mercoledì 5 marzo 2014

Chapeau


Credo che la maturità e la libertà di un paese si possano valutare anche in base a come vengono affrontati proprio questi problemi. E l'Italia non ci fa certo una bella figura.
Trovo assurdo il fatto che, ad esempio, non ci siano leggi sul testamento biologico. Ognuno di noi deve avere il diritto di decidere cosa fare della propria vita e a quali tipi di cure sottoporsi. E le proprie idee e decisioni dovrebbero valere ancora di più quando si è deboli e non si è in grado di far sentire la propria voce. Io, per esempio, voglio morire in pace. Non voglio accanimento terapeutico. Anzi, dico pure che sarebbe ora che si ammettesse l'eutanasia. Perché tenere in vita per forza una persona se la vita non è più sopportabile? A chi porta vantaggio il dolore altrui?
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Anche quando si parla di leggi mancanti sulle coppie di fatto, si parla di cose gravissime. Si tratta di situazioni che pongono alcuni cittadini in condizioni diverse rispetto ad altri. Questo, per uno Stato moderno, democratico e libero dovrebbe essere una condizione inaccettabile. quando parlo di coppie di fatto, penso in particolare alle coppie gay. Io sono sempre stata favorevole al matrimonio omosessuale.
Tuttavia, se devo dirla tutta sinceramente, in realtà io sono contraria al matrimonio in sé perché penso che sia una formalità. Certo, è vero che io mi sono sposata in chiesa nel febbraio 1944. ma è stato solo per far contenti i genitori di Aldo.
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Detto questo, però, sono favorevole al matrimonio gay: se due si vogliono bene e si vogliono sposare, devono poterlo fare. Io sono favorevole alla libertà delle persone. Nella Costituzione non si dice da nessuna parte che la famiglia deve essere formata da un uomo e una donna. E sono pure favorevole alle adozioni da parte di famiglie omosessuali. La cosa più importante è che i bambini vengano educati e amati.
Non penso che sia davvero essenziale per il bambino avere la figura femminile e quella maschile. Che poi queste figure siano tanto diverse... mah, mi sembra una schematizzazione troppo radicale. Le differenze ci sono soprattutto tra persona e persona.  La figura maschile o femminile che manca in famiglia si trova poi fuori. Tanti bambini vengono tirati su solo dalla mamma o dal papà e nessuno si sognerebbe mai di togliere i figlioli a una vedova o a un vedovo solo perché manca il genitore dell'altro sesso. E poi ci sarebbero tanti bambini da adottare, e qualsiasi tipo di famiglia che possa dar loro amore e sostegno dovrebbe essere apprezzata e non giudicata a priori.
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Io, ad esempio, sono favorevole alla fecondazione assistita. Può essere giudicata come un desiderio egoistico, visto quello che dicevo prima sulle adozioni. Però comprendo anche che è una pulsione naturale. Se uno desidera un bimbo fatto da sé, deve essere libero di poterlo fare. Ora, poi, si può restare in buona salute e giovanili più a lungo di una volta e dunque si può anche allungare l'età per avere e tirare su un figliolo.
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In particolare, si potrebbe parlare a lungo degli embrioni e del tipo di leggi che regolano la loro gestione. Il fatto per esempio che non si possa controllare l'embrione prima di impiantarlo è gravissimo. Lo ritengo inaudito per lo stesso motivo per cui sono a favore dell'aborto nel caso in cui una coppia si renda conto di aspettare un bambino portatore di gravi malattie. Non si tratta di selezione genetica, si tratta di cattiveria nel mettere al mondo un disgraziato quando uno c'ha davanti a sé una vita di sofferenza, di malattia, di ospedali. E' giusto mettere al mondo persone che possono vivere una vita degna di essere vissuta. Per questo sono contraria all'obiezione di coscienza da parte dei dottori. I medici hanno il dovere di curare e aiutare anche i peggiori delinquenti, eppure può capitare che delle donne che ricorrono all'aborto, e che hanno molto spesso delle ragioni dolorose per farlo, vengano colpevolizzate per la loro scelta.
Ci vorrebbe sicuramente una maggiore informazione e un approccio serio all'educazione sessuale. Ma è un dato di fatto che la legge 194 ha ridotto il numero degli aborti e, soprattutto, i casi di morte dovuti ad aborti clandestini.

Margherita Hack, Io penso che domani, il racconto di una testimone del Novecento,
ed. Scienza Express 2013, pp.35-38


Se il lavoro ti piace e riesci a migliorarti sempre, allora è giusto continuare. Se no, cambia mestiere.
Margherita Hack, Io penso che domani, il racconto di una testimone del Novecento,
ed. Scienza Express 2013, p.41


Si, nonostante tutto io vedo il futuro in modo ottimista.
Margherita Hack, Io penso che domani, il racconto di una testimone del Novecento,
ed. Scienza Express 2013, p.64

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