venerdì 10 gennaio 2014

Il burattinaio delle Alpi

Il burattinaio delle Alpi è un'opera di Paolo Cossi del 2013.


Questa iniziativa editoriale voluta da E.CH.I. (Etnografie italo-svizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale) vuole portare alla conoscenza e diffusione del patrimonio culturale alpino alle nuove generazioni, troppo spesso inconsapevoli della bellezza, varietà e complessità delle tradizioni.

La distribuzione e diffusione del volume, edito dalla Hazard Edizioni, è difatti interamente gratuita: potete leggerlo andando al link del fumetto, dove troverete (poco sopra al book-trailer) la possibilità di leggerlo come pdf o epub.

L'articolo "Certe valli" di Andrea Gobetti con un incipit molto interessante
Un tempo, quando i bambini facevano domande, i genitori, anziché dire: "Guarda su Internet", provavano a rispondere.
apre la strada alla morbida mano di Paolo Cossi, al suo tratto sinuoso, dolce, delicato, a volte fiabesco, altre più dettagliato, quasi realistico.

Lucia è la protagonista. Vive in una grande metropoli e non sembra trovare un posto per se stessa in questa vita frenetica, sin troppo troppo monotona e poco profonda.
Fortuna vuole che una vacanza inaspettata la condurrà a nuove amicizie, a scoprire nuovi mondi, altre vite e punti di vista, ma soprattutto che si può vivere una "propria storia".
Riuscirà a prendere in mano la sua vita e a trovare un posto per lei in questo mondo, per esprimere se stessa come meglio crede e non come vorrebbero gli altri?

La storia è molto carina, a tratti anche commuovente (magari sono io la piagnona, eh).
E' un fumetto che rileggo volentieri. Una fiaba nella fiaba. Ma anche un suggerimento molto attuale per riconsiderare certi aspetti della vita odierna, così veloce che quasi si fa fatica a starle dietro.
Ad una seconda rilettura forse avrei preferito che il tratto delle prime tavole fosse più, come dire... freddo, più duro, spigoloso e scomodo per rappresentare meglio la condizione soffocante della protagonista.
Ho l'impressione che le tavole originali fossero colorate, che quello che mi manchi ad un rapido sguardo stia proprio lì, nascosto nella monocromia in scala di grigi della stampa.
A rileggerlo ancora oso assegnare a mio gusto i colori alle vignette, man mano che vado avanti. Anche questo è un altro modo di leggere la storia di Lucia.

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