lunedì 24 febbraio 2014

Skunk Anansie - I believed in you


I'd like to invite you
To this pretty little thing
Where the fruits of your labors
Are eaten by the queen
Yeah I'd like to bequest you
A seat with greedy boys
But I'm sorry,
I'ma stop you, at the door

I believed in you
Well, I was wrong
I believed you'd make me better
I was wrong
I believed you'd shine your light and save my world
Like Superman or God
I believed in you
Well, I was wrong

Will you do me the favor?
Go slit your skinny throat
Let your blood flow freely
So all your boys can choke
As I rise to defeat you
On revolution role
Where your rules and your failures
Will show

I believed in you
Well, I was wrong
I believed you'd make me better
I was wrong
I believed you'd shine your light and save my soul
Like Superman or God
I believed in you
Well, I was wrong

Oh I hope, when you're sleeping
Your guns are close at hand
Who knows who's cheating
To steal your contraband
That you gained in abundance
From cattle living poor
One day the would take it, no more

I believed in you
Well, I was wrong
I believed you'd make me better
I was wrong
I believed you'd shine your light and save my soul
Like Lucifer or God
I believed in you
Well, I was wrong

I believed in you
Well, I was wrong
I believed you'd make me better
I was wrong
I believed you'd shine your light and save my soul
Like Superman or God
I believed in you
Well, I was wrong

venerdì 21 febbraio 2014

Cime tempestose

Cime tempestose è un manga di Hiromi Iwashita del 2009


Basato sull'omonimo romanzo di Emily Brontë, ne riassume la storia in ordine cronologico, invece della struttura complessa impostata dalla scrittrice.

La storia gira attorno al trovatello Heathcliff, al suo amore per la bella Catherine, e di come questa passione, intrisa di odio, gelosie e vendetta, alla fine distrugga i protagonisti.

Per chi ha letto il romanzo sa che non è un libro facile.
Il protagonista maschile subisce umiliazioni e angherie gratuite di ogni genere, cosa che lo porta a desiderare la vendetta come unico scopo nella sua vita. Un vortice (tempesta?) di sentimenti che albergano violentemente in questo uomo rude e, a suo modo, passionale, e ne guidano le azioni.
La protagonista femminile dura il tempo del racconto (nel romanzo molto meno). Anche lei, fortemente legata a lui, ma uccisa da quell'amore troppo violento e "impossibile".
E la seconda generazione, quasi a ricalcare le orme della precedente, ma in grado anche di realizzare ciò che prima non è stato possibile. Una sorta di redenzione del sentimento puro.

Consigliato?
Oddio, il tratto non mi dispiace affatto, anche se certi sorrisi di Heathcliff sono troppo simili a quelli del Joker. Io avrei evitato tale deformazione... non è credibile, suvvia.

Per la storia, dipende da quanto vi è piaciuto il romanzo, da quanto lo considerate uno degli "immortali classici del romanticismo della letteratura inglese"...
Comprai il manga prima del romanzo. E prima di conoscerlo "per immagini", lo lessi per correttezza.
A me non piace, perché io il romanticismo, sinceramente, proprio non riesco a leggerlo in tutta quella follia. Perché è ossessione, non più amore. Perché è da pazzi e nelle azioni violente e insensate di Heathcliff non scorgo affatto quella passione travolgente che guida il suo senno.
L'amore, quello vero, solo alla fine si palesa. Ma non nei protagonisti principali.

E quindi? E quindi, niente, non lo riesco ad apprezzare.

venerdì 14 febbraio 2014

Jeeg robot d'acciaio

Jeeg robot d'acciaio è un famosissimo anime ideato da Go Nagai del 1975.
Il manga in due volumi è opera di Go Nagai (storia) e Tatsuya Yasuda (disegni).


Nel Giappone degli anni '70, dopo millenni, si è finalmente risvegliata la regina Himika, sovrana dell’impero Jamatai. L'obiettivo sopito per tutto quel tempo è quello di conquistare il mondo Giappone (solo?).
I generali di Himika uccidono il primo dei due archeologi che hanno scoperto la campana di bronzo, prova dell’esistenza dell’impero, mentre il professor Shiba viene ferito gravemente e il figlio Hiroshi ridotto in fin di vita.
Prima di morire, il professor Shiba riesce a donare al figlio ormai spacciato un corpo d’acciaio e la facoltà di trasformarsi nell’invincibile Jeeg. Uno volta ripresi i sensi, Hiroshi decide di combattere l’impero Jamatai, grazie anche all’aiuto della bella Miwa (pilota del Big Shooter, una navicella che spara gli altri componenti di Jeeg, cioè tutto il corpo) e, udite udite, quel mascellone del padre! (la cui coscienza-memoria-anima-pensiero è racchiusa in un mega computer).
Comincia così la dura lotta tra i generali sfigati della regina Himika e il genere umano rappresentato dal coraggioso Jeeg, il robot col perenne senso della fame [quel buco sullo stomaco che serve a lanciare lo "spin storm" (raggio protonico) non me la racconta giusta!].

Nonostante la trama sia la medesima, ci sono (come sempre) alcune differenze tra anime e manga:
- Hiroshi viene qui presentato come un vero e proprio androide, creato dal padre per affrontare la minaccia incombente, mentre nella serie tv appariva come un ragazzo invincibile ma con un corpo umano (anche se poi in realtà lo smanettamento al suo corpo c'è stato molto tempo prima!)
- la storia di Flora, la bellissima nemica di Hiroshi, viene qui omessa
- la fine è completamente diversa: mentre nell'anime abbiamo una conclusione, nel manga essa viene... rimandata!

