venerdì 6 dicembre 2013

Tale of Sand

Jim Henson's Tale of Sand è un'opera basata sulla sceneggiatura di Jim Henson e Jerry Juhl, scritta tra il 1967 e 1974, e disegnata da Ramón K. Pérez nel 2011.


Nata come sceneggiatura per un lungometraggio, non ha trovato in tutti questi anni chi fosse pronto ad accettare la scommessa di realizzare un progetto cinematografico di tale portata.

La nota introduttiva della sceneggiatura originale recita:
TALE OF SAND è un dramma comico surreale. Gran parte della pellicola verrà girata in location dal vivo nel deserto del Sudovest degli Stati Uniti.
Ci sono molte sequenze in cui i vasti territori desertici vengono contrapposti a situazioni incongrue con l'ambientazione. Lo stile della fotografia è a tratti spaventosamente realistico.
Ci sono pochissimi dialoghi e gli effetti sonori sono tutti leggermente esagerati, come accade nel deserto.
Diversi anni dopo la Jim Henson Company ritrova nei propri archivi questa story-line bizzarra e decide di realizzarne una versione fumettistica insieme all'Archaica Entertainment:
La metamorfosi della sceneggiatura in graphic novel va considerata un tributo innovativo ed azzeccato a Jim Henson e Jerry Juhl e al loro fortunato sodalizio artistico. (Karen Falk, Direttore degli Archivi e storica della Jim Henson Company)
Sotto la mano esperta di Pérez, Tale of Sand prende finalmente vita:
Ramón ha immediatamente compreso ogni sfumatura e ogni livello significante della sceneggiatura, riversando in questo progetto non solo il suo incredibile dono di narratore ma anche il suo infinito talento di illustratore. Nelle mani di Ramón ogni personaggio si fa vivo e vibrante, ogni paesaggio possiede tutta le bellezza e il mistero del deserto. E, soprattutto, la sua comprensione dei tempo comici e la limpidezza della sua narrazione rendono la storia di mio padre, dalla forte componente visiva, così facile da leggere e seguire. (Lisa Henson, Chief executive officer della Jim Henson Company)
Il protagonista "It is Mac, a muscular, stocky man in his late forties or early fifthies thirties" che si ritrova in una cittadina in pieni festeggiamenti. Lo sceriffo del luogo gli dà una mappa, un paio di consigli e gli concede "dieci minuti buoni di vantaggio".
Da lì è un susseguirsi di situazioni e contesti disparati che lascia il lettore/spettatore perplesso e sconcertato. Una sovrapposizione tra realtà e sogno che ci costringe a proporre una nostra personale soluzione-idea-giustificazione a ciò che stiamo assistendo. Un surrealismo alla David Lynch raccontato attraverso location e scenari improbabili per un deserto. Follie e situazioni sempre più stravaganti ad un ritmo minaccioso molto veloce, quasi frenetico, al punto che non concede respiro tanto al protagonista (spesso in corsa) quanto al lettore.
La velocità è resa graficamente dal sapiente utilizzo di scene orizzontali lunghe, spesso su doppia pagina, o da piccoli riquadri come flash consecutivi dello scorrere di una pellicola. Il cambio di scene e ambientazioni avviene in contemporanea al cambio dei colori, mentre la sovrapposizione tra sogno e realtà sembra essere suggerita dal diverso utilizzo di tecniche di grafica e colore: china, colori netti, colori sfumati, monocromie, acquerelli...

Consigliato perché le risposte alle domande che inesorabilmente ci poniamo nella lettura ci trascinano verso una soluzione finale decisamente imprevedibile, accompagnando la suspance con momenti ironici, quasi comici, che ben si adattano all'intera trama irreale.

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