonanotte.

Il giorno dopo, sveglia di buon mattino, colazione da canepino, autostrada senza sbavature e in tre ore e poco più torniamo in zona casa.

Sembra finita, e invece chiudo ancora con
つづく

lunedì 11 novembre 2013

Maserati - Full Performance


00:00 - Oaxaca
07:29 - They'll Suffer No More From Hunger
12:52 - We've Got The System To Fight The System
16:37 - Monoliths

venerdì 8 novembre 2013

Lucca C&G, secondo giorno

L'alba di un nuovo giorno ci trova scrocchiarelli, con i muscoli ancora un po' incriccati dalle fatiche del giorno prima.

Fuori la giornata è nuvolosa, e in più al casale non passano la colazione. Siamo allora d'accordo per partire di buon'ora e andare all'osteria da canepino per fare colazione.

E, orpo, l'osteria esta cerrada!

Tanto meglio, delusi, affamati, ma ottimisti, ci apprestiamo a prendere Viale Europa, girare per Via di Brennero, tirar dritto e vedere di trovare parcheggio; stamattina non arriviamo in orario di movimento, la gente starà tutta arrivando!, penso timoroso. Ma, sarà che è prestino, parcheggiamo subito, e anzi, ci fermiamo sin troppo presto, davanti, scopriremo poi, ci sono molti altri posti vuoti.

Ma, ancora adesso, vi so dire anche il civico davanti alla quale è stata messa la macchina: Via Borgo Giannotti, 391. Come me lo ricordo?

Perchè a quel civico c'è proprio quel che ci serve, un posto che ci permette di:
  1. far colazione
  2. spicciare i soldi per il parcheggio
  3. mangiare un cornetto e un cupcake red velvet che mai nella vita così buoni!!!!
grazie Angolo Dolce di Sandra!

Spicciati i soldi, caliamo a Lucca, dove in pochi secondi abbiamo il nostro braccialetto per la giornata, e iniziamo a girare per gli stand ancora semivuoti.
un Portuguese D. Ace a grandezza reale!
Gira di qui, affacciati di lì...

Atterriamo di nuovo allo stand Splatter, e ora, grazie alle provvide foto uffiziali, direttamente dal feed google+, posso mostrarvelo, in tutta la sua funzionalità!
Paolo Di Orazio a sx, il fu-Master a dx
Mi sembra il momento giusto per mostrarvi le nostre acquisizioni in termini di tavole e disegnucci fatti là per là, di carattere Splatteriano:
stampa numerata della copertina del primo splatter
specifico che questa è la sera del venerdì, si vede che sono provato dal viaggio eh?!


La maglietta a cui si fa riferimento è quella di splatter, che ho avuto con il pacchetto la sera del primo giorno e che ho sfoggiato il secondo.

Nel tour de force dello Stand Napoleone mi accatto Misterius (la copia per Rick in effetti), e ci prenotiamo per un paio di firmette che poi vi dico nel prox post. Verso mezzogiorno ci rechiamo al palazzo della cancelleria per l'evento principe per il quale siamo venuti a Lucca: il Lucca Comics&Science!

Protagonista dell'evento è il Venerabile Ortolani, ma insomma, anche "noi" facciamo bella figura...

il sommo vate stava un po' rovinato, qui in una revisione espressa del dotto lacrimale
Evento carino, movimentato e molto affollato, tra parentesi il povero cristo responsabile della conta delle vacche in fila per l'evento era lo stesso che il giorno prima faceva la conta dei cervelli per l'evento degli zombi... abbiamo provato a consolarlo un po' ma temo che fosse al di là di qualsiasi conforto...
un epico momento della interrogazione agli "scienziati"

Usciti dalla sala, cacciati anzi perchè l'evento è andato lungo, troviamo la situazione ambientale esterna ben poco favorevole, diluvia!! Ne approfittiamo allora per visitare le mostre (a distanza di porticato), di cui queste sono alcune immagini:
il costume della "mascott-gnocch'" di quest'anno
C'è una mostra di tavole originali di Guy Delisle:
la sbianchettata per rendere panoramica la vignetta me fa morì
Una mostra di grafica/disegni digitali:
"oddio oddio famme na foto ar draghetto"
E, anticipazione del pomeriggio (e del prox. post), una mostra di tavole originali di Terry Moore:

La temperatura e il grado di umidità sono però ben poco confortevoli, per cui dopo poco ci appuntiamo con gli altri al pomeriggio e scappiamo via per le strade lucchesi, non più piovose, per andare a un'altra tappa che ci eravamo prefissati: il Japan Palace!!

Fatta mezza Lucca in lunghezza, comprata baguettina (onesta) e muffin (spettaholare) di conforto, arriviamo in loco e...

disperaciòn!
se regalavano soldi c'era meno fila
Davanti ci saranno dalle 3 alle 5 mila persone in fila! Ma che siamo pazzi? Rischiamo di rimanerci tutto il pomeriggio... e quindi passiamo oltre, ci facciamo sgranocchiando il giro delle mura.

Destinazione? Ma dritti dritti fino al prossimo post, no?
つづく