Per chi volesse un ripassino, il sito del Dr. Manhattan non delude:
- primo episodio dell'anime
- ultimo episodio dell'anime
- i mostri Haniwa
Enjoy


Generalmente preferisco di gran lunga i manga dai quali viene tratta la serie, ma in questo caso ci troviamo con un'anime decisamente più completo della versione cartacea, anche se trovo più ragionate e funzionali alcune soluzioni di sceneggiatura di quest'ultima.

Consigliato?
Si, perché a Jeeg non si rifiuta niente, anche se in soli due volumetti la ripetizione ad infinitum dello schema tipico dell'episodio poteva essere evitato. Un pochino, eh...
^_^

giovedì 13 febbraio 2014

martedì 11 febbraio 2014

Fagottini cinesi (madre)

http://www.amazon.it/Macchina-del-pane-Jennie-Shapter/dp/8895870352/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1391874702&sr=1-1&keywords=macchina+del+pane
Per natale, Berry ci ha regalato (grazie Berry!) il sulinkato libro con tante tante ricette convincenti per la macchina del pane (MdP).

Sfoglia che ti sfoglia, mi sono fermato su una ricettina che mi sembrava tanto gustosa quanto semplice... che voi sapete già qual è se leggete il titolo del post.

Ecco le dosi (raddoppiate) che ho usato, nell'ordine di inserimento per l'impasto della MdP:
  • 230 ml di latte 
  • 120g di pasta madre 
  • 400 g di farina bianca
  • 1/2 cucchiaino di sale 
  • 1/2 cucchiaino di zucchero 
  • 30g di burro

A volerli fare con il lievito di birra, aggiungere più o meno 80g di farina e 40g di latte, e, a quel punto, due cucchiaini di lievito di birra.
lievito madrefarina (sopra al latte)
Le dosi così fatte (e il lievito madre che tengo un bel po' umido) fanno sì che l'impasto, durante i "giramenti di paletta", mi sia sembrato un po' troppo morbido. Quindi ci ho aggiunto, a occhio, una 10g di farina ancora.

Mentre la macchina rumina, taglio due petti di pollo a pezzetti, e li metto a macerare in un po' di salsa di soia. Dopo una mezzoretta di macerata, li salto un po' in padella tanto pe daje na cotta, e me li tengo lì da parte.

Ecco l'impasto dopo il programma da 1:30.

Divido in 4 parti, e con due di esse faccio, a 3 a 3, sei dischi. A leggere la ricetta di dischi se ne riesce a fare 8, ma... mi sembra poca pasta, ecco...

Prendo quindi il pollo e ne metto un po' al centro dei dischi.

Spennello il bordo con un mischio di tuorlo d'uovo e acqua, li sigillo e li metto, a capasotto, sulla carta da forno.

Li metto in forno appena tiepido per un'oretta, spennellati di acqua che mi parevano un po' troppo aridi per lievitare bene.

Li tiro poi fuori, li spennello con il restante tuorlo+H2O, ci spargo i semi di sesamo, e via in forno.

Dopo 20 minuti a 190° in forno, ecco i panini. Come potete vedere quello che nella immagine sopra sta in basso a dx s'è un po' squaqquarato ed esce un po' di pollo... il forno cura tutto!!!

...appena cotti c'hanno sta crosticina croccante... sbav!

venerdì 7 febbraio 2014

Delitto d'autunno

Delitto d'autunno è un'opera di Gianfranco Vitti (ideazione e disegni), Fabrizio Liuzzi (soggetto e sceneggiatura) e Gabriele Benefico (colori e mezze tinte) pubblicato nel 2013.


Delitto d'autunno è il progetto vincitore del Lucca Project Contest 2012.

Nella Taranto degli anni '50 l'investigatore André Dupin viene ingaggiato dal signor Gallo per la scomparsa dello scapestrato genero, preoccupato per il buon nome della famiglia.
Il francese segue diverse piste, incalzato anche dalla nuova assistente in prova, che dimostra di avere buon fiuto e ottime potenzialità per questo lavoro.
Riuscirà la loro combinazione a risolvere l'enigma?

La trama è semplice, ma intrigante.
L'investigatore mi sembra un po' troppo sbadato: per fortuna c'è Agata, decisamente più sveglia! La coppia ricrea l'equilibrio giusto.
Mi sembra che ad un certo punto mi sfugga la storia e ci si sbrighi a chiudere il caso. Magari l'impressione è solo mia, ma non son riuscita a stare al passo deciso dagli autori.

Nel complesso, una piacevole lettura.
Un giallo è sempre un giallo. E ad un giallo non riesco mai a dire di no.
^_^


Nello stesso volume seguono i due progetti menzionati nello stesso contest:

Die Taube di Cecilia Lo Valvo
Un'oscura divinità incatenata da un uomo per un oscuro progetto. Bel tratto.

La bacchetta magica di Gabriele Luzi (testi) e Eleonora Carlini (disegni).
La piccola Netta è appassionata di magia, ma vittima di tre ragazzine che la infastidiscono spesso. Cosa può accadere se fosse dotata veramente di poteri magici? Scopriamolo nelle 8 tavole a colori, davvero piacevoli!

domenica 2 febbraio 2